Intervista alla cantante lirica Dominika Zamara

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Su DiTutto ospitiamo una delle voci più acclamate e versatili del panorama lirico internazionale: il soprano Dominika Zamara. Di origine polacca ma cresciuta artisticamente in Italia, la Zamara incarna perfettamente l’eccellenza del Bel Canto, unendola a un repertorio che spazia con disinvoltura dal Barocco alla musica contemporanea. Diplomata con il massimo dei voti presso l’Università di Musica di Wroclaw e perfezionatasi in Italia, Dominika Zamara ha portato il suo talento sui palchi più prestigiosi del mondo, inclusi il Metropolitan Opera House di New York e importanti sale in Europa, Asia e Stati Uniti. Artista dinamica e sensibile, insignita di numerosi premi internazionali, ci racconterà il suo percorso, la sua passione per la musica e i suoi progetti futuri in questo viaggio tra note e vita d’artista. Buona lettura!

Benvenuta tra le nostre pagine Dominika. Come hai scoperto la tua passione per il canto lirico e cosa ti ha spinta a intraprendere la carriera di Soprano?

Grazie a te per lo spazio Patrizia. Mio nonno materno era un organista, fu lui a scoprire il mio talento e sempre lui il primo insegnante di musica. Cantavo durante le funzioni e vedevo la commozione negli occhi della gente che mi ascoltava. In quegli istanti capii che quello era il mio destino: cantare e portare emozioni. A casa si ascoltava molta musica lirica, l’amore per questo genere l’ho sempre provato.

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Quali sono stati i tuoi modelli di riferimento lungo il tuo percorso artistico?

Ammiro molti cantanti del passato, ma un vero e proprio riferimento non direi di averlo. Sono sempre stata molto attenta a me stessa, a migliorare la voce e l’espressività, vedendole cose molto intime che fanno parte di me stessa. Credo che ogni persona sia unica e inimitabile.

C’è stato un momento specifico che ha segnato una svolta nella tua carriera?

La svolta è arrivata con la prima tournée al di fuori dell’Europa, in America, a Los Angeles e Malibù. Ho avuto l’occasione di lavorare con grandi nomi come Maria Newman e atri. Da lì in poi sono stata chiamata ogni anno in diverse parti dell’America. 

Se non avessi fatto il soprano, quale altra carriera avresti immaginato per te?

Non riesco nemmeno a pensare a una alternativa. Ho studiato solo questo, ho vissuto solo per questo. Sin da piccola mi sono data una sola alternativa e sono riuscita a fare e a essere quello che volevo e al quale ero destinata.

Cosa speri il pubblico porti via con sé dopo aver assistito ad una tua performance?

Sul palco cerco di dare tutta me stessa senza risparmiarmi e vengo ripagata dagli applausi e dal calore del pubblico. Mi auguro che si percepisca l’alchimia che va a crearsi tra esecutore, musica e pubblico. È questo che spero rimanga nel cuore di chi si reca a un mio concerto, uno scambio di energie, una catarsi.

Recentemente ti abbiamo vista alla cena di gala dell’Hotel Ripa di Roma durante la quale ti è stato consegnato il Premio Internazionale Sulle Ali Di Pegaso, un premio molto ambito ideato dalla Dott.ssa Angelica Loredana Anton e dal Prof. Gennaro Ruggiero. Ricevere un riconoscimento così prestigioso come il Premio ‘Sulle Ali di Pegaso’ è sicuramente un traguardo importante. Cosa significa per te questo tributo?

Ha un significato particolare, in quanto va a confermare i miei traguardi artistici. È stata una sorpresa inaspettata essere nominata alla prima edizione, e avere ricevuto questo bellissimo riconoscimento.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Mi sto preparando per due tournée che mi vedranno impegnata dal mese di dicembre prossimo, prima a New York nell’Oratorio di Natale di Bach, e poi in Cina, con una serie di concerti con l’Orchestra Filarmonica di Palermo sino a gennaio 2026.

Patrizia Faiello

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