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Borghi e Sapori – Scoprendo l’Italia. Prosegue il nostro viaggio tra i borghi più suggestivi d’Italia. Questa domenica arriviamo in Calabria, nel cuore dell’Aspromonte ionico, dove la pietra incontra la storia con una naturalezza quasi irreale. Benvenuti a Pentidattilo, un luogo che sorprende senza mai cercare davvero di farlo.

Qui, alle pendici del Monte Calvario, tutto sembra assumere una misura diversa. Le case in pietra, i vicoli stretti, perfino il silenzio hanno un peso nuovo. È un borgo che non si impone, ma si lascia scoprire lentamente, passo dopo passo, tra roccia e vento. Il suo nome racconta già l’essenza del luogo. Pentidattilo, dal greco “cinque dita”, descrive perfettamente la rupe che lo sovrasta: una formazione rocciosa imponente, modellata dal tempo fino a sembrare una mano gigantesca. Il piccolo borgo è adagiato proprio al suo interno, come custodito da questa presenza naturale che domina il paesaggio.

Il centro storico è un intreccio essenziale di case in pietra e passaggi silenziosi. Non colpisce per monumentalità, ma per atmosfera. Gli edifici sembrano ancora abitati dalla memoria, anche quando non lo sono più. Ogni angolo racconta una storia, ogni muro conserva tracce di un tempo in cui il borgo era vivo e popolato.

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In alto, a vegliare sul villaggio, restano i ruderi del castello degli Alberti. Oggi non è che una presenza frammentata, ma sufficiente a ricordare l’importanza strategica che Pentidattilo ebbe tra Medioevo e età moderna. Da lì lo sguardo domina la vallata e il mare Ionio, in un equilibrio costante tra difesa e apertura.

Poi c’è il silenzio, che qui non è mai vuoto. È un elemento concreto, quasi materiale. Si insinua tra le case abbandonate, attraversa i vicoli, si appoggia sulle pietre. Dopo il terremoto del 1783 e il lento spopolamento che ne seguì, il borgo ha perso la sua voce quotidiana, ma ha conservato una presenza sospesa, come se il tempo avesse deciso di non completare la sua opera.

Negli ultimi anni, però, Pentidattilo ha trovato una nuova forma di vita. Non quella di un paese tradizionale, ma quella di uno spazio culturale aperto. Artisti, iniziative e progetti di recupero hanno riportato energia tra le sue case vuote, trasformandole in laboratori, installazioni e luoghi di incontro. Non è un ritorno al passato, ma una diversa possibilità di esistenza.

E quando si parla di Calabria, anche la cucina diventa parte del racconto. È una cucina essenziale, radicata nella terra e nelle stagioni. Sapori decisi, legati alla tradizione contadina, che non cercano elaborazione ma autenticità. Piatti semplici, nati dalla quotidianità, che ancora oggi raccontano un’identità forte e riconoscibile.

Pentidattilo è questo: un luogo che non si lascia definire in modo immediato. È un equilibrio fragile tra natura e storia, tra abbandono e rinascita, tra ciò che è stato e ciò che continua a resistere nel tempo.

Antonio Torretti

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