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Una nuova attività di phishing che utilizza email che solo apparentemente arrivano dal Fisco, è stata segnalata dall’Agenzia dell’Entrate. E proprio per tali ragioni, lo “Sportello dei Diritti” ritiene utile rilanciare l’allerta per informare tutti coloro che possiedono dispositivi perché ciascuno potenzialmente nel mirino dei criminali informatici.

A tale scopo, pubblichiamo integralmente il post per comprendere i rischi che possiamo correre: «Sono in corso nuovi tentativi di phishing a danno degli utenti attraverso email che sembrano essere riconducibili all’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia è estranea a tali messaggi che riportano nell’intestazione la dicitura “L’Agenzia delle entrate con l’avviso del 20 maggio mette in guardia i contribuenti da una nuova campagna di phishing relativa a un presunto adempimento fiscale da effettuare immediatamente.

La campagna, sfruttando il logo dell’Agenzia, si caratterizza per l’invio di mail che richiamano un senso di impellenza, con espressioni come “Azione urgente”, allo scopo di mettere sotto pressione l’ignara vittima e indurla a compiere scelte senza le opportune verifiche.

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A seguire un esempio dell’avviso di sollecito attualmente in circolazione. Le Entrate raccomandano di non cliccare sui link presenti, di non scaricare, aprire e compilare eventuali allegati, di non fornire credenziali d’accesso, dati personali e le coordinate bancarie e invita immediatamente alla eliminazione di queste mail fraudolente. L’Agenzia disconosce questa tipologia di comunicazioni, rispetto alle quali si dichiara totalmente estranea.

In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione ricevuta dall’Agenzia, è sempre consigliabile preliminarmente consultare la pagina “Focus sul phishing”, rivolgersi ai contatti reperibili sul portale istituzionale www.agenziaentrate.gov.it o direttamente all’Ufficio territorialmente competente.

Insomma, il classico modo subdolo per approfittare di una nostra disattenzione e del timore che il Fisco ingenera nei contribuenti per accedere abusivamente nei nostri dispositivi, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”.

Ecco perché è utile seguire alcuni semplici consigli riportati della forza di polizia specializzata nella lotta al crimine informatico:

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