“Consumazione compresa”: Michele Piagno racconta la magia della notte

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di Lorenzo Tiezzi

Inizia a prendere forma “Consumazione compresa”, il nuovo libro che il barman friulano Michele Piagno sta scrivendo con Lorenzo Tiezzi, giornalista / blogger specializzato in musica, divertimento e amenità connesse. “Stiamo intervistando nottambuli d’ogni tipo.

 Dj resident, star del mixer, ballerine, gestori, miei colleghi barman… Le loro storie, ben 51, faranno da contrappunto a 51 cocktail che rappresentano il divertimento dagli anni ’70 ad oggi.

Anzi l’orizzonte è quello di domani… Perché il divertimento, oggi in stop forzato, presto tornerà a regalare emozioni, soprattutto ai ragazzi e non solo a loro”, spiega Piagno, che già nel suo precedente libro, “ElSeñorMojito”, aveva raccontato tanti segreti del cocktail tanto amato da Hemingway dandone ben cinquantuno ricette.

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Volete quindi fare in un certo senso raccontare la storia della notte? 

“Non direi proprio. Non abbiamo la pretesa né raccontare la storia  né la cronaca della notte. Vogliamo solo far rilassare e divertire chi legge, con qualche spunto di riflessione. L’uomo, per fortuna o purtroppo, farà sempre tardi, con qualche di buono da bere in mano, con gli amici e cercando qualcun altro simile a lui”

Tu sei anche docente… Quale credi che sia il segreto per chi vuol fare il barman?

“Il sorriso. Si può ripartire in mille modi, nei locali, ma l’ingrediente principale non potrà che essere il sorriso di chi accoglie chi arriva nei locali. Tra stress e problemi, le persone se lo meritano”.

Credi che si possa imparare a fare il tuo lavoro anche online?

“Per fortuna non è possibile. Certo, un po’ di tecnica si riesce anche ad impararla online, ma l’approccio lo si può ‘passare’ solo in corsi da vivere di persona. Ne faccio diversi e cerco di insegnare tutto ciò che ho imparato. E’ importante. La professione del barman stava prendendo una deriva di egocentrismo che non mi piace proprio. Se il cliente vuole un gin tonic, il barista dovrebbe preparaglielo. Non annoiarlo con mille spiegazioni da guru. In certe situazioni le chiacchiere sono piacevoli, in tutte le altre no. Il barista o il barman o il bartender, parole che sono tutte sinonimi, non è un lavoro che deve scegliersi chi vuol fare il protagonista”.

Può servire a qualcosa, questa pandemia? 

“Questo momento di stop forzato, in qualche modo, può servire proprio a questo, a ripensare ciò che non funzionava in divertimento e intrattenimento e renderli ancora più belli e indimenticabili”

 

 

 

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