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«Dall’estero arrivano continui riconoscimenti per le produzioni Funky House firmate con Acetone. C’è chi rimane sorpreso e commenta che i brani non sembrano nemmeno italiani. Qualcuno, con un po’ di ironia, immaginava ancora un Paese legato agli stereotipi di “Spaghetti & Mandolino”, convinto che nei club si suonasse “‘O Surdato ’Nnamorato” tra tovaglioli agitati a ritmo». Incontrare Max Magnani, uno degli artisti di punta della label italiana Acetone con Nari, Jens Lissat, Steve Tosi e la giovane DJ Michelle è davvero divertente. L’energia e l’ironia, da buon bolognese, non gli mancano di certo.

C’è crisi nel divertimento?

Non direi. È vero, chi lavora per far divertire oggi deve impegnarsi di più. L’Italia non vive un momento economico brillante e i giovani non sono numerosi come un tempo. Ma ignorare quante cose belle stiano cambiando sarebbe un errore. I ragazzi – e non solo loro – continuano a ballare, eccome. Lo fanno però in contesti diversi: le grandi discoteche resistono, anche se sono diminuite, mentre si moltiplicano i locali di nuova generazione, dove spesso mi capita di lavorare. Spazi in cui si cena bene, si ascolta e si balla musica di qualità, con impianti audio molto più potenti ed evoluti rispetto al passato.

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Ci fai qualche esempio di spazio di successo diverso dalle grandi discoteche?

Di esempi ce ne sarebbero molti in tutta Italia, ma uno che mi viene in mente è il Lupo Beach di Lido di Savio, poco a nord di Milano Marittima. Si tratta di uno spazio all’aperto sul mare, dove si mangia davvero bene e la musica è curata nei dettagli. Qui ci sono tre diversi impianti, perché non sempre serve spingere al massimo il volume: a volte l’obiettivo è diffondere il suono in modo equilibrato, ovunque, senza invadere. Proprio l’altro giorno un surfista si è avvicinato per complimentarsi… la musica si sente anche in mare!

Come deve approcciarsi al lavoro chi lavora tra musica, intrattenimento e spettacolo?

I tempi cambiano sempre. Il cambiamento è costante. Chi è davvero bravo riesce persino ad anticiparli, chi è comunque capace li cavalca e sa far divertire il pubblico. Non serve per forza inventare rivoluzioni. Con Acetone non ne facciamo: preferiamo riproporre in chiave nuova e attuale atmosfere del passato. È un approccio che seguono molti DJ, e persino un artista come Bad Bunny. La vera differenza la fa la credibilità. Oggi l’afro è di tendenza, ma un remix afro di una hit italiana ha davvero senso?

Lorenzo Tiezzi

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