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ROMA – Il 24 settembre 2026, nella prestigiosa Sala del Carroccio in Campidoglio, Ilaria Solazzo ha ricevuto il Premio “Tracce e Visioni” nella categoria Giornalismo e Comunicazione. Un riconoscimento che arriva al termine di un percorso professionale fatto di giornalismo, scrittura, incontri e relazioni umane. L’abbiamo incontrata per raccogliere le sue emozioni e le sue riflessioni.

Ilaria Solazzo, che cosa ha provato quando ha saputo di essere stata scelta per ricevere il Premio “Tracce e Visioni”?

Ho provato innanzitutto gratitudine. Ogni riconoscimento porta con sé una responsabilità, perché dietro un premio vedo sempre qualcuno che ha scelto di credere nel tuo percorso. Sapere di essere stata premiata in Campidoglio, in un luogo così significativo per Roma e per la cultura italiana, ha dato a quel momento un valore particolare. Ho sentito forte il desiderio di condividere quella gioia con tutte le persone che, negli anni, hanno camminato accanto a me.

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Il premio Le è stato conferito nella categoria Giornalismo e Comunicazione. Quanto rappresentano queste due parole nella Sua vita professionale?

Rappresentano moltissimo. Il giornalismo mi ha insegnato ad ascoltare e a cercare di raccontare le persone andando oltre la superficie. La comunicazione, invece, mi ha permesso di comprendere quanto sia importante costruire ponti tra le persone, le idee e le realtà. Sono due dimensioni che nel mio percorso si sono incontrate continuamente. Non considero mai un’intervista soltanto una serie di domande e risposte: per me è soprattutto un incontro umano.

Lei ha avuto modo di incontrare e intervistare negli anni numerosi personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’arte. Che cosa rimane, dopo tanti incontri?

Rimangono le persone. I nomi possono essere importanti, le occasioni possono essere prestigiose, ma ciò che realmente resta è ciò che un incontro riesce a lasciare dentro di noi. Ho incontrato persone conosciute e persone meno note e da ciascuna ho cercato di portare via qualcosa. Una frase, un’emozione, una riflessione. Credo che il giornalista abbia anche questo compito: custodire le storie.

Durante la cerimonia erano presenti anche alcune persone a Lei particolarmente vicine, anch’esse premiate. Penso a Eleonora Ivone, Adriana Pannitteri, Claudia Conte, Giovanni Tonti e Roberta Testaguzza. Quanto ha significato per Lei condividere questo momento con loro?

Ha significato molto. Un premio diventa ancora più bello quando puoi guardare accanto a te e trovare persone alle quali vuoi bene o che stimi profondamente. Vedere Eleonora, Adriana, Claudia, Giovanni e Roberta ricevere a loro volta un riconoscimento ha reso quella giornata ancora più speciale. Per me l’amicizia autentica significa anche questo: riuscire a gioire sinceramente dei traguardi degli altri, senza competizione e senza invidia.

Il Suo rapporto con Eleonora Ivone è particolarmente significativo. Anche a lei è stato conferito un riconoscimento durante la serata.

Eleonora è una persona alla quale sono profondamente legata. La sua presenza ha avuto per me un valore particolare anche per il legame con Angelo Longoni, una persona che ho avuto il privilegio di conoscere e intervistare e alla quale sono molto affezionata. Vedere Eleonora ricevere quel riconoscimento è stato emozionante. Ci sono persone che entrano nella nostra vita attraverso il lavoro e poi diventano parte della nostra storia personale. Lei è una di queste.

Il Premio “Tracce e Visioni” sembra contenere già nel nome una filosofia. Qual è la Sua interpretazione di queste due parole?

La traccia è ciò che lasciamo. La visione è ciò che immaginiamo e desideriamo costruire. Mi piace pensare che ogni persona, attraverso il proprio lavoro e le proprie scelte, lasci una piccola traccia nel mondo. Ma credo sia altrettanto importante avere una visione, perché senza un orizzonte rischiamo di limitarci a vivere soltanto il presente. La memoria guarda indietro, la visione guarda avanti. E noi siamo il punto d’incontro tra queste due dimensioni.

