ORIETTA BERTI

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anche Orietta Berti, soprannominata la “capinera dell’Emilia” e,
successivamente, l’ “usignolo di Cavriago” … è una fan di DiTUTTO!!!

 

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ORIETTA BERTI E I SUOI 50 ANNI DI MUSICA

 

Orietta Berti, nata a Cavriago Provincia di Reggio Emilia nel 1945, racconta a DITUTTO i suoi 50 anni di carriera musicale; 50 anni dedicati alla canzone italiana, ma soprattutto al suo pubblico che canta le sue canzoni e la apprezza e la ama, non solo per le sue doti vocali, ma anche per la sua semplicità e disponibilità.

Signora Berti, Lei ha iniziato a cantare giovanissima, spronata da Suo Padre, grande appassionato di musica lirica, ci racconti com’è iniziata la sua carriera.

Si! Mio Padre voleva farmi diventare una Soprano o mezzo Soprano; all’età di 14 anno mi portava sempre a fare audizioni, ma tutti dicevano che ero troppo giovane e la mia voce troppo acerba, allora erano altri tempi non è come ora che fanno cantare i bambini con la voce da Tenore o Baritono con il rischio di perderla durante la crescita, si! comunque mio padre ci teneva affinché io intraprendessi la carriera musicale, poi dopo la sua morte io continuai a fare dei concorsi di musica leggera pero, perché era più alla portata di tutti e poi incontrai il mio pigmalione GIORGIO CALABRESE( paroliere e autore televisivo italianoNDR) che mi portò a Milano facendomi partecipare a dei provini nelle migliori case discografiche, segnando il mio destino di cantante e per questo gliene sarò grata per tutta la vita!

Lei nel 1965, partecipa e vince la manifestazione canora “Un disco per l’estate”.

Orietta_Berti_InConcerto2Quella è stato un po’ un ricatto;(dice ridendo) nel senso che: nella primavera di quell’anno mi fecero cantare le canzoni di Suor Sorriso, a me questa cosa non piaceva tanto perché non volevo essere etichettata come quella che canta solo canzoni religiose e allora gli ho detto: “Se mi proponete anche qualcos’altro faccio anche le canzoni di Suor Sorriso” e loro mi proposero di partecipare ad “Un disco per l’estate”, ma io non avevo una canzone pronta e loro mi dissero: “guarda c’è la canzone di Anelli (Alberto Anelli cantante italiano NDR) e vorrebbe proporla lui, ma noi riteniamo che sia più adatta ad una donna” e così andò, la canzone si chiamava “TU SEI QUELLO” nel frattempo le canzoni di Suor Sorriso, interpretate da me stavano andando molto bene e credo che anche quello mi abbia poi aiutato a vincere quell’edizione di “Un disco per l’estate”.

Dal 1968 al 1974 Lei partecipa alla trasmissione televisiva “Canzonissima” com’è stata quell’esperienza.

Una bellissima esperienza! Non credo si possa più ripetere, perché nessun cantante rischia la propria faccia, in che senso, lì era il pubblico a decidere e ti votava durante la settimana potendoti mandare a casa in qualunque momento, tra l’altro in quel periodo non potevi andare da nessun’altra parte poi, c’erano solo due canali televisivi; non è come ora che puoi proporti un po’ ovunque; è stato bellissimo, c’erano tante altre colleghe c’era anche la sfida magari la giuria non ti dava nemmeno un voto poi arrivava il pubblico con i suoi tantissimi voti e rimanevi in gara. Davvero una bella esperienza!

Dal 1968 al 1992 Lei partecipa al festival nazionale della canzone italiana il “festival di Sanremo e vi partecipa per altre 11 volte.

Noi eravamo obbligati ad andare al Festival, perché la casa di produzione discografica, era in obbligo verso il dirigente di Sanremo di inviare un cantante o una cantante che in quel periodo era famosa/o e anche se tu non avevi una canzone da portare te la trovavano loro e ci andavi, facevano degli abbinamenti tra le canzoni, al pubblico questa cosa piaceva, a noi cantanti un po’ meno, perché magari la canzone non era poi così adatta .

Com’è cambiato Sanremo oggi secondo Lei.

Oggi i cantanti non sono più obbligati, anzi ci sono tanti che vorrebbero parteciparvi, io ad esempio non voglio più andarci; ci sono stata troppe volte (11 volte NDR), e poi perché dal 1980 mi produco da sola e quindi non sono più protetta; a Sanremo bisogna avere una protezione per la stampa, per le radio per la produzione del disco e quindi è diventato difficile andarci per me! Io adesso sto preparando un cofanetto per i miei 50 anni di carriera ci ho messo dentro successi internazionali e tante mie canzoni che magari sino passate inosservate negli anni, anche a Sanremo; il cofanetto di cd uscirà ad Ottobre e credo sia davvero molto bello, anche perché e stato composto con gli arrangiamenti della Grande Orchestra composta da 60 elementi e poi i pezzi delle canzoni le può ascoltare chiunque dal giovane alla persona di una certa età. La musica bella piace a tutti, non c’è età!

