Intervista esclusiva al ballerino Leon Cino

Nel corso degli anni, sono pochi i ballerini che possono vantare il podio al serale di Amici di Maria De Filippi e vincendo la terza edizione del programma il talentuoso ballerino di origini albanese Leon Cino è proprio uno di loro.

Da allora Leon Cino ha portato avanti tanti progetti nel mondo della danza, collaborando anche come coreografo, conduttore e direttore artistico per importanti produzioni. Lo abbiamo intervistato.

Questo periodo storico si divide in pre-covid e post-covid, per Leon nel mezzo cosa c’è stato?

Il periodo di massimo isolamento mi ha costretto a grandi riflessioni la dove prima, magari, non ne avrei avuto il tempo. Ho vissuto sicuramente come tutti un periodo surreale, dove la mente vagava in progetti che avrei voluto in seguito realizzare. Per distrarmi un po’ mi sono visto molte serie TV ed è stata un ottima occasione per godermi mia madre e la famiglia.

Come è cambiato il modo di presentare la danza in TV dalla tua partecipazione ad Amici ad oggi a prescindere dal talent?

La danza è una disciplina in continua evoluzione di conseguenza può andar bene sempre purché se ne parli e la si mostri .

Sei un ballerino immenso, ma ad oggi anche un maestro che gira l’Italia per insegnare, come ti trovi in questa veste?

Ti ringrazio per questo elogio, mi trovo benissimo nel mio ruolo da insegnante, perché riesco a tramandare ai miei allievi un po’ della mia esperienza sia teorica che didattica e aggiungo che trovo un enorme piacere nel poter viaggiare e avere l’opportunità di visitare città paesi e borghi di un territorio che amo molto.

Cosa si deve fare per avvicinare le nuove generazioni al mondo della danza ?

Non è semplice perché i giovanissimi  sono proiettati più sul web sui social per meglio dire, ma se sapessero quanto è affascinante il mondo della danza, l’importanza di ogni passo ogni movenza e la meraviglia dei virtuosismi  che potrebbero fare ed imparare anche loro, forse ci sarebbero meno teste chiamate sullo smartphone.

I tuoi progetti?

Ho appena aperto la mia prima scuola a Cagliari che fa parte  di un progetto ben più ampio, ma non anticipo niente, oltre a questo ambisco alla realizzazione di una compagnia teatrale di taglio internazionale e di alto spessore artistico, ovviamente parliamo sempre di danza.

Oltre ad essere un ballerino incredibile, ti abbiamo visto protagonista di un Musical e quindi recitare e cantare. Nel tuo futuro prossimo possiamo aspettarci qualche bella sorpresa in questo senso?

Questo tipo di esperienza mi ha fatto prendere coscienza della mia versatilità, sorprendendomi io stesso delle mie capacità al di fuori della danza che fino ad allora era la mia zona confort. Per l’occasione comprai la mia prima chitarra acustica che faceva molto “rockstar” finché non mi vennero i calli alle dita da non avere più la sensibilità! Mi dicono che so cantar bene, non escludo un singolo… tu lo acquisteresti?  Mia madre si! Per quanto riguarda la recitazione ho avuto due esperienze cinematografiche soddisfacenti che continuano a programmare in tv.

Vogliamo terminare questa intervista con un tuo messaggio speciale per i giovani che appartengono a quest’epoca  “particolare”

Mi piacerebbe che avessero ancora dei sogni e delle sane ambizioni come quando io avevo la loro età e impiegassero le loro energie in qualcosa di positivo e costruttivo per il loro futuro.

Serena K. Baldaccini

 

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