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Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica Borghi e Sapori Scoprendo l’Italia”, un viaggio alla scoperta delle eccellenze gastronomiche e dei tesori nascosti del nostro Belpaese.
Tra le dolci colline della Basilicata, dove il vento porta profumi di erbe e terre arate, sorge Lagopesole, borgo antico in provincia di Potenza, un luogo dove la storia e i sapori si intrecciano in maniera armoniosa. Ogni pietra, ogni vicolo, racconta secoli di vita e tradizioni contadine.

Al centro del borgo si erge il maestoso Castello Federiciano, eretto da Federico II, con le sue torri e cortili che osservano il borgo come custodi silenziosi di memoria e identità. Passeggiare tra le vie del borgo è un invito a rallentare: le strade strette, le piazzette nascoste e i portali in pietra conducono a incontri con la vita quotidiana di chi qui abita.

Bambini che corrono nei cortili, anziani che chiacchierano davanti alle porte, il profumo del pane e delle erbe aromatiche che si mescola all’aria. Lagopesole è un luogo dove passato e presente si intrecciano naturalmente e dove ogni scorcio invita a fermarsi e a respirare.

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Per scoprire l’anima del borgo, abbiamo incontrato Emilio Colangelo, portavoce dell’associazione Il Cigno e Presidente della Cooperativa La Strazzata, da anni impegnato nella promozione del borgo attraverso eventi culturali e gastronomici.

«Lagopesole non è solo il luogo dove vivo, ma il luogo che ho scelto di raccontare ogni giorno – racconta EmilioUna passeggiata ideale inizierebbe dal Castello Federiciano, simbolo della nostra identità e della presenza maestosa legata a Federico II. Proseguendo tra le vie del borgo, ogni angolo rivela storie di comunità, di tradizioni e di un legame profondo con la terra. Ogni pietra custodisce memoria, ogni panorama restituisce un senso di appartenenza».

Camminando tra i vicoli si incontrano anziani che chiacchierano davanti alle porte, bambini che giocano nei cortili e il profumo del pane e delle erbe aromatiche che si mescola all’aria, trasformando la passeggiata in un’esperienza sensoriale unica.

Tra i tesori del borgo, la strazzata aviglianese occupa un posto speciale. Emilio Colangelo ci racconta la sua importanza: «La strazzata non è solo un pane: è il profumo delle nostre radici, la storia dei nostri contadini e delle nostre case. Ogni anno, durante la Sagra della Strazzata, vedo come questo prodotto riesca a riunire la comunità e a raccontare la nostra storia ai visitatori».

La strazzata si presenta così: un pane dalla forma irregolare, dorato e croccante fuori, morbido e fragrante dentro. Il profumo intenso di farina e lievito naturale riempie l’aria appena sfornata. La crosta resiste al morso, mentre la mollica soffice si scioglie in bocca, raccontando storie di mani laboriose, di antichi forni e di colazioni condivise. La strazzata si gusta da sola, con un filo d’olio locale, oppure accompagnata da salumi, formaggi o confetture fatte in casa.

I sapori di Lagopesole continuano con i peperoni cruschi, croccanti e dorati, simbolo della cucina lucana, che si possono sgranocchiare da soli o utilizzare per accompagnare primi piatti rustici, e la soppressata e altri salumi locali dal gusto intenso e deciso, frutto della maestria dei norcini del borgo.

Focacce e dolci tipici preparati con mandorle, fichi secchi e miele trasformano ogni pausa in un piccolo rito di gusto, mentre i vini dei piccoli produttori delle colline circostanti sorprendono con aromi autentici e avvolgenti, capaci di raccontare la terra da cui provengono.

Passeggiare tra le botteghe significa lasciarsi guidare dai profumi e dai sapori, mescolati nell’aria insieme alle chiacchiere della gente, e scoprire ogni volta una nuova storia da assaporare.

«Desidero che chi arriva a Lagopesole porti con sé un’emozione autentica – continua EmilioQuesto è un luogo che accoglie con semplicità e verità, dove il tempo invita a rallentare. Far sentire ogni visitatore parte di una storia è la nostra missione. Se nasce il desiderio di tornare, significa che Lagopesole ha parlato al cuore».

Così, tra i vicoli lastricati, il Castello Federiciano che domina il borgo e i profumi della cucina tradizionale, Lagopesole si svela come un luogo sospeso tra storia, comunità e sapori autentici. Ogni pietra racconta, ogni piatto parla e ogni visita lascia ricordi indelebili. Qui il tempo si misura con i passi lenti tra le strade, con l’odore del pane appena sfornato e con il gusto intenso della strazzata, capace di restituire l’anima di un borgo intero.

Antonio Torretti

 

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