Salmonella in alcuni ovetti Kinder prodotti in Belgio. “È un focolaio multinazionale”, scoperti 150 casi in Europa.

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Dopo la segnalazione dello “Sportello dei Diritti”, prima in Italia, la conferma di decine di bambini finiti in ospedale.

L’impianto di lavorazione belga era già stato ammonito a dicembre 2021: il batterio era stato trovato nel latticello.

Ferrero è nel pieno di una bufera, altri cioccolatini Kinder richiamati in Canada per la possibile salmonella

L’avevamo segnalato quali primi in Italia noi dello “Sportello dei Diritti”, il richiamo da parte di Ferrero di lotti di ovetti Kinder per possibile contaminazione da salmonella. E dopo Irlanda e Regno Unito sono stati registrati almeno quindici casi sospetti di salmonellosi in Francia. L’età media dei pazienti è di quattro anni e otto di loro sono stati ospedalizzati.

L’allarme arriva a pochi giorni dall’annuncio di un altro batterio contenuto in un lotto di pizze Buitoni della gamma Fraîch’Up che, sempre su suolo francese, ha provocato il decesso di due bambini. Tuttavia, a meno di pochi giorni da Pasqua, l’azienda italiana Ferrero sta richiamando diversi prodotti della marca Kinder non solo in Europa ma anche in Canada. Tutti provengono da uno stabilimento belga, ad Arlon, e la Direzione generale della Salute pubblica francese sospetta che contengano il battere della Salmonella. In Europa negli ultimi giorni sono stati registrati almeno 150 persone che non hanno avuto la sorpresa che si aspettavano.

Dopo aver mangiato del cioccolato Kinder prodotto nello stabilimento belga di Arlon sono infatti stati toccati dalla salmonellosi. “È un focolaio multinazionale”. La denuncia è partita dal Regno Unito e presto svariati Paesi hanno lanciato l’allarme, tra cui Irlanda, Italia, Francia e Svizzera. Centinaia di tonnellate di cioccolato prodotto dall’azienda di Ferrero sono state ritirate dal mercato.

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A circa una settimana dall’allerta generale, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha riportato che all’8 aprile erano stati scoperti in dieci nazioni, di cui nove europee, 150 casi di salmonellosi. Di questi, 119 sono stati confermati e 31 sono stati classificati come “probabili”. In un comunicato dell’Ecdc viene spiegato che il primo caso risale al 21 dicembre, ed era stato rilevato nel Regno Unito.

A questo era seguita la scoperta del batterio della salmonella in una cisterna contenente il latticello nello stabilimento di Arlon. Quindi Kinder aveva implementato alcune misure igieniche e aumentato il controllo e i test dei prodotti e dell’ambiente di lavorazione. Effettuato un nuovo sopralluogo, non era più stato riscontrato il batterio e la distribuzione del cioccolato era ripresa normalmente in Europa e in tutto il mondo.

Poi, per cause che le indagini dovranno stabilire, si è sviluppato quello che l’Ecdc ha descritto come un «focolaio multinazionale», che dopo il Regno Unito (65) ha toccato Belgio (26), Francia (25), Germania (10), Irlanda (15), Lussemburgo (1), Paesi Bassi (2), Norvegia (1), Spagna (1) e Svezia (4). Nella maggior parte dei casi, che riguarda soprattutto bambini sotto i dieci anni, è stato necessario un ricovero in ospedale.

Nessun caso è stato rilevato in Italia. “È necessario identificare la causa principale, i tempi e i possibili fattori alla base della contaminazione, compresa la valutazione della possibilità di un uso più ampio della materia prima contaminata in lavorazioni di altri impianti”.

I richiami lanciati in tutto il mondo, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,dovrebbero ridurre il rischio di ulteriori infezioni. “Tuttavia, poiché la tipizzazione molecolare non viene eseguita di routine in tutti i Paesi, i casi potrebbero non essere rilevati”. Ovviamente bisogna rilevare che per quanto riguarda Ferrero e il mercato italiano, la nota azienda ha richiamato a scopo meramente precauzione solo alcuni lotti di uno specifico prodotto.

 

foto puramente indicativa – fonte web

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