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Nel turno infrasettimanale di giovedì con fischio d’inizio alle 18:30, il Lecce è sceso in campo a Frosinone, in una gara che si è presto trasformata in una lezione di calcio per i salentini.

Avvio di gara vivace, con i giallazzurri subito padroni del gioco e capaci di esercitare il controllo del match nei primi dieci minuti. A questo punto i giallorossi provano a prendere campo, cercando di costruire e di trovare spazi per avanzare, ma senza riuscire a trasformare le proprie iniziative in reali occasioni di pericolo. Una manovra che fatica a trovare continuità e incisività, mentre i leoni, con il passare dei minuti, prendono progressivamente le misure agli avversari. A sbloccare il risultato al 25’ ci pensa Cichella, con la sua prima rete in Serie A: un gol che accentua le difficoltà dei salentini, arrendevoli e incapaci di reagire alla squadra di casa.

Allo scadere della prima frazione arriva anche il raddoppio della squadra di casa su calcio di rigore, una decisione destinata a far discutere e sulla quale restano diversi dubbi. Un episodio che, tuttavia, non può da solo spiegare l’andamento di una gara in cui il Lecce aveva già mostrato limiti evidenti.

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La ripresa restituisce l’immagine di una squadra incapace di reagire. A differenza di quanto mostrato in altre occasioni, i giallorossi appaiono arrendevoli, disorientati e privi di riferimenti. I continui cambi di modulo non producono gli effetti sperati, ma finiscono per accentuare la confusione di una formazione che fatica a riconoscere una direzione precisa, sia nella costruzione del gioco sia nella gestione delle difficoltà. Il Frosinone, al contrario, legge con lucidità le debolezze avversarie e ne approfitta, accrescendo il proprio vantaggio e rendendo sempre più pesante il passivo.

All’82′ arriva la rete di Monteiro, al suo primo gol in Serie A, che accorcia momentaneamente le distanze e assume i contorni di una magra consolazione. All’ultimo minuto, in pieno recupero, i padroni di casa fissano il risultato sul definitivo 5-1, certificando una serata da dimenticare per i salentini.

A complicare ulteriormente il quadro, anche i problemi fisici che continuano a condizionare la squadra. L’infortunio di Geubbels nel prepartita, che ha costretto a modificare la formazione iniziale con l’inserimento di Paco, è l’ennesimo imprevisto di una stagione segnata anche da difficoltà di questo tipo. Un fattore da considerare, ma che non può diventare un alibi per una prestazione tanto deludente.

Amaro anche il finale, con i giocatori giallorossi che hanno provato ad avvicinarsi al settore ospiti, venendo però platealmente allontanati. Un epilogo che restituisce la tensione e la delusione di una serata nella quale il rapporto con la tifoseria è apparso inevitabilmente segnato dal risultato e, soprattutto, dalla prestazione.

Al netto delle polemiche arbitrali, non ci sono attenuanti sufficienti a giustificare una sconfitta di queste proporzioni. Il Frosinone ha meritato di vincere, mostrando maggiore concretezza, organizzazione e capacità di interpretare i momenti della gara. Il Lecce, invece, ha pagato una gestione tattica discutibile, con continui cambi di assetto che hanno contribuito a disorientare una squadra già incapace di esprimere idee chiare e una reazione convincente.

Da questa partita resta una lezione severa, impartita da un Frosinone che ha saputo mettere a nudo tutte le fragilità dei giallorossi. Ora servirà trasformare la delusione in consapevolezza, ripartendo dal lavoro e da un’analisi lucida degli errori commessi. La squadra tornerà ad allenarsi questo pomeriggio: il campo dovrà essere il primo luogo da cui ricostruire certezze, identità e responsabilità.

Sofia Cava

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