NETRI E I LAREDO – “Finalmente ti manchi”: è fuori il video!

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“Finalmente ti manchi” è oggi anche video! Un video suggestivo, come del resto lo sono tutti i precedenti della band, ideati quasi come episodi di una serie TV, con una forte vena narrativa e sicuramente di grande impatto emotivo.

Anche in questo nuovo singolo ricorre uno dei tratti distintivi della band, già evidente in “Sogni di Periferia”: la volontà di mantenere una liason tra tutti i brani di uno stesso album, che è concepito così come una sorta di libro in note.

Analogamente, per la nuova release, il quadro si compone già a livello iconografico a partire dalle stesse cover: le  due copertine diventano dei tasselli di un puzzle che si disvelerà nell’album. Segnando le tappe di una evoluzione tematica precisa, dalla regina guerriera “triste mai”, la copertina di “Finalmente ti manchi” ci mostra una donna di carattere, che come l’araba fenice risorge da ogni difficoltà e rinasce più forte di prima.

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Raffigurazione visiva del concept del brano stesso, che delinea il dramma della convivenza con disturbi di natura psicologica, nel caso specifico di tipo alimentare, ma che in realtà si estende liricamente abbracciando ogni forma di patologia e difficoltà, anche esistenziale, con un messaggio chiaro e importante: attraverso l’accettazione del problema si compie il primo passo verso la “guarigione” e la rinascita.

Il videoclip, appena pubblicato, frutto della grande intesa della band con  Alex Marton (DeorbFilms), sottolinea in immagini il concetto che sta alla base della canzone, l’accettazione di se stessi per poter dar luogo ad una rinascita.

Ne parliamo con Riccardo Netri (front man della band) in esclusiva per i lettori di DiTutto.

 

Come nasce“ Finalmente ti manchi”?

Dal testo, spontaneamente, proprio durante la stesura dell’album, nel ricordo di una  persona resa fragile dalla sua problematica, ma che era riuscita a trovare dentro se stessa una forza, quasi impensabile, per superare tutte le difficoltà. Conoscere le proprie debolezze ed accettarle significa, in fondo, accettare noi stessi ed iniziare un processo di rinascita e miglioramento della propria qualità di vita.

Raccontaci qualche curiosità del video…

Il video non è stato di semplice realizzazione, più che altro perché volevamo che rendesse in forma filmica il concetto che sta alla base del brano e volevamo farlo senza avere intermezzi live della band, ma lasciando ai protagonisti stessi ed agli spettatori tutto lo spazio dell’intero video; per questo il lavoro di preparazione, anche con i protagonisti stessi, è stato più impegnativo del solito ed ha richiesto più incontri preparativi.  Abbiamo scelto come protagoniste principali due gemelle, per poter esprimere in maniera più evidente il concetto di dualità; una gemella è stata vestita e truccata di bianco per rappresentare la persona stessa, mentre l’altra gemella è stata vestita e truccata di nero per rappresentare la personificazione della propria fragilità emotiva. La protagonista riesce a riconoscere e a combattere la sua problematica, fino poi a capire che il saper accogliere ed accettare questo suo essere fragile è l’unico modo per poter rinascere e riuscire a gestire la propria vita. Ad esempio, per poter rendere efficace la lotta nel proprio subconscio, siamo ricorsi ad espedienti artigianali, come riempire un’intera stanza con la macchina del fumo, rischiando che qualcuno chiamasse i pompieri, pensando ad un incendio.

Quali sono le differenze tra l’album già pubblicato e quello che sta per arrivare?

L’album precedente “Sogni di periferia”, era il primo album di rock in italiano dopo l’esperienza hard rock con scrittura in inglese, per cui era forse meno maturo di questo secondo lavoro. Spaziava dal rock più stradaiolo fino ad arrivare ad alcune ballate sognanti, passando da sfumature punk e alternative rock. Per ciò che riguarda i temi affrontati dalle canzoni, c’erano classiche storie rock di amore, sesso, libertà, sogni, rivalsa verso la vita, evasione dalla realtà, il tutto visto e raccontato in modo alle volte serio ed onesto ma anche in modo scanzonato ed ironico.

Le canzoni di questo secondo album sono figlie di un periodo difficile di pandemia e isolamento,  i testi sono più forti, a volte crudi .

Per quanto riguarda la musica, anche se la matrice è rock, abbiamo voluto modernizzare il suono e non porci limiti negli arrangiamenti scegliendo di volta in volta l’abito musicale che vestisse perfettamente il testo ed aiutasse ad esaltarne il significato.

C’è un legame sottile fra i due album, tutti e due terminano con una ballad che parla d’amore.

Progetti futuri?

Siamo musicisti semplici, ci basterebbe riuscire a finire l’album, pubblicarlo e promuoverlo anche in sede live.

 

Ph. Chiara Sardelli

Videocliphttps://youtu.be/ztMUS3reutk

Regia, Editing e Montaggio: DeorbFilms
Protagoniste femminili: Erika Paperini, Giulia Paperini, Giada Pettorali
Protagonista maschile: Manuele “Spillo” Bottai

 

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