“Gli Occhi e la Rosa”: da Milano il tour del nuovo libro di Simone Di Matteo

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È partita da Milano la serie di presentazioni di “Gli Occhi e la Rosa”, favola moderna di Simone Di Matteo. Un’opera simbolica che riflette sul linguaggio dei sentimenti e sul valore della consapevolezza emotiva.

Il debutto milanese

Noi di Ditutto.it abbiamo seguito la prima tappa del tour di “Gli Occhi e la Rosa”, l’ultima opera letteraria di Simone Di Matteo, presentata presso la 6499 Art Gallery di Milano. L’incontro ha inaugurato un percorso di presentazioni in diverse città italiane, concepito come momento di dialogo diretto tra autore e lettori. Durante la presentazione, Di Matteo ha chiarito l’impostazione del libro, collocandolo all’interno di una tradizione narrativa che utilizza il simbolo come strumento di lettura della realtà: «È una favola, ma non nasce per evadere. Attraversa la realtà per provare a leggerla con un linguaggio diverso».

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Una favola contemporanea

Pubblicato da Edizioni DrawUp, “Gli Occhi e la Rosa” è un racconto breve che impiega immagini naturali e figure allegoriche per riflettere sul tema dell’amore e sul rapporto tra fragilità e scelta consapevole. Al centro della narrazione vi sono gli “occhi di un giovane cuore” nascosti tra le spine di una rosa, metafora del legame tra desiderio, vulnerabilità e responsabilità emotiva. Secondo l’autore: «Gli occhi sono il modo in cui guardiamo il mondo, la rosa è ciò che decidiamo di custodire, anche quando comporta una ferita».

Lettura trasversale e livelli di interpretazione

Il testo si rivolge a un pubblico eterogeneo. Il linguaggio è essenziale, ma la struttura simbolica consente più livelli di lettura, rendendo l’opera fruibile anche in chiave riflessiva ed educativa.  Di Matteo ha sottolineato questo aspetto nel corso dell’incontro: «Ho cercato un linguaggio semplice, capace di parlare a età diverse senza rinunciare alla complessità del significato».

Contributi critici e apparato iconografico

Il volume è arricchito da una prefazione del poeta Bartolomeo (Theo) Di Giovanni, fondatore del movimento culturale Una piuma per Alda Merini, da una postfazione di Renato Ongania e da una nota della giornalista Monica Landro. Le illustrazioni di Paola Tratzi accompagnano il testo, rafforzandone la dimensione simbolica.

Le presentazioni non sono concepite come semplici momenti promozionali, ma come occasioni di confronto. L’autore dedica ampio spazio al dialogo con il pubblico, soffermandosi sul processo di scrittura e sul ruolo della riflessione emotiva nella contemporaneità.

«In un tempo che privilegia la velocità, fermarsi a sentire diventa una scelta consapevole», ha dichiarato Di Matteo.

La tappa milanese ha segnato l’avvio di un percorso culturale che pone la lettura al centro come strumento di consapevolezza e confronto.

Kevin Dellino

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