Ector Nina: “Samba De Dios”, tra ritmo e malinconia

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Abbiamo incontrato Ector Nina ovvero Valerio Cardone, storico artista elettronico italiano che su UMM (Media Records) ha pubblicato “Samba De Dios”, un brano perfetto per ballare via l’estate 2025 con un pizzico di malinconia e tanta qualità musicale.

Se tu dovessi raccontare la tua vita musicale (e non) negli ultimi anni, da dove partiresti?

«Ector Nina è un progetto giovane. Vivo in un bosco, tra Umbria e Toscana, oltre a creare, sono  in continua ricerca di qualcosa di speciale per i miei dj set. Per fortuna faccio molte serate, nell’ultimo anno ho suonato in Inghilterra, Spagna, Francia, Slovenia, Kosovo… Spero un giorno di poter suonare in Sud America, ho un legame particolare con quella terra».

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Non stupisce sentirtelo dire, visto che hai appena prodotto un brano come “Samba De Dios”… è davvero una samba? Oppure cos’è?

«Samba de Dios, è una visione, un mantra, una di quelle cose che si porta dentro una sorta di magia, un portale che secondo me va ascoltato e basta, spiegarlo è difficile. Oggi molti pensano che è il successo a fare l’artista, per me invece resta sempre quello che lasci, che sia main stream o di nicchia, è solo quello che fa l’artista. Il successo è passeggero, le opere restano per sempre».

Che sonorità proponi in questo periodo? E cosa stai facendo, dove ti si può trovare, come quando, etc?

«Quest’estate suonerò spesso al Papagayo a Tenerife, per il party Nomadas, al Mamma Caura di Marsala, (location strepitosa che affaccia sulle Saline Ettore Infersa, di cui ho la fortuna di avere la direzione artistica), agli eventi Barberini Sound a Roma e agli Sweet Babies, poi altre serate qua e la. Sto chiudendo le date in questi giorni».

Sei sotto diverse vesti nella scena musicale elettronica italiana (e non) da anni… come è cambiata? Come sei cambiato tu?

«Diciamo che mi divido in due: una parte di me ama i sunset, la musica al tramonto, la ricerca di sonorità mediterranee, etniche, tribali. L’altro me, ha una passione incredibile per la musica Acid, per gli after, per i party underground. Quando riesco a fondere le due cose sono felice».

Ci dici quali sono i 3 dischi / artisti che stai ascoltando di più in questo periodo?

«Ne ascolto davvero tanti, un mio cavallo di battaglia che suono e che ascolto spesso in macchina, è Primitive World di Patrick Cowley. Ai più giovani dico: “ascoltate quello che vi fa stare bene” e sarete sicuri di fare sempre la cosa più giusta».

Lorenzo Tiezzi

 

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