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Roma – Recentemente la Camera dei Deputati è stata la cornice di un evento che rompe finalmente il silenzio su uno dei temi più complessi e oscuri del nostro tempo: il fenomeno settario. A Montecitorio è stato presentato ufficialmente il “Primo manuale di criminologia del fenomeno settario. Omicidi rituali e crimini contro il patrimonio culturale”. Omicidi rituali e crimini contro il patrimonio culturale”, un’opera edita dal Centro Studi Criminologici di Viterbo che nasce per fornire strumenti concreti contro le manipolazioni e i crimini rituali.

L’incontro, sostenuto con forza dall’On. Stefania Ascari, che ha curato la prefazione del volume, ha visto come relatori i protagonisti di questo lavoro scientifico: la Dott.ssa Rita Giorgi, Direttore Scientifico del CSC, e gli autori: Dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa clinica, criminologa e studiosa di culti e manipolazione mentale; Dott.ssa Sharon Angelucci, giurista esperta in criminologia applicata e archeologia giudiziaria e Dott. Giancarlo Piccolo, criminologo e archeologo di I fascia, esperto in crimini contro il patrimonio culturale. All’evento erano presenti anche il Presidente del CSC, Dott. Marcello Cevoli e Dott Andrea Natali, archeologo e co-direttore della Scuola di Archeologia Giudiziaria del CSC.

Il manuale affronta aspetti inquietanti e spesso sottovalutati, come il legame tra le dinamiche delle sette e i reati contro il patrimonio culturale, tra cui il trafugamento di resti umani e le profanazioni di sepolture per finalità rituali. Proprio con il Dott. Giancarlo Piccolo ho avuto il piacere di approfondire i temi emersi durante la presentazione e in questa intervista, che ho realizzato per voi, Piccolo ci aiuta a capire cosa si nasconda davvero dietro la facciata di certi gruppi, spiegando perché il settarismo non sia solo una questione psicologica, ma una vera emergenza criminale che richiede nuovi strumenti investigativi e una consapevolezza sociale molto più profonda. Buona lettura!

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Dott. Piccolo come nasce l’esigenza di sistematizzare in un unico testo il fenomeno settario e gli omicidi rituali?

L’idea di sistematizzare il fenomeno nasce dalla consapevolezza che le dinamiche settarie non possono essere comprese attraverso letture parziali o frammentarie. Il manuale si apre proprio con un richiamo alla necessità di un approccio multidisciplinare: criminologia, psicologia, diritto e analisi della scena del crimine che devono dialogare tra loro.

La presentazione di questo lavoro alla Camera dei Deputati, ha conferito al manuale un forte valore istituzionale, qual è stato il messaggio che ha voluto lanciare al legislatore e alle Forze dell’Ordine?

La presenza di riferimenti istituzionali e parlamentari indica che il tema non è marginale. Il messaggio al legislatore e alle Forze dell’Ordine è stato quello di superare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione, promuovendo formazione specialistica e strumenti adeguati di prevenzione e tutela oltre che proporre il superamento del vuoto normativo riguardo il fenomeno della manipolazione.

Lei si occupa anche di crimini contro il patrimonio culturale. Perché, secondo lei, colpire un monumento o un’opera d’arte è, a conti fatti, un crimine contro l’umanità stessa?

Il manuale mostra come l’attacco al patrimonio culturale non sia un fatto secondario. La scelta mirata di luoghi simbolici rivela un intento che va oltre il danno materiale: colpire un bene culturale significa colpire un’identità collettiva. Il manuale è rivolto principalmente agli addetti ai lavori (magistrati, avvocati, psicologi, criminologi, forze di polizia).

Quale ritiene sia la competenza più urgente da sviluppare per chi si trova a gestire un caso legato a una setta?

Ritengo che la competenza più urgente sia la capacità di riconoscere e interpretare correttamente le dinamiche manipolative. È fondamentale comprendere come, all’interno di certi contesti, l’individuo finisca per subordinare il proprio giudizio a quella che il gruppo presenta come una verità assoluta e indiscutibile, riducendo progressivamente il proprio spazio decisionale