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ROMA – “Non è solo una nomina, è un segnale che aspettavamo da tempo” ha dichiarato Gennarino De Fazio della UILPA.

Per anni la Polizia Penitenziaria è stata un corpo senza una vera guida interna, diretto spesso da chi il carcere lo ha visto solo sulla carta o dai piani alti dei palazzi. Ieri, giovedi 19 febbraio, con la nomina di Augusto Zaccariello a primo Dirigente Generale della nostra storia, le cose sono cambiate davvero.

​Parliamo di un uomo che non è “piovuto dall’alto”. Zaccariello è uno che ha iniziato dal basso, che ha guidato il GOM e il NIC, uno che sa cosa significa stare in sezione e gestire la complessità dei reparti. Vedere un percorso di questo tipo arrivare al vertice è una vittoria per tutti noi: è il riconoscimento del merito e della professionalità di chi il Corpo lo vive ogni giorno sulla propria pelle.

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​Certo, come ha ricordato giustamente Gennarino De Fazio della UILPA, non basta una firma per risolvere per incanto le criticità delle carceri. La strada per la piena efficienza è ancora lunga e passa anche per l’istituzione del Vicecapo del Dipartimento della
Amministrazione Penitenziaria, appartenente alla Polizia Penitenziaria previsto nello schema di DDL sicurezza ma passa pure dalla messa in sicurezza e in legalità delle carceri per tornare a dare dignità e sicurezza a chi lavora in trincea, a stretto contatto con i detenuti.

“Dobbiamo rimettere al centro l’Articolo 27 della Costituzione e la legalità degli istituti, prima di ogni altra cosa” sottolinea De Fazio

“​Però, oggi un passo storico è stato fatto. Ad Augusto Zaccariello vanno i miei complimenti più sinceri e un grande augurio di buon lavoro. Sapere che lì in alto c’è finalmente qualcuno che parla la nostra stessa lingua fa tutta la differenza del mondo” conclude De Fazio .

​In bocca al lupo, Generale.

Patrizia Faiello

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