Il suo singolo più amato è “finché la barca va” com’è nata.

Una canzone che ha venduto tantissimo, e per questo devo essere grata a Pace-Panzeri ( autori e scrittori di canzoni NDR), era un periodo d’oro per loro , qualsiasi cosa facessero era un successo, non solo per me, ma anche per altri miei colleghi. Pace, uno degli autori me la portò e io lessi solo il testo poi quando ho sentito la musica dissi: “va bene la faccio” e poi lui mi disse : “ Lo sai Orietta, nessuno della casa discografica  dove ho deposto la canzone voleva farla e l’hai fatta tu che sei di una casa discografica concorrente”. Di quella canzone sono state stampate 9 milioni di copie e mai nessuna mi hanno detto è tornata indietro, anche se a me ne anno pagate solo 4 milioni di copie, va bè, funzionava cosi!

Lei oramai, non è più amata e apprezzata solo in Italia ma anche all’estero, a Marzo è iniziato il suo Tour USA tra Chicago, Atlantic City ecc… Com’è portare la sua musica fuori dall’Italia.

La televisione oggi arriva ormai in tutte le parti del mondo, quindi gli italiani all’estero tipo Italoamericani, Italoaustraliani, Italocanadesiecc… mi seguono tantissimo e vengono famiglie intere volentieri a vedermi e si commuovono sempre; quando facciamo le foto dietro le quinte vogliono sempre raccontarmi le loro esperienze, la loro vita, i loro sacrifici, arrivare in una terra dove non si conosce la lingua, essere trattati male; però l’italiano è stato sempre rispettoso ed ha sempre lavorato bene, perché l’italiano è un’artista in tutte le cose che fa anche il lavoro più umile, oggi molti di loro si sono riscattati hanno una buona posizione lavorativa e questo ame fa piacere sono la parte buona dell’Italia.

Signora Berti com’è cantate ancora dopo tanti anni e sentire ancora che il pubblico la ama.

Io ora quando sono in sala di registrazione voglio sempre dare il meglio, la voce non invecchia mai è un muscolo se la si allena rimane sempre bella e mi piace molto perché ho acquistato una buona interpretazione, sono contenta ho lavorato tanto e non ho perso la voglia di dare sentimenti ed emozioni a chi mi ascolta.

Lei oltre ad essere una bravissima cantante, Le piace anche cucinare ci racconti un po’:

Si mi piace cucinare, però devo dire la verità vado un po’ a periodi, nel senso che; periodi in cui cucino tanto e peridi in cui non voglio assolutamente toccare le pentole, non sò, mi è sempre successo così! Adesso è un periodo in cui mi piace fare dei passati, dei minestroni che avvolte sono apprezzati altri volte i miei figli si lamentano dicendo: “Mamma basta con queste zuppe”.

 Lei ora è in giro con il suo tour italiano, iniziato a Giugno e finirà a Settembre, in quale altra regione d’Italia oltre alla Puglia potranno ascoltarla:

Torneremo in Sicilia, in Calabria e tante altre ancora, a me piace molto girare l’Italia specialmente nel periodo estivo è bellissima!

Lei ha sempre parlato volentieri del suo grande matrimonio con suo marito Osvaldo, da cui poi sono nati i suoi figli Omar e Otis. Com’è stare con un uomo per cosi tanti anni.

Sono 48 anni di matrimonio! Noi abbiamo vissuto insieme il doppio degli anni perché abbiamo sempre lavorato insieme è questo ci ha unito di più, e poi non c’è il tempo per arrabbiarsi, sono stati bellissimi questi 48 anni insieme, sembra sempre come il primo giorno, mi sono chiesta se possiamo fare a meno l’una dell’altro io credo di no! In questi ultimi tempi nei viaggi lunghi mi accompagna mio figlio Otis, perché mio marito a dei problemi agli occhi, allora si stanca; però quando siamo andati a registrare a Napoli è venuto, ha un orecchio molto attento e s’ha accorge subito se qualcosa non va.

Cosa vuole dire al pubblico che La segue, l’ascolta e canta insieme a lei nei suoi concerti.

Mi fa molto piacere che loro cantino insieme con me, e poi sono molto contenta di portare un po’ di serenità nelle loro vite.

Triscia Franco

Foto: Simone Fracasso

(Settimanale DiTutto n. 10 del 3 Settembre 2015)

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