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Il trailer film “MAMA” di Or Sinai, nelle sale italiane dal 28 maggio grazie a Intramovies, con la collaborazione di Cineclub Internazionale Cinema Italiano Indie. 

Presentato in anteprima in selezione ufficiale a Cannes 2025 e in numerosi festival internazionali, tra cui Toronto, Gdynia, Varsavia, Tallinn e Trieste Film Festival 2026, il film è un’opera intensa e attuale che mette al centro una figura femminile ai margini, restituendole dignità, corpo e voce.

Protagonista è Mila (interpretata dalla straordinaria Evgenia Dodina), una donna che ha lasciato la propria famiglia per lavorare all’estero come domestica. Dopo quindici anni lontana da casa, un evento improvviso la costringe a tornare nel suo villaggio natale in Polonia. Ma il tanto atteso incontro con la famiglia è molto diverso da quello che aveva immaginato: il marito e la figlia hanno infatti imparato a vivere senza di lei. Mila cerca così di ricostruire ciò che è andato perduto, confrontandosi con il prezzo delle sue scelte e con la donna che, nel frattempo, è diventata. 

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“MAMA” porta sul grande schermo il prezzo altissimo dell’emigrazione, il senso di colpa e la frattura identitaria di chi vive sospeso tra due mondi, senza appartenere davvero a nessuno dei due. Attraverso uno stile visivo intimo e fisico, la macchina da presa segue da vicino il percorso emotivo della protagonista, alternando distanza e prossimità, mentre gli spazi diventano metafora della sua identità frammentata, delineando un racconto potente e profondamente umano che parla di maternità e del prezzo invisibile dei sacrifici.

«MAMA nasce dal mio vissuto e dall’incontro con donne immigrate costrette a rinunciare alla propria identità per garantire un futuro ai figli» – ha dichiarato la regista Or Sinai «Mila è una donna invisibile nella società, ma piena di vitalità, desiderio e passione. Il film la spinge dal margine al centro, seguendo il suo punto di vista con uno sguardo intimo e fisico. Esistono innumerevoli persone con una storia simile a quella di Mila: lavoratori che non si sentono parte del nuovo mondo in cui vivono e che, tornando a casa, non si sentono più a casa nemmeno lì.»

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