“C’erano tre rose rosse”: arriva il quinto romanzo di Stefania Nosnan

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La storia toccante di un amore vero, quello che tutti sognano…

 

di Sara Spaziani

Stefania Nosnan, già autrice di quattro romanzi, tra cui “La bicicletta nera”, candidato al Premio Campiello, torna sugli scaffali delle librerie dal 7 Dicembre 2020 con un nuovo romanzo, “C’erano tre rose rosse”, edito da Bertoni Editore, continuando così il fortunato sodalizio tra autrice e casa editrice.

Tratta da una vicenda realmente accaduta, la storia di snoda nel periodo tra gli anni Sessanta e Ottanta dello scorso secolo e racconta l’amore in tempi in cui non c’erano i social ed i cellulari. Ne abbiamo parlato con lei in un’intervista esclusiva per DiTutto…

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 Di cosa parla il tuo ultimo romanzo “C’erano tre rose rosse”?

È tratto da una storia realmente accaduta ad una giovane coppia. Il romanzo percorre la loro vita dal primo incontro a… meglio non spoilerare!Si tratta di 17 anni di tenacia, sofferenza e amore vero, un po’ quello che molti sognano. È una storia toccante che è stata davvero difficile portare su “carta”, perché è stata solo leggermente romanzata per non alterare gli aspetti importanti della vita di coppia.

Hai una formazione molto ricca e varia (sei un tecnico socio-sanitario, una webdesigner, una grafica e un’autrice di romanzi), cosa ti ha portata ad avvicinarti alla scrittura?

Non mi piace stare ferma, non sono mai stata statica e amo la gente in movimento come me. Ho sempre scritto, ma mai avuto il coraggio di pubblicare; poi un’amica mi ha spronato a tentare, così ho portato a termine alcuni manoscritti che avevo iniziato e li ho presentati a Bertoni Editore, un’ottima casa editrice umbra.

Hai scritto diversi generi, qual è quello con cui ti senti più a tuo agio?

Sicuramente il romanzo storico, ma non disdegno il giallo. Sono cresciuta leggendo Agatha Christie, Ken Follett, James Patterson e John Grisham. Poi le letture spaziano, quindi anche gli input che uno scrittore riceve sono molto vari.

Ci sono autori/autrici che sono punti di riferimento per te? 

Oltre a quelli che ho già citato, amo molto HannahArendt. Ho avuto il piacere di leggere quasi tutto quello che ha scritto: dai diari al più celebre “La banalità del male”. Trovo che sia stata una donna e una filosofa straordinaria, un’ispirazione vera per me.

Mi ha colpito molto una tua citazione, ossia “ogni romanzo storico è un modo unico di lasciare qualcosa di tangibile e immortale alle nuove generazioni, che a volte non comprendono appieno quello che è successo ai loro avi”. Da cosa pensi che dipenda questa mancanza di comprensione? E come può il romanzo storico aiutare i giovani a capire meglio il passato?

La mancanza di comprensione deriva dal fatto che i giovani d’oggi – parlo come madre di tre ragazzi – hanno tutto alla portata di click e per loro fortuna vivono in un periodo storico relativamente pacifico; inoltre, la scuola non riesce a colmare le lacune storiche. Parlando con alcuni professori è difficile che, con il programma scolastico, arrivino ai nostri giorni a volte si fermano proprio al periodo della Seconda Guerra Mondiale. Quindi, sea una ragazza o un ragazzo piace leggere, consiglio sempre di curiosare tra i romanzi storici.
Quel tipo di lettura può colmare alcune lacune e può far capire la fortuna che abbiamo oggi, ma può anche insegnare a non commettere certi errori. Ripeto sempre che dalla storia si può e si deve imparare, altrimenti i nostri avi sono morti invano. Le nostre libertà intellettuale, personale e politica le dobbiamo a chi allora ha combattuto, perdendo tutto, anche la vita.

A giudicare dall’ambientazione di molti dei tuoi romanzi, sembra chiaro che la storia per te sia una grande fonte di ispirazione. Cos’altro ti ispira?

Devo ringraziare mio nonno per avermi allevato, come dico sempre, a pane e racconti di guerra. Per il resto trovo ispirazione in tutto quello che mi circonda: basta un piccolo input per creare una storia. Certo poi c’è una lavoro di ricerca e scrittura, ma l’ispirazione è più immediata.

Quali sono i tuoi obiettivi e progetti per il futuro?

Sicuramente quello di continuare a scrivere, e da questo punto di vista il lockdown è stato in un certo senso una manna. Ho avuto la possibilità di scrivere e correggere alcuni lavori già finiti. Al momento ho definitivamente finito due romanzi storici ambientati in Friuli Venezia Giulia, tratti da avvenimenti realmente accaduti.

 

Bibliografia

  •  2017
     “I sussurri dell’Anima”
    Apollo Edizioni di Cosenza
  • 2018
     “La bicicletta nera”
    Bertoni Editore di Perugia
  •  2019
     “Una salita per amore”
    Ensemble Edizioni –  Prefazione di Manuela Di Centa.
  • 2019
    “È scritto nelle stelle”
    Bertoni Editore
  • 2020
     “Il tempo fra noi”
    LifeBooks
  • 2020
    “C’erano tre rose rosse”
    Bertoni Editore

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