Esclusivo. Intervista a Pino Perrone, Il whisky consultant dello “Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival”

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<< Per degustare al meglio un whisky consiglio di berlo con un adeguato bicchiere a tulipano e alla giusta temperatura di servizio, circa 18 gradi >>

 

Il 4 e 5 marzo si tiene la sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, leggendo le prime anticipazioni del programma si trovano masterclass, seminari sulla mixology, incontri con bartenders… ci segnala tra questi i 3 eventi più significativi ad oggi?

Veramente difficile segnalarne solo tre, anche per non mancare di rispetto agli altri eventi che saranno tutti interessantissimi. Potrei citare il seminario di Gabriele Manfredi dell’Oriole Bar di Londra, quello sulla mixology di Filippo Sisti e Fabio Bacchi, l’incontro con Silvano Samaroli per parlare del suo libro, ‘Whisky Eretico’, la masterclass di Macallan, quella di Diageo, quella che condurrò personalmente sui blended anni Settanta. Eppure ve ne sono tante altre comunque degne di menzione. Invito a seguirci sui social poiché le pubblicizzeremo tutte. Tutte le info potete trovarle anche al sito ufficiale www.spiritofscotland.it

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Si legge anche di un’area gourmet: cosa si potrà degustare? E quanto è importante il cibo quando si degustano distillati come il whisky? Quali gli abbinamenti classici e quali i più arditi con il whisky?

Anche quest’anno ci sarà l’opportunità di non restare digiuni! Stiamo ancora definendo cosa verrà preparato ma sono certo che soddisferà il pubblico. L’idea di abbinare cibo e whisky é molto in voga. Personalmente pasteggio con una sostanza idroalcolica che molti ci invidiano: il vino. Per pasteggiare con un whisky bisognerebbe diluirlo a tal punto che svilirebbe quel che cerco in questo nobile distillato, il suo sapore iniziale. Ciò non toglie che il whisky possa trovare un compagno con molte pietanze, come ad esempio quasi tutta la pasticceria secca e lievitata, le crostate, le sacher e il cioccolato stesso. Anche tantissimi formaggi sono abbinabili, sopratutto gli erborinati, e per quelli a latte crudo o quelli molto stagionati o d’alpeggio. In Scozia una costante é quella di accompagnarlo al pesce come il salmone ma anche altri pesci grassi, dai crostacei, molluschi, ma anche con il tradizionale haggis e il fish & chips. Mettetelo in una macedonia e l’arricchirà. Io stesso ho aggiunto un dram di un whisky, dai sentori esotici prodotto a Taiwan, sulle fragole che improvvisamente sono divenute un intero canestro di frutta tropicale. Un abbinamento ardito? Una cacio e pepe e la pasta e fagioli.

Per degustare al meglio un whisky cosa si deve sempre fare e cosa no?

Tendo sempre a ricordare quale fenomeno di elevata socialità ci sia in degustare un bicchiere di whisky. Imporre delle regole sarebbe sbagliato. Tuttavia consiglio di berlo con un adeguato bicchiere a tulipano e alla giusta temperatura di servizio, circa 18 gradi. Altre regole non ne vedo a parte quella d’astenersi dal mangiare alimenti troppo amari o salati prima o durante. Ma questa regola vale un po’ per tutti le sostanze idroalcoliche. Oppure una si: farlo con calma.

Quale tipologia di pubblico frequenta il vostro festival? Solo appassionati, cultori e grandi conoscitori o anche neofiti e semplici ‘degustatori della domenica’?

E’ proprio questo il bello della nostra manifestazione. Un po’ di tutto. Dai grandi appassionati e conoscitori ai neofiti. Fino a qualche astemio che, al festival, diventerà un ex!

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Durante il festival si terrà anche la Balan&Partners Mixology Contest, un vero e proprio torneo a eliminazione tra bartender, ci spiega di cosa si tratta?

Giusto. Si tratta molto semplicemente di una sfida tra barman che utilizzando in maniera blind degli ingredienti contenuti in una blackbox e utilizzandone altri a loro piacimento, dovranno creare un cocktail di loro ispirazione. Ci sarà una giuria qualificata che li giudicherà. Sarà molto divertente, potete credermi!

Avrete anche uno spazio dedicato a bottiglie vintage e rare e verrà presentato un vostro imbottigliamento in serie limitata…ci racconta anche questi due aspetti di Spirit of Scotland?

Certamente. Enrico Gaddoni, grande conoscitore delle etichette del passato e che in precedenza curava anche un’asta di tali prodotti per un sito web di Londra, ci delizierà con autentiche “chicche” che potranno essere degustate e spiegate dallo stesso. Un’occasione da non perdere per accrescere la profondità della propria conoscenza. Ogni anno decidiamo di rilasciare un imbottigliamento ufficiale a tiratura limitata. Uno solo, poiché siamo un festival e non degli imbottigliatori indipendenti: infatti ci siamo rivolti proprio a uno di loro e riconosciuto. E’ più un ricordo selezionato dello stesso, che altro. La scelta di quest’anno sarà a brevissimo comunicata nei nostri canali. Posso solo dire al momento che si tratta di una versione decisamente torbata di una nota distilleria delle Highlands, che per la prima volta effettua l’affumicatura del malto. L’ho assaggiato e credo vi piacerà!

Carlo Dutto per Ditutto

 

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Sesta edizione di Spirit of Scotland

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