Valeria Mafera l’artista che si cela dietro il personaggio. Da qualsiasi prospettiva la si guardi si risale sempre all’arte con lei.

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di Flavio Iacones

Valeria, raccontaci chi sei.

Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, ho iniziato come danzatrice…da qualche parte esistono video Rai su un Sanremo in cui sono piena di codini e danzo sul palco dell’Ariston; ho danzato anche in un meraviglioso ricordo che è L’’Isola purpurea di Bulgakov con la regia di Marco Lucchesi, regista che spero di rincrociare prima o poi sul mio cammino, in cui ero un cigno del Bolschoji che si ritrovava a fare la gallina (o era lo struzzo?) per una paradossale situazione, che poi è la chiave dell’opera esilarante e folle che fu messa in scena al Festival di Spoleto; ho danzato anche nella Signorina Giulia con la regia di Armando Pugliese dove raccontavamo di un tentativo di stupro che veniva ribaltato e vedeva l’uomo venir messo in mezzo nella notte delle streghe, il 24 giugno…

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Quanto è importante per te il corpo?

Il corpo per me ha una marcia in più da sempre: non mente mai! Trovo molto più importanti i silenzi e i piani di ascolto, e non le battute di un personaggio. Un volto o gli occhi, da soli, possono raccontare tutto, anche nel silenzio. E spesso lo fanno molto meglio delle parole. Dopo l’Accademia sono stata fortunata e ho lavorato subito in varie produzioni sostenute dal TSA o dall’allora esistente ATAM e con piccoli ruoli in alcune fiction dell’epoca; poi per 8 anni mi sono dovuta fermare per motivi molto personali e non pensavo che avrei potuto riprendere ed invece all’improvviso mi sono ritrovata su una nave MSC per tre settimane a girare una puntata di una fiction e ho scoperto che nulla era andato perduto; anzi, la salita che avevo appena vinto, mi aveva resa più ricca e con radici più profonde e forti.

Chi ha giocato un ruolo fondamentale in quella fase delicata?

Se dovessi nominarti delle persone che hanno saputo creare un grande crescita in me da allora, sceglierei senza dubbio Patrizia de Santis che nella sua assoluta disciplina e serietà posso dire che sa gestire con rispetto e impressionante delicatezza e chirurgica e precisa professionalità il materiale emotivo con cui un attore si presenta a lei: è stata illuminante e preziosa per me. E lo dico senza interesse alcuno. Lo dico perché è stata la mia verità.

Durante il primo lockdown hai dato luogo ad un’iniziativa molto interessante. Ce ne vuoi parlare?

Mi fa sorridere questa attenzione alle mie follie durante il lockdown, ma in realtà sono state il mio modo di combattere la paura e cercare di tenere alta l’energia mia e di coloro che mi incrociavano sui social o in rete: mi sono messa a raccontare alcuni “consigli sconsigliati”, sai quelle dritte della nonna (del tutto assurde ma del tipo che poi funziona!),che chiarivo per prudenza essere dei consigli da non seguire assolutamente:)!Qualcuno di questi sconsigli sconsigliati ancora esiste in rete: non li ho cancellati tutti. ( ride )
Lo scorso anno a settembre sono stata selezionata per un workshop offerto dal Nuovo I maie a dieci attrici su tutto il territorio nazionale e ad altrettanti attori, con un grande coach ” del metodo” ,qui in Italia da tanto ormai: Michael Margotta ed è stato solo grazie a lui se ho trovato il coraggio di prendere una penna in mano e di pensare per la prima volta che era tempo di scrivere le storie che non vedevo raccontate. L’ho fatto assieme ad altre donne, perché penso fortemente che l’energia che serve in questo momento sia proprio quella femminile(del tipo che non acidifica o compete, ma del genere che fa squadra e risolve:assieme).  Sappiamo essere davvero portentose assieme!

Sei grata a Margotta?

Ho per Michael Margotta una immensa gratitudine: ha regalato coraggio e futuro a tutti gli attori che sono stati lì con lui in questo particolare momento storico. Subito dopo il workshop sono andata su un set nell’Appennino tosco emiliano a girare una produzione dell’Accademia del cinema toscana a raccontare di una moglie di un boscaiolo, che la natura piuù assoluta lentamente risucchia lontano dalla realtà e da lei ,portandolo ad ascoltare il suo lato piuù oscuro: è stato lì in realtà che ho cominciato a consapevolizzare tutto quello che avevo immagazzinato al corso: In questo preciso momento storico noi stiamo decidendo quale parte di noi vincerà, da ora in poi.

Qual è stato il tuo ruolo all’interno della trasmissione televisiva trasmessa su Gold TV?

Si,proprio mentre ero al workshop con Margotta mi arriva questa telefonata relativa ad una trasmissione andata in onda ottobre a luglio scorso su Laziotv/Goldtv. All’interno della trasmissione c’è stata una mia evoluzione .Mi sono lasciata andare piano piano e mi sono alla fine ritrovata a dispensare nelle pochissime ore di prove e in diretta consigli ed incoraggiamenti a ragazzi pieni di passione, alcuni dei quali assolutamente al primo approccio con uno studio televisivo ed un percorso artistico. Non li selezionavamo noi docenti, ma ne avevamo cura per quanto potevamo in ogni diretta e il clima che nei mesi si è creato è andato migliorando mese dopo mese. Non mi son fatta mancare neppure delle puntate come presentatrice in studio: Insomma ,posso dire che nella mia vita non mi sono mai tirata indietro di fronte a nessuna sfida!

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