Fabio D’Amato – “Emotional Life”, quando la vita è emozione…

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Emotional Life” è  il nuovo singolo di Fabio D’Amato, che ci racconta l’emozione della vita  anche nelle piccole cose del quotidiano, e lo fa anche attraverso le immagini di un video di animazione ad opera dell’artista pakistano Saad Javed, in un montaggio che amplifica le sensazioni, giocando con i colori, con le forme, con le situazioni in un continuo capovolgimento di scene e momenti trasportando lo spettatore continuamente in diversi stati emozionali (https://youtu.be/Xn6aX3WXf2Y)

Protagonista del brano è la vita, con i suoi lati anche più difficili, che spesso ci mette a dura prova, ma che ci conforta quando comprendiamo come le esperienze più drammatiche possano,  in fondo, lasciarci una grande forza e fiducia in noi stessi, rendendoci consapevoli e capaci di provare un vero apprezzamento per quanto ci offre, anche nel  nostro piccolo mondo.

È Fabio a raccontarci qualcosa di più, in esclusiva per i lettori di DiTutto.

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Come nasce “Emotional life”?

“Emotional Life” è stato scritto non appena sono rientrato a casa da una lunga degenza in ospedale;  tutto il percorso che sto facendo, le storie condivise tra pazienti in un reparto, ha amplificato in me un senso ancora più profondo della vita, e sono rimasto spiazzato anch’io di quanta forza ed emozione può continuamente donarci, regalandoci comunque sempre delle sensazioni incredibili, tirando fuori in noi quell’energia, quella voglia di continuare a viverla sempre anche se spesso ci mette in grossa difficoltà.

Quanto può aiutare la musica nei momenti di difficoltà?

Io ho sempre avuto l’apporto della mia musica nei momenti più difficili o più felici. Per me comporre è come sedermi davanti al miglior psicologo e raccontare tutto, senza filtri, senza paure… e poi le note sono le migliori risposte a tutte le domande.

La musica ha quella capacità di realizzare “l’infinito”: le cose si consumano, si trasformano, finiscono sempre, le note rimangono quelle e se ne sbattono del tempo, non si consumano, non si affaticano, non si modificano, non rallentano, non si ammalano, non fanno la guerra.

Come musicista mi sono sempre reputato “privilegiato”, perché per me la musica è sempre stato uno strumento per affrontare qualsiasi difficoltà, qualsiasi paura….Non tutte le persone hanno l’opportunità di utilizzare strumenti per esorcizzare le proprie ansie, paure, difficoltà. Posso affermare di avere con me una compagna in più, una compagna che fino da quando ero piccolo ha sempre combattuto come me qualsiasi battaglia senza tirarsi mai indietro.

Cosa ha rappresentato per te la malattia?

All’inizio, come penso un po’ per tutte le persone che si trovano ad affrontare la malattia, è stata molto dura da accettare, è normale, soprattutto alcune malattie ti mettono di fronte ai tuoi limiti sia fisici che mentali e non puoi trattare o trovare soluzioni nell’immediato.

Probabilmente chi ci è passato potrà capire meglio quello che voglio dire….

Quindi bisogna avere e cercare un nuovo punto di equilibrio, che rimane comunque oggettivamente difficile da trovare, ci vuole tempo, ognuno ha il proprio.

Però, paradossalmente, la malattia può dare delle opportunità, perché diventa tutto “ più amplificato” nel bene e nel male, e forse tutte queste nuove sensazioni possono portare anche a nuove consapevolezze.

Sono usciti altri brani nel corso di quest’anno?

Sono usciti ben altri due singoli quest’anno: “Lights in the dark” nel  28 Gennaio 2022; è stato scritto dopo che a Dicembre sono tato ricoverato. Sono rimasto per quasi una settimana in un reparto molto intenso e così la notte vedevo continuamente delle luci o lucine accese di macchinari che tenevano in vita le persone. Da qui l’ispirazione della melodia e della musica che ricalca quelle notti, quelle lui, quelle speranze.

“Caresses on scratches” è invece uscito il 25 Marzo 2022,  l’ho scritto perché avevo la necessità di cullarmi, di appunto carezza dopo un periodo molto impegnativo. Penso che ognuno di noi abbia bisogno di carezze sui propri graffi, quella consolazione che ci aiuta a sopportare meglio il dolore, qualsiasi tipo di dolore. “Caresses on scratches” prende per mano e ci porta nel luogo della consolazione, della protezione, dai drammi quotidiani.

Questo per i mesi passati, invece per il futuro?

Per il futuro progetto sempre nuovi singoli, forse anche un nuovo album e sempre tante collaborazioni con altri artisti e registi.

 

 

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