“La Sconosciuta” è l’ultimo lavoro della scrittrice e poeta Maria Teresa Infante. Il libro sarà presentato in anteprima assoluta il 1° ottobre a Rocca Sinibalda (Ri)

di Maria Grazia Di Mario

AMORE, come fusione di anime nude, atto di creazione fisico e spirituale in grado di far rinascere l’altro, ma insieme impietosamente devastato/avvelenato dalla morale, ingurgitata a piccole dosi quotidiane, LUI,LEI (Amanda), l’ALTRA(La Sconosciuta) sono parte degli ingranaggi, loro malgrado. Il Destino, ertosi a giudice li ha condannati al suo volere, alla impossibilità di non lasciarsi andare (sempre) via. Unica alternativa sembra essere la morte, che è un po’ come pensare che con la morte si possa vivere una diversa occasione.

Una morte creatrice dunque, in grado prima di unirli nell’amplesso (“morire è vivere consumando se stessi ogni giorno”) e poi di liberarli entrambi dalle catene dell’onnipotenza che li unisce, martoriandoli all’unisono, in un unico requiem esistenziale.

Nel libro La Sconosciuta della scrittrice e poeta Maria Teresa Infante (che sarà presentato in sua presenza e in anteprima assoluta il 1° ottobre, alle ore 17:00, a Rocca Sinibalda, presso la sala conferenze del Museo Miniucchi, nell’ambito delle attività della Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario) convivono dimensioni assolutamente diverse, tutte strade percorribili, il sociale, la psicologia, l’archetipo.

Da un lato, riprendendo una frase di Diego De Silva che leggiamo a conclusione del libro, si può sposare il concetto che gli unici amori che resistono siano quelli impossibili, se per amore s’intende una passione totalizzante tra due amanti che può attraversare anche l’intera vita, perché non si ha il coraggio di abbandonare “le rapsodie del quotidiano e della morale comune”. E qui sono la società, il substrato antropologico, a imprigionare. Dall’altro il libro svela una entità ben più importante, il Fato, al Destino che gioca a dadi con le nostre vite non si può sfuggire, e così l’unica soluzione sembra essere proprio la fuga/scomparsa/morte, una morte intesa però come atto di pietà verso l’altro, o ricerca di una diversa soluzione di eternità, o di altra realtà in grado di ricondurre entrambi in un bivio, quasi protetto ed atemporale. Fatto sta che i protagonisti sembrano percorrere a velocità accelerata una vita intera, meravigliosa e sofferta, maledetta, predestinata, in una sola Ora; la frase A un’ora dal Destino caratterizza non a caso tutti i capitoli, perché c’è un  Destino inclemente ad aspettarli, fermo al Traguardo, che non potranno contrastare.

Infine c’è il lato psicanalitico attraverso lo sdoppiamento della protagonista Amanda con il suo alter ego (l’altra) che al contrario di Lei“ è una libera possidente, non schiava incatenata  dal pregiudizio. La Sconosciuta (non a lei) ama senza quantificare in grammi e sedimentando l’onta del rimpianto. Lei è conforme a ciò che non mente, aggrappata con forza al suo vero essere e in grado di consolarla, lenirne le ferite”. Ma in fondo anche la Sconosciuta non potrà vivere senza l’altra, sono due vasi comunicanti e un’unica sembianza.

Un libro che fa riflettere, non facile nei contenuti anche per uno stile originale che lega la scrittura narrativa alla poesia. A uscirne perdente è lui soprattutto, l’uomo, il maschio, ma anche l’Amore(come concetto assoluto) che si manifesta con tutto il suo egoismo e violenza, vittima di condizionamenti, attuale, ordinario. Ma come ignorare gli sprazzi di piacere, l’atto sessuale che diviene gesto di sublimazione artistica e dunque conquista di eternità, proprio in presenza del tormento?

Chi non ha vissuto situazioni come quella di Amanda e insieme dell’Altra, o al maschile, come questa di Lui? LUI che non ha bisogno di un nome, perché potrebbe non essere mai esistito se a chiusura del volume si legge

La penna intinse il dito nell’inchiostro

Di lei rimase solo ciò che è scritto

Di lui si disse non fosse mai vissuto.

Su questo nuovo lavoro letterario di Maria Teresa Infante, fondatrice e presidente del Premio nazionale di Poesia Ciò che Caino non sa, ha certamente inciso l’attività svolta per anni nel sociale, essendosi occupata di violenza sulle donne e sui minori con conferenze e presentazioni sul tema in varie  regioni. Di amore, infatti, ma anche di violenza si parla, trovando come soluzione alla sofferenza l’autoeliminazione da un amore stremato, umiliato, ghigliottinato, una resa insostenibile. E qui si apre una ulteriore interpretazione, nelle dinamiche tra gli attori della storia si potrebbe inserire un archetipo, l’archetipo dell’amante che ha ispirato le più grandi opere letterarie, laddove l’eros è la passione generata da un assoluto equilibrio tra corpo e spirito bai passando l’io pensante e l’amore romantico, privo di barriere e prudenza, è fortemente legato alla morte, sia fisica che spirituale. Un romanzo dunque che, in ultima analisi, sembra condurci per mano proprio al mito di Amore e Psiche.

Un libro ben scritto, originale nella forma e nel contenuto non scontato, adatto per poeti e per pensatori, filosofi e psicologi. Camei preziosi le poesie di cui è pervaso, fuse all’interno della trama narrativa e con brani isolati che ricamano il testo. L’evento, organizzato dalla Biblioteca Angelo Di Mario in sinergia con il Comune di Rocca Sinibalda, vedrà la partecipazione del poeta e critico letterario Sandro Angelucci e di Maria Laura Petrongari, in rappresentanza del Movimento per la vita e della Associazione 50& Più di Rieti.

 

 

 

BIOGRAFIA

Maria Teresa Infante, scrittrice e poeta originaria di San Severo (FG), è cofondatrice Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche, Consigliera del Senato Accademico, Direttrice del Dipartimento “Solidarietà e Promozione sociale” della Stessa.

Responsabile settore editoriale Oceano Edizioni.

Cofondatrice, presidente onorarioWikiPoesia (2018/07-2022)

Cofondatrice, V. presidenteAss culturale L’Oceano nell’Anima.

Capo Redattore testata giornalistica indipendente OceanoNewse dell’omonimo blog on-line.

Collaboratrice del Corriere di San Severo; Corriere di Puglia e Lucania; Corriere Nazionale; Alessandria today.

Redattrice delle Riviste di Arte e Cultura La Ballatae Fiorisce un cenacolo.

Fondatrice e presidente Premio nazionale di Poesia Ciò che Caino non sa (violenza di genere e minori).

Coautore antologie bilingue in inglese, polacco, serbo, spagnolo.

Presidente / o Commissione di vari Premi letterari nazionali.

Ha recensito oltre ottanta autori e artisti di cui ha curato le personali.

Nel 2019 l’esperienza cinematografica in Calm Apparente, dal romanzo di Mauro Valente, regia di Eric Veneziano.

Vari Riconoscimenti per la poesia, narrativa, giornalismo e nel 2020 dall’Accademia Italia in Arte nel Mondo – Art and Human Rights riceve “L’Alto Riconoscimento” per la Poesia e Letteratura: Il Pensatore.

Ha undici pubblicazioni personali al suo attivo (poesia e narrativa) e nove antologie come ideatrice e curatrice di cui cinque sulla violenza donne e minori.

 

adv