Il riconoscimento è stato consegnato da Giovanni Di Negri di Eurocomunicazione. Che significato ha avuto per Lei quel momento?

È stato un momento che conserverò con gratitudine. Ricevere un premio è importante, ma lo è anche la persona che te lo consegna, perché quel gesto diventa parte della memoria della giornata. Ringrazio Giovanni Di Negri e ringrazio chi ha reso possibile questa cerimonia, a partire dal direttore Alessandro Scarnecchia di Terza Pagina Magazine.

A chi dedica questo Premio?

Lo dedico a tutte le persone che ho incontrato professionalmente e umanamente in questi anni. A chi mi ha aperto una porta, a chi ha accettato di raccontarsi davanti a un microfono o a un taccuino, a chi ha creduto nel mio lavoro. E lo dedico anche a chi non c’è più, ma continua a vivere attraverso ciò che ha lasciato. Penso in particolare ad Angelo Longoni. E poi lo dedico alle persone che mi sono accanto con sincerità, perché nessun percorso è davvero individuale.

Dopo questo riconoscimento, sente di essere arrivata a un traguardo oppure di avere davanti a sé un nuovo punto di partenza?

Un punto di partenza. I premi fanno piacere, naturalmente, ma non devono diventare un punto di arrivo. Devono piuttosto ricordarci che possiamo fare ancora meglio. Io desidero continuare a imparare, a migliorarmi e a raccontare. Credo che la parte più bella del nostro percorso sia proprio quella che ancora non conosciamo.

Che cosa vorrebbe che restasse, un giorno, del Suo lavoro?

Vorrei che restassero le storie. Vorrei che qualcuno, rileggendo una mia intervista, potesse ritrovare una persona, un’emozione, un pensiero che altrimenti sarebbe andato perduto. Se attraverso la scrittura riesco a lasciare una traccia positiva nella memoria di qualcuno, allora considero il mio lavoro compiuto.

Se dovesse racchiudere il significato del 24 settembre in una sola frase, quale sceglierebbe?

Direi: la gratitudine per ciò che è stato e la responsabilità di ciò che ancora posso costruire. Il Campidoglio mi ha regalato una bellissima emozione, ma soprattutto mi ha ricordato che ogni riconoscimento è una traccia del cammino e, allo stesso tempo, un invito a continuare a guardare avanti.

DT

Premio “Tracce e Visioni”: arte, cultura e grandi protagonisti in Campidoglio

ROMA – È stata una giornata all’insegna dell’arte, della cultura, del giornalismo e dell’impegno professionale quella vissuta il 24 settembre 2026 nella prestigiosa Sala del Carroccio in Campidoglio, dove si è svolta la cerimonia del Premio “Tracce e Visioni”, ideato da Terza Pagina Magazine, diretto da Alessandro Scarnecchia, e promosso dall’On. Francesca Leoncini, Presidente del Gruppo Capitolino Italia Viva.

Una kermesse condotta da Niccolò Carosi, che ha riunito personalità provenienti dal mondo del giornalismo, della letteratura, dell’arte, della moda, dell’architettura, della comunicazione e del sociale, dando vita a un incontro ricco di storie, professionalità e percorsi differenti.

Tra i protagonisti della serata Annalisa Bruchi, giornalista e conduttrice televisiva, con “Ricchi o poveri? Manuale di sopravvivenza economica”, scritto insieme all’economista Carlo D’Ippoliti; Adriana Pannitteri, giornalista Rai, con il lavoro dedicato alla memoria di Raffaella Carrà attraverso “Raffaella Carrà. La ragazza perfetta”; e Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, con “Monica. Vita di una donna irripetibile”, intenso ritratto di Monica Vitti.

Premiata anche Claudia Conte, giornalista e scrittrice, per un percorso che unisce comunicazione e impegno sociale, dalla “Voce di Iside” fino al romanzo del 2026 “Dove nascono i silenzi”, dedicato a temi quali la violenza di genere, l’autonomia finanziaria delle donne e le fragilità della Generazione Z.

