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Esiste un’antica arte giapponese, il Kintsugi, che insegna a riparare i vasi rotti con l’oro. Non nasconde le crepe, le esalta, perché un oggetto che ha sofferto e si è rialzato acquista un valore unico. È questo lo spirito che ha attraversato l’8 marzo a Roma: una giornata iniziata nel silenzio di una mostra e culminata nelle note vibranti di una grande orchestra nella cornice del Centro Congressi la Nuvola di Roma e noi di Ditutto eravamo presenti. Prima che la musica prendesse il sopravvento, il palco ha ospitato un momento di straordinaria umanità. La giornalista Donatella Gimigliano, ideatrice di Women for Women against Violence, ha condiviso con il pubblico la sua storia personale. Non ha parlato solo come organizzatrice, ma come donna che ha vissuto sulla propria pelle la battaglia contro la malattia e le cicatrici che la vita può lasciare. Proprio da questa esperienza di “bellezza ferita” è nata la sua missione: trasformare il dolore privato in una spinta collettiva alla rinascita.

Gli scatti, realizzati da Tiziana Luxardi, non sono semplici fotografie, ma frammenti di vita di donne che hanno affrontato la violenza e la sfida del tumore al seno. Sguardi come quelli di Valentina e Francesca Pitzalis restano impressi nella memoria, mentre grazie ai QR code le loro voci sussurrano storie di resilienza, ricordandoci che la fragilità, se condivisa, diventa una forza d’oro. ​​Il cuore pulsante della serata è stata la musica, portata a livelli altissimi dalla Grand’Orchestra del Maestro Gerardo Di Lella. La direzione del Maestro è stata impeccabile, capace di guidare con precisione ed eleganza una formazione imponente.

La vera magia è nata dall’amalgama perfetto tra gli strumenti e le voci: gli orchestrali hanno dimostrato un talento e una sensibilità fuori dal comune, passando con disinvoltura dal pop alla musica d’autore, mentre i coristi hanno arricchito ogni brano con armonie potenti e cristalline. La loro bravura non è stata solo tecnica, ma emotiva: ogni nota sembrava vibrare all’unisono con il messaggio della serata, creando un muro di suono che ha letteralmente avvolto il pubblico.

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L’apertura ha reso omaggio all’impegno civile con il ricordo dell’avvocatessa Tina Lagostena Bassi, celebrando i trent’anni della legge contro la violenza sessuale. Il programma musicale è stato un susseguirsi di emozioni senza tempo, riarrangiate con cura sartoriale dal Maestro Di Lella: Con le note di “Respect” e “I Will Survive”, l’orchestra ha sprigionato un’energia travolgente. Brani come “La cura” di Battiato, “Almeno tu nell’universo” e “Sally” hanno raccontato la fragilità e la forza delle donne con una delicatezza commovente.

Poi, il gran finale con Mariella Nava che Con i suoi celebri brani “Per Amore” e “Spalle al Muro”,  ha portato la sua sensibilità d’artista, testimoniando come la musica e l’impegno sociale possano fondersi per dare voce a chi spesso non ne ha. Questo 8 marzo non è stato una celebrazione di rito, ma un intreccio di memoria, musica e sorellanza. Ne resta la consapevolezza di non essere soli: lo dicono i volti nelle foto, lo cantano le canzoni, lo dimostra l’impegno di donne come Donatella e il talento di artisti che mettono il cuore nel loro mestiere.

​Siamo tutti un po’ come vasi Kintsugi: con crepe profonde, ma con l’oro necessario per ripararle e continuare a risplendere insieme. Per chi volesse rivivere queste emozioni, il progetto Women for Women approderà su Rai Uno il prossimo 21 marzo in seconda serata.

Patrizia Faiello

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