Intervista alla Presidente dell’Associazione Culturale “Il Cibo e l’Arte” Loredana Paolesse

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Tra le pagine di DiTutto, diamo il benvenuto a una figura che porta avanti un’importante eredità culturale italiana: la Dott.ssa Loredana Paolesse, Presidente dell’Associazione Culturale “Il Cibo e l’Arte” che promuove il prestigioso “Premio Arte & Gusto 1920-2025”. Questo Premio non è una creazione recente, ma un ponte che collega il presente all’intuizione di suo nonno, che già nel 1920 aveva compreso il valore insostituibile del binomio tra l’arte, l’artigianato e l’eccellenza enogastronomica. Con la Dott.ssa Paolesse ripercorreremo la mission di questo format itinerante, che celebra il Made in Italy in ogni sua sfaccettatura. Dalla recentissima tappa ricca di significato de L’Aquila, alla prossima attesissima edizione umbra di Torgiano, scopriremo gli obiettivi futuri del Premio. Infine, anticiperemo i nuovi orizzonti del 2026 che mirano a trasformare il Premio in una piattaforma culturale di respiro internazionale.

Il titolo del prestigioso “Premio Arte & Gusto 1920-2025”, suggerisce un percorso storico lungo e affascinante. Qual è la sua originee come si è evoluto in quasi un secolo di storia?

L’origine del Premio è una storia che affonda le radici nella mia famiglia. Il titolo è un omaggio e un tributo alla visione pionieristica di mio nonno Loreto Paolesse, che già nel 1920 aveva intuito il valore intrinseco e indissolubile tra l’alta cultura e le produzioni di eccellenza del nostro Paese. Mio nonno vedeva nell’arte e nell’artigianato, così come nel prodotto della terra, i veri simboli del “Made in Italy”. L’idea è sempre stata quella di riconoscere il valore dell’eccellenza, sia che si esprima nell’opera d’arte che nel prodotto agroalimentare. Non è un semplice premio, ma un viaggio continuo che celebra il connubio tra la sapienza delle mani e la ricchezza dei sapori della nostra tradizione, due pilastri identitari che, grazie alla sua intuizione, portiamo avanti fino ad oggi.

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Oggi, nel 2025, quali sono gli obiettivi centrali che il Premio si propone di raggiungere? E quanto è importante il sostegno istituzionale?

L’obiettivo primario è duplice. Da un lato, vogliamo fungere da faro per illuminare quelle figure che elevano il livello qualitativo dei nostri territori. Dall’altro, vogliamo creare un ponte tra le diverse discipline, dimostrando che l’arte, la cultura e l’enogastronomia non sono settori distinti. In questo, il sostegno istituzionale è fondamentale. Penso ai numerosi eventi di successo che abbiamo tenuto a Roma, presso Palazzo Valentini, spesso in presenza di autorevoli figure come l’On. Fabrizio Santori. Queste occasioni, che uniscono le istituzioni a imprenditori e personalità di spicco, sono la dimostrazione che il Premio è un catalizzatore riconosciuto per la promozione del vero spirito del genio italiano, celebrando il talento in tutte le sue espressioni.

Recentemente, la tappa abruzzese de L’Aquila ha riscosso un successo straordinario, anche con la partecipazione di ospiti autorevoli come Mons. Gervais. Quali elementi hanno reso quell’evento così speciale? E ora, cosa possiamo aspettarci dalla prossima tappa a Torgiano?

Loredana Paolesse: L’evento a L’Aquila, città simbolo di resilienza e rinascita, è stato un momento di grande emozione e significato. La presenza di Mons. Jean-Marie Gervais ha sottolineato la dimensione spirituale e sociale della bellezza e della missione insita nell’arte e nella cultura, dando ulteriore profondità al nostro messaggio. Ora, la prospettiva si sposta in Umbria, a Torgiano, un borgo meraviglioso noto per le sue tradizioni enogastronomiche di altissimo livello. Torgiano, con i suoi musei e la sua vocazione vinicola, è la cornice perfetta per esaltare il “Gusto” del nostro Premio. Sarà una giornata dedicata a celebrare le eccellenze umbre e non solo, riaffermando come l’unione tra cultura e sapori sia un potente veicolo di promozione territoriale.

Nuovi progetti?

Guardando al futuro, sappiamo che il 2026 porterà con sé importanti novità.

Può anticiparci qualcosa in merito?

Assolutamente sì. Il 2026 sarà un anno cruciale. Stiamo lavorando per espandere la portata e l’impatto del Premio. Abbiamo già avviato un dialogo per la realizzazione congiunta di progetti artistici e mostre di alto profilo, in particolare in vista del 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura. Intendiamo potenziare l’aspetto della formazione, istituendo forse delle iniziative didattiche o formative dedicate ai giovani talenti nei settori che premiamo. Stiamo studiando come rendere il Premio un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy all’estero, creando tappe o eventi collaterali che portino la nostra visione in contesti internazionali. L’obiettivo è trasformare il Premio in una piattaforma culturale permanente, andando oltre la singola cerimonia per generare un impatto duraturo sulla promozione dell’eccellenza italiana. Un futuro che si preannuncia dunque ricco di bellezza e sapore, nel solco di una grande tradizione familiare.

Patrizia Faiello

 

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