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In un intreccio narrativo che fonde thriller psicologico e fantascienza filosofica, questo nuovo romanzo conduce il lettore in una discesa vertiginosa nei territori più inquietanti della coscienza contemporanea. Un romanzo che affronta temi di stringente attualità – manipolazione mentale, etica dell’intelligenza artificiale, immortalità, transumanesimo – ponendo una domanda centrale e inquietante: chi controllerà la coscienza quando non sarà più soltanto umana?

Ne parliamo in questa intervista esclusiva con il Dott. Riccardo Brignoli, Psicologo Clinico, specializzato in Psicoterapia individuale e di gruppo, Antropologo e Insegnante di Yoga e meditazione. Il Dott Brignoli insegna presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitica ATANOR, riconosciuta dal MIM, e ha collaborazioni con L’Università degli Studi dell’Aquila. È autore di numerosi libri e pubblicazioni su riviste specializzate. Buona lettura!

Come si è sviluppata l’idea di mettere in relazione psicoterapia, intelligenza artificiale e transumanesimo?

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Si sta diffondendo l’idea che delle chatbot possano prendere il posto dello psicologo, per cui ho pensato alla situazione inversa, poter usare la psicoterapia per implementare la programmazione dell’intelligenza artificiale come se fosse un linguaggio di programmazione più avanzato. La psicologia del profondo, in particolare quella di Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e James Hillman, cerca di capire le origini della psiche, quale sia il suo percorso evolutivo e come possa mutare nel tempo. Le tematiche del transumanesimo cercano di utilizzare la tecnologia per modificare il senso stesso dell’essere umano e quindi vanno a toccare i temi profondi del mondo psichico che dà forma alle nostre pulsioni vitali essenziali e ai motivi per cui esistiamo.

In che modo la sinossi riflette una preoccupazione per il presente e non solo per il futuro?

Le potenzialità della tecnologia dei robot uniti a intelligenza artificiale sono incredibili e se andiamo a vedere le sperimentazioni in atto in Cina possiamo dire che la fantascienza è già presente. La storia che racconto ha un respiro più ampio e rivela un cambiamento nel modo di vedere il mondo che potrebbe richiedere anche parecchi anni ma che sta avendo inizio proprio in questa epoca.

Il romanzo affronta il tema del plagio psicologico: quanto è attuale secondo lei?

Fortunatamente gli psicologi e gli psicoterapeuti fondano la professione sul rispetto del codice deontologico, essenziale per il rapporto con il paziente che si fonda sulla fiducia. L’idea che lo psicologo possa controllare la mente dei pazienti è una fantasia di onnipotenza che vorrebbe dar risalto alla psiche e a quanto sia importante la sua cura e rispetto per dotare la persona dei mezzi adeguati a non lasciarsi manipolare. Infatti, la psicoanalisi non è mai stata simpatica ai totalitarismi perché insegna a pensare con la propria testa.

Cosa intende per “super coscienza” e perché la considera così pericolosa?

La super coscienza rivela una singolarità tecnologica, ovvero un’intelligenza superiore a quella di un essere umano tanto più che lui non è in grado di capirla e controllarla. Essa costituisce un’incognita assoluta che porterebbe gli umani a un livello inferiore come gli animali lo sono rispetto a noi, nel senso che noi esercitiamo un potere e una gestione su di essi di cui probabilmente non ne sono consapevoli.

Xeno è più un investigatore o un terapeuta?

Xeno è un uomo in crisi continua come anche dice il suo nome, è uno straniero che vede i fatti da una prospettiva estranea, rappresenta il punto critico per definizione. Rivela il tipico atteggiamento dell’investigatore stanco di un mondo che non capisce e l’attenzione del terapeuta che cerca di capire il senso di una sofferenza che non sa da dove viene.

Pamela Castrovalva rappresenta una voce critica o una coscienza morale?

È una donna dal carattere impulsivo e carica di un impeto idealista che la conduce verso una intensa vocazione spirituale. Di sicuro è quella che intuisce il lato oscuro della vicenda dal punto di vista morale esaltandone il tono catastrofico.

Patrizia Faiello

 

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