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 Borghi e Sapori – Scoprendo l’Italia. Prosegue il nostro viaggio tra i borghi più suggestivi d’Italia e le tradizioni che ne raccontano l’anima. Questa volta ci spostiamo nelle Marche, tra colline morbide e orizzonti che sembrano non finire mai, dove la bellezza si apre in vedute spettacolari e il tempo scorre con lentezza. Tra vicoli medievali, silenzi pieni di storia e profumi della cucina locale, andiamo alla scoperta di un luogo capace di sorprendere a ogni passo: benvenuti a Cingoli, vincitore del titolo di Borgo dei Borghi 2026.

Cingoli si lascia intuire già da lontano, adagiato sulla sommità di un colle, come una terrazza naturale sospesa tra cielo e terra. Non a caso è conosciuto come il “Balcone delle Marche”: da qui lo sguardo si perde in un panorama che abbraccia gli Appennini, le colline coltivate e arriva fino al mare Adriatico. Un luogo dove il paesaggio diventa emozione pura, capace di cambiare colore e luce con il passare delle ore.

Entrando nel borgo si attraversa una cinta muraria medievale ancora intatta, che custodisce un centro storico elegante e armonioso. Le pietre raccontano secoli di storia, tra palazzi nobiliari, scorci improvvisi e piccole piazze che si aprono come quinte teatrali. Il cuore pulsante è Piazza Vittorio Emanuele II, dominata dal Palazzo Comunale, con la sua torre dell’orologio, custode di una delle opere più preziose del territorio: la Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, capolavoro del Rinascimento che ancora oggi incanta per la sua complessità e bellezza.

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Poco distante, la Collegiata di Santa Maria Assunta e la Chiesa di San Domenico aggiungono profondità spirituale e artistica a un borgo che sorprende per la ricchezza del suo patrimonio. Camminare lungo le mura o affacciarsi dai belvedere significa vivere un’esperienza quasi sospesa, dove il silenzio è interrotto solo dal vento e dai suoni della natura.

A pochi chilometri dal centro, il paesaggio cambia ancora volto e si apre verso il Lago di Castreccioni, uno specchio d’acqua incastonato tra le colline, dove il tempo rallenta ulteriormente. Qui la natura invita alla contemplazione, alle passeggiate, al respiro profondo di chi cerca un contatto autentico con l’ambiente.

Ma Cingoli non è solo bellezza da osservare: è anche un luogo da gustare. La tradizione gastronomica marchigiana qui si esprime con piatti semplici e intensi, legati alla terra e alle stagioni. Tra le specialità spiccano i vincisgrassi, ricca pasta al forno simbolo delle Marche, i ciauscoli, salumi morbidi e profumati da spalmare sul pane, e le carni arrosto che raccontano una cucina conviviale e autentica. Non mancano i dolci della tradizione, come il frustingo, preparato con frutta secca e miele, capace di racchiudere i sapori più antichi del territorio.

Cingoli è un luogo che si svela lentamente, senza bisogno di effetti speciali. È nella luce che accarezza le colline, nei dettagli delle sue pietre, nei sapori che restano impressi. Un borgo che ha saputo conquistare il titolo di più bello d’Italia non solo per ciò che mostra, ma per ciò che fa sentire: un senso di equilibrio, armonia e autenticità difficile da dimenticare.

Antonio Torretti

 

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