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L’artista piemontese prende i postumi di un cuore infranto e li trasforma in un disco che ne segue gli effetti nel tempo, affidando a ogni traccia uno spazio ben definito che contribuisce a ricomporre, passaggio dopo passaggio, le ricadute, i ritorni e la lenta ripresa.

La fine di un rapporto, in questo album, non è un episodio da liquidare in poche righe, ma una condizione che altera il sonno, la percezione del tempo, il rapporto con le abitudini, con lo spazio domestico e perfino con l’idea futura di sé.

La capacità di rimettere insieme la propria vita dopo essere stati lasciati prende forma in una tracklist che segue il decorso di una separazione come se fosse una terapia non clinica, pop, accessibile. Dalla disillusione radicale di “Non ci crederò mai più” al sorriso finto e quasi difensivo di “Come va? Tutto bene!”, dalla dipendenza affettiva di “Un’altra dose di te” fino alla presa di coscienza conclusiva de “La mia parte migliore”, il disco accompagna chi ascolta in un itinerario che non prescrive guarigioni immeditate, ma offre una mappa, una bussola per potersi orientare dentro sé stessi prima ancora che in un mondo che, una volta venuto meno il noi, chiede di essere guardato con occhi nuovi.

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Andre KoL, anziché provare a rassicurare, a dire “passerà”, mostra come fa male mentre passa. La sua scrittura, infatti, insiste su dettagli, immagini, reazioni sproporzionate, pensieri che si ripresentano nei luoghi più ordinari. Il postino che suona quando si spera che a farlo sia l’ex, i pugni al muro, i binari, le finestre aperte per far uscire un odore rimasto in casa, il feed dell’altra persona che continua a vivere anche quando il proprio tempo sembra essersi fermato.

Musicalmente e concettualmente, “Post-Rottura 1000 modi per guarire” si muove dentro una linea pop contemporanea che non rinuncia alla forma-canzone, al ritornello, alla melodia, alla possibilità che un disco del genere funzioni tanto come ascolto che come specchio per guardarsi finalmente dentro, rimettere insieme i pezzi e ricostruirsi.

È anche per questo che il progetto ha una portata trasversale: parla a chi sta vivendo una separazione, a chi ne è appena uscito, a chi non l’ha ancora davvero elaborata, ma si estende anche ad un pubblico più ampio perché intercetta un argomento che riguarda età, contesti e linguaggi differenti, senza restringersi al solo racconto generazionale.

“Post-Rottura 1000 modi per guarire” è un concept album che parla di separazione senza renderla un pretesto, ma provando ad ordinarne il caos e a farne un luogo in cui riconoscersi, fino a ritrovare sé stessi al di là della fine.

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