Particolarmente emozionante il riconoscimento a Eleonora Ivone, che continua a custodire e tramandare la memoria e l’eredità culturale del marito Angelo Longoni, autore e regista.

Grande spazio è stato dedicato alle arti visive con Enrico Manera, pittore, scultore e attore legato all’eredità e alle sperimentazioni della Scuola di Piazza del Popolo, mentre il mondo della moda è stato rappresentato dalla Maison Luigi Borbone, espressione contemporanea dell’Alta Moda italiana. Un tocco particolare alla kermesse è arrivato inoltre con Rino Jupiter, astrologo e volto noto della radio e della televisione. Attenzione anche al sociale, con il riconoscimento a Federica Pucciariello per “Il piatto è pronto e buon appetito. La mia cucina”.

Il riconoscimento a Ilaria Solazzo

Tra i protagonisti della cerimonia anche Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e scrittrice, insignita del Premio “Tracce e Visioni” nella categoria Giornalismo e Comunicazione. Un riconoscimento che si inserisce in un percorso professionale costruito negli anni attraverso il giornalismo, la scrittura e la comunicazione, con particolare attenzione alle persone, alle storie e alle realtà culturali e professionali incontrate nel corso della sua attività. (Nella foto a lato Ilaria Solazzo con Alessandro Scarnecchia direttore del premio “Tracce e Visioni”)

Per Solazzo, la serata del 24 settembre ha avuto anche un significato profondamente personale: tra le persone a lei vicine e conosciute nel corso del proprio percorso professionale che hanno ricevuto a loro volta il riconoscimento figurano Eleonora Ivone, Adriana Pannitteri, Claudia Conte, Giovanni Tonti e Roberta Testaguzza. Una coincidenza che ha trasformato la cerimonia in un momento di condivisione, nel quale il valore professionale del premio si è intrecciato con quello umano delle relazioni costruite nel tempo.

Il riconoscimento a Ilaria Solazzo, consegnato da Giovanni Di Negri di Eurocomunicazione, è stato accolto con particolare emozione dalla giornalista, che ha voluto dedicare idealmente il premio a tutte le persone, note e meno note, che negli anni ha avuto modo di intervistare e raccontare, con un pensiero speciale rivolto al compianto Angelo Longoni e alla sua Eleonora Ivone, amica alla quale è profondamente legata.

La presenza contemporanea di tanti amici e professionisti premiati ha dato così alla serata una dimensione ulteriore: quella di una comunità di persone che, attraverso ambiti differenti, condividono esperienze, incontri e percorsi capaci di lasciare tracce.

Una rete costruita attraverso la cultura

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la presenza di una rete di Media Partner, Blog, sostenitori, Web Radio TV, testate giornalistiche e agenzie Media e Stampa che hanno accompagnato il progetto.

Tra loro PR & Editoria di Lisa Di Giovanni, ViviRoma.tv, diretto da Miria Maiorani, Roma Capitale Magazine, diretto da Manuela Rella, Eurocomunicazione, nella persona del dott. Giovanni Di Negri, Tgevents Television e RomArteventi, presieduta da Francesca Piggianelli.

Un ringraziamento destinato ad allargarsi nei prossimi giorni anche agli altri professionisti, sostenitori, media partner e amici che hanno contribuito alla diffusione e alla crescita di “Tracce e Visioni”.

Perché dietro ogni grande iniziativa esistono incontri, sinergie e persone. Esistono competenze che si intrecciano, relazioni che diventano collaborazione e idee che, attraverso la condivisione, riescono a trasformarsi in realtà.

È questo il senso più profondo di una manifestazione che ha scelto di portare nel cuore istituzionale di Roma tante espressioni della cultura contemporanea, riconoscendo il valore dei percorsi individuali e della capacità di lasciare un segno.

Ogni Traccia è memoria.
Ogni Visione è futuro.

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