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Ci sono voci che accompagnano. E poi ci sono voci che accendono. Angela Molinari è una di quelle presenze che il pubblico del Sud Italia riconosce al primo suono. Dai microfoni di Radio Norba ai palchi di Battiti Live, dalle consolle dei club più importanti del meridione alle interviste con i grandi nomi della musica italiana, il suo percorso è un viaggio lungo trent’anni fatto di adrenalina, responsabilità e scelte di vita. In questa intervista esclusiva si racconta senza filtri.

“La prima volta in radio? Una sensazione meravigliosamente strana.”

Ti ricordi la prima volta che hai parlato in radio?

È stata una sensazione strana, meravigliosa, nuova. Ero curiosissima. In realtà non avevo scelto la radio: mi è stata proposta. Avevo appena finito il liceo e non riuscivo a decidere quale facoltà universitaria intraprendere. Così ho tagliato la testa al toro e ho iniziato a fare radio. Poi ho capito che era diventata qualcosa di viscerale. Oggi la chiamo una malattia. Non avrei più potuto farne a meno.

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C’è stato un momento in cui hai capito che sarebbe diventato il tuo lavoro?

Sì. Quando ho realizzato che non volevo fare nient’altro.

L’errore che ti ha insegnato di più agli inizi?

Quando parli alla radio non devi personificare. Non parli a una sola persona, parli a tutti. È un errore tipico di chi inizia.

Il salto a Radio Norba e la responsabilità di Sanremo

Il passaggio a Radio Norba arriva grazie a un collega e al direttore Titta De Tommasi, che la sceglie per il weekend.

L’ho vissuta come una grande opportunità. In questo lavoro non esistono pressioni, solo stimoli.

Dopo appena un anno arriva la prima grande prova: Sanremo.

Mi mandarono a fare tutte le interviste al Festival. E le facevo sia per la radio che per Telenorba. È stata una responsabilità enorme, ma anche un grande successo.

È stato lì che hai pensato: “Adesso sono davvero qui”?

Sì. Anche perché poco dopo è iniziato quasi subito Battiti Live.

Il palco, 80.000 persone e il battito che accelera

Cosa si prova davanti a una piazza gremita?

Non si può spiegare, si deve provare. È adrenalina, paura, battito accelerato, voglia di comunicare.

Angela non ha dubbi: «Mi sento sicura davanti al pubblico. Mi piace guardarlo negli occhi. È la risposta più calda che puoi ricevere.»

Tra i ricordi più forti, un’immagine precisa: «I primi anni di Battiti Live. Quando il format non era ancora quello di oggi, ma avevamo già la responsabilità di parlare a 80.000 persone e anche di più. Io su quel palco, davanti a tutta quella gente: quella è l’immagine simbolo della mia carriera.»

Le consolle e l’incontro con Louie Vega

Trent’anni di serate nei club.

«Non posso sceglierne una sola. Continuo ancora oggi.»

Ma un episodio resta indelebile: «Quando Louie Vega, uno dei più grandi DJ al mondo, mi ha permesso di cantare “The Boss” su una sua base al Jubilee. È stato incredibile.»

Gli artisti che lasciano il segno

Chi ti ha colpito più umanamente?

Giorgia. L’ho intervistata durante un periodo difficile della sua vita. L’ho sentita profondamente umana.

Le interviste più difficili?

Edoardo Bennato è stato particolarmente ostico. E anche Ligabue.

Un consiglio prezioso?

Biagio Antonacci, in una diretta su Radio Norba, mi disse di non pensare solo alla carriera ma di considerarmi anche come donna e come mamma. È un consiglio che porto con me.

Il momento più difficile dietro le quinte
Non solo emozioni positive

«Durante una tappa di Battiti Live a Brindisi sono stata molto male nel backstage. Problemi seri di stomaco. È un ricordo brutto.»

E la prova più dura?

Un Capodanno a Trani, nella mia città. Quattro ore da sola sul palco. Ho dovuto dare fondo a tutte le mie forze. Lì ho dimostrato davvero chi ero.

La maternità: “Ho avuto paura di perdere tutto.”

Quando ha scelto di fermarsi, la paura c’era.

Assolutamente sì. Ma la maternità è un’esperienza così forte che prende tutto lo spazio. In quel momento vedevo solo mio figlio.

Hai pensato di non tornare?

Sì. Non volevo altro.

E invece il ritorno è stato naturale.

Grazie ai colleghi, al direttore, mi sono sentita subito a casa.

Essere madre ha cambiato il tuo modo di stare sul palco?

No. Sono due dimensioni separate.

L’esperienza ad Amici e il futuro

L’approdo nel mondo di Amici di Maria De Filippi arriva su incarico del presidente Marco Montrone.

È stato un onore. L’energia era pazzesca. Ma io sono abituata alle telecamere, faccio televisione tutti i giorni.

Ti senti arrivata?

Mai. Se pensi di essere arrivata, hai finito.

Un desiderio per il futuro?

Vorrei fare più televisione.

Successi, emozione e un sogno mai realizzato

Cosa ti emoziona ancora?

Aprire il microfono. Sapere di avere la responsabilità di dire qualcosa a tante persone»

Cos’è il successo?

Essere amata dal pubblico. Significa che stai facendo bene il tuo lavoro.

Hai paure?

No. O almeno credo di no.

Un sogno rimasto nel cassetto?

Avrei voluto fare la doppiatrice. Non l’ho mai fatto. E forse non lo farò più.

 

Un talento che non ha mai inseguito la fama. Ha inseguito l’energia, l’adrenalina, il bisogno autentico di comunicare. Ha attraversato palchi immensi e silenzi profondi. Ha avuto paura di perdere tutto. Ha scelto di fermarsi.
È tornata.
Angela Molinari non è solo una voce che accompagna.
È una donna che ha saputo restare fedele a se stessa, anche quando avrebbe potuto cambiare strada.
E forse è proprio questa la sua forza più grande:
non aver mai smesso di riconoscersi, prima ancora di farsi riconoscere dagli altri.

Kevin Dellino

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