ll ritorno di White King. Cristian Epifani si racconta tra Arte Impossibile e Rinascita

- start adv -   - end adv -
- adv -

Cristian Epifani, in arte White King, è un artista che ha saputo trasformare la materia in emozione. Dopo un intenso periodo creativo in Grecia, è rientrato in Italia portando con sé una tecnica rivoluzionaria, il Pouring Figurativo Spin Art, che è diventata il manifesto del suo movimento: l’Arte Impossibile. Un equilibrio perfetto tra il caos del colore che scivola sulla tela e il controllo manuale che ne definisce l’anima. In questa intervista, realizzata per DiTutto, in occasione del prestigioso premio “Arte & Gusto 1920-2025” di Loredana Paolesse, tenutosi recentemente nella Sala Di Liegro a Palazzo Valentini, Cristian si racconta ai nostri lettori. Non parleremo solo di successi istituzionali, ma del lato più umano del suo percorso: dalla sua “Rinascita Ellenica” all’impegno sociale per i giovani, fino al legame profondo con un team di lavoro che ha reso possibile questo traguardo. Ecco cosa ci ha raccontato. Buona lettura!

Cristian, il 18 dicembre la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini ha ospitato la serata dedicata al Premio “Arte & Gusto”. Essere celebrato come volto dell’Associazione “Il Cibo e l’Arte” in una cornice così importante, davanti a tante personalità della cultura e dello spettacolo, che emozione ti ha regalato?

È stata un’emozione fortissima Patrizia. Vedere le mie opere esposte nella sede della Città Metropolitana di Roma, circondato da tanti professionisti e rappresentanti delle istituzioni, è stato il modo più bello per segnare il mio rientro in Italia. Quando sei lontano, i colori e i profumi di casa ti mancano da morire. Quel pomeriggio è stato come dire a me stesso: “Ce l’hai fatta, sei tornato e hai qualcosa di nuovo da raccontare”. La Grecia mi ha dato una nuova luce, ma l’abbraccio di Roma è stato il regalo più grande. Mi sono sentito finalmente a casa.

- start adv - - end adv -

L’evento ha riscontrato un grande successo di critica e di pubblico. In questo contesto così positivo, ci spieghi, in modo semplice, cos’è l’”Arte Impossibile” che ha colpito così tanto i presenti?

È una sfida continua. Immagina di lanciare del colore su una tela: quello è il caos, la vernice che va dove vuole. L’Arte Impossibile consiste nel riuscire a governare quel disordine usando le mani e la mente, fino a far emergere una figura precisa, come un leone o un volto. È ‘impossibile’ perché richiede un controllo millimetrico su qualcosa di istintivo. Vedere che il pubblico ha colto questa bellezza è stata per me la soddisfazione più grande.

Nelle tue nuove opere spicca l’Occhio Greco, il Mati, e il blu del mare. Cosa rappresenta per te questo simbolo?

Per me quell’occhio è una bussola. Durante il mio periodo in Grecia, il blu del mare e quel simbolo di protezione mi hanno aiutato a ritrovare me stesso. È un occhio che guarda oltre la superficie, che invita chi osserva il quadro a non fermarsi all’apparenza, ma a cercare la profondità che abbiamo dentro.

Durante l’evento si è parlato molto dei giovani e del loro rapporto con il cibo e l’immagine. In che modo la tua arte può aiutarli?

Oggi i ragazzi sono bombardati da immagini perfette ma finte. La mia arte invece è fatta di macchie, di materia, di cose vere. Vorrei dire loro che non bisogna avere paura di “sporcarsi le mani” o di non essere perfetti. La vita, proprio come un’opera d’arte o un buon piatto, è fatta di ingredienti diversi che vanno mescolati con equilibrio. L’arte insegna che ognuno di noi è un pezzo unico, con le proprie sfumature.

Questo evento è frutto di un lungo lavoro di programmazione che la sottoscritta e la Presidente Loredana Paolesse abbiamo portato avanti con determinazione e passione. Cosa ha significato per te, a livello umano e professionale, poter contare sulla nostra sinergia?

Siete state fondamentali. Non siete solo delle professioniste incredibili, ma le persone che hanno creduto nella mia visione prima ancora che tutto questo diventasse realtà. Loredana, con la sua energia travolgente alla guida dell’Associazione, e tu, Patrizia, con la tua sensibilità e la capacità di raccontare l’anima delle cose, siete state il ponte tra il mio mondo solitario in Grecia e il pubblico italiano. Lavorare con voi significa sentirsi capito e sostenuto. Sapere di avere al fianco due donne che mettono così tanta passione nel valorizzare la cultura mi ha dato il coraggio di osare. Questo premio è un traguardo che abbiamo raggiunto insieme.

Hai ricevuto una bellissima critica dalle Art Curator presenti, la Dott.ssa Elisabetta La Rosa e la Dott.ssa Elisabetta Marcianò. Cosa ha significato per te sentire il loro apprezzamento tecnico sul tuo lavoro?

È stato un momento di grande orgoglio. Ricevere l’approvazione di due professioniste della loro caratura non è solo un complimento, ma una conferma che il percorso che ho intrapreso con l’Arte Impossibile ha una sua solidità intellettuale e artistica. Spesso l’artista vive nel dubbio mentre crea; sentire dalle loro parole che la mia tecnica e il mio messaggio arrivano con tanta forza mi dà una carica enorme per i prossimi progetti. Le ringrazio di cuore per la profondità con cui hanno analizzato le mie opere.

Dopo la cerimonia, la festa è proseguita con un momento di convivialità e un brindisi finalepresso un rinomato ristorante  nella splendida cornice di Via Veneto, grazie all’organizzazione dell’attore Alfonso Stani. Vedere tanti volti noti dello spettacolo riuniti per te, che atmosfera ha creato?

È stato il coronamento perfetto di una giornata indimenticabile. Via Veneto rappresenta il fascino della “Grande Bellezza” romana. Vedere tanti amici e colleghi del mondo dello spettacolo riuniti lì per brindare insieme a me ha reso tutto più magico.

Dopo questo straordinario successo a Roma, quali sono i tuoi progetti futuri?

Questo evento non è stato un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. Sto già lavorando a una nuova serie di opere che porteranno l’Arte Impossibile ancora più avanti, esplorando materiali nuovi e dimensioni più grandi. Il mio obiettivo è portare questa tecnica e il messaggio dell’Associazione “Il Cibo e l’Arte” anche all’estero, continuando però a radicarmi qui in Italia con mostre ed eventi che possano coinvolgere sempre più le persone.

Patrizia Faiello

 

- start adv -   - end adv -