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Ho un po’ di timore nell’immaginarmi la figura del dj nei prossimi 20-30 anni. Parliamo del 2050 circa… a livello personale, invece mi immagino con la barba. Per i capelli, voglio un bel ciuffo biondo.

Modus DJ, da tempo tra i DJ più attivi a Milano e non solo, non ama celebrarsi e sa senz’altro come scherzare.

Su un’isola deserta porterebbe “The Very Best Of Vivaldi”, “Blood On The Dance Floor” di Michael Jackson; “Blind” diHercules & Love Affair, nel remix di Frankie Knuckles, che utilizzo tuttora nei miei dj set… e poi tutti gli OneShot anni ’70 e pure “Marina” di Rocco Granata, soprattutto per motivi di famiglia. «La melodia di questa canzone è la prima che ho memorizzato a 5 anni, suonata su una tastiera Yamaha a 2 ottave…».

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Che musica stiamo ballando in questa calda estate?

I miei set al Philipp’s Club di Milano, il regno di Phillip Plein, dove sono DJ resident da tempo, hanno una struttura tech e afro house, contaminata per brevi tratti dal pop, con remix che rendono tutti contenti e felici. Quello che ascolto nella mia vita privata, in questo momento storico, lascia il tempo che trova: mi sentirei dire “sei fuori mercato” oppure “sei un boomer”.

Come mai si parla sempre di crisi del clubbing?

Spesso, anzi sempre, leggo della crisi del clubbing e paragoni con il passato, perdendo di vista il presente. Abbiamo nuove realtà su Milano, ma vale un po’ per tutta Italia. Ho sposato il progetto Philipp’s Club, perché mi è stata data l’opportunità di farlo, e sono concentrato, dal primo giorno a oggi, a diffondere e rafforzare l’identità di Philipp’s con la mia musica.

La musica resta al centro del clubbing?

Sì e no. La gente ormai cerca l’experience, motivo per il quale sono tornati prepotentemente i dinner show nel pre-clubbing. I club di nuova generazione investono tutto su ledwall e impianti anche video per effetti per creare il celebre “effetto wow”

Come balleremo nell’estate 2026? Il Soft Clubbing crescerà ancora?

Lo spero, il Soft Clubbing deve crescere. Come succede ormai da diversi anni nel nostro settore, arriviamo sempre ultimi o quasi. Attrezziamoci: dal momento che citiamo sempre il passato, abbiamo l’occasione per far risorgere i vecchi matinée, aggiornati ed evoluti, come il progetto m2o Morning Club, davvero tanta roba, sia al mattino sia nei pomeriggi. Questo permetterebbe di formare nuovi clubber che possano vivere la musica in maniera diversa, in vari momenti della giornata e non solo la notte.

Lorenzo Tiezzi

 

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