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NAPOLI – C’eravamo anche noi di Ditutto, ieri mercoledi 18 marzo, in Piazza del Plebiscito, testimoni diretti di un momento che profuma di storia e di cambiamento. Il 209° anniversario del Corpo di Polizia Penitenziaria non è stato solo una sfilata di uniformi e mezzi, ma il manifesto di un’istituzione che rivendica il proprio ruolo centrale nella sicurezza del Paese.

​Sotto il cielo di Napoli, tra l’imponenza del Palazzo Reale e il calore della folla, abbiamo percepito un’energia diversa, dettata anche da un nuovo corso ai vertici del Corpo che abbiamo voluto documentare da vicino.

​A scandire i momenti più emozionanti della cerimonia è stata l’impeccabile esecuzione della Banda Musicale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Sotto la sapiente guida del Maestro Direttore Fausto Remini, i musicisti in divisa hanno saputo trasformare il rigore militare in un’esperienza artistica di alto livello. Le note dirette da Remini non hanno solo accompagnato i passaggi formali, ma hanno saputo emozionare la piazza, sottolineando con eleganza e potenza sonora il legame profondo tra il Corpo e la cittadinanza.

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​L’anniversario di quest’anno ha offerto l’occasione per vedere all’opera la nuova guida del Corpo affidata ad Augusto Zaccariello, una figura che noi di Ditutto abbiamo osservato integrarsi con naturalezza nel solenne cerimoniale di Piazza del Plebiscito. La sua presenza tra i reparti schierati trasmette quel senso di appartenenza necessario a chi vive la realtà dei penitenziari ogni giorno. In piazza, il messaggio è apparso chiaro: efficienza operativa legata a un profondo senso del dovere e della legalità.

​Passeggiando tra gli stand, abbiamo toccato con mano i risultati di un’evoluzione tecnologica senza sosta. Non solo sorveglianza, ma alta specializzazione:

  • Le Unità Cinofile e i reparti antidrone, fondamentali per blindare i perimetri degli istituti dalle nuove minacce tecnologiche.
  • Il GOM e il NIC, reparti d’élite che rappresentano la punta di diamante nel contrasto alle mafie e al terrorismo.
  • Il Laboratorio del DNA, un’eccellenza che pone la Polizia Penitenziaria ai vertici della ricerca scientifica investigativa.

​​Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento ha ribadito l’impegno del Governo verso un piano straordinario di edilizia carceraria e, soprattutto, verso l’incremento degli organici. “La sicurezza di chi lavora è la precondizione per la rieducazione di chi sconta”, ha sottolineato il Guardasigilli davanti alla platea delle autorità.

​Essere presenti a Napoli ci ha permesso di ascoltare il battito reale di un Corpo che spesso opera lontano dai riflettori. La solennità del 209° anniversario ci restituisce l’immagine di una Polizia Penitenziaria moderna, orgogliosa delle proprie radici ma proiettata verso una riforma necessaria per affrontare le criticità croniche del sistema.

​Esce da Piazza del Plebiscito un messaggio di speranza che noi di Ditutto abbiamo raccolto con piacere: la consapevolezza che, nonostante le difficoltà, lo Stato c’è, presidia e non dimentica chi serve nelle “prime linee” della giustizia.

Patrizia Faiello

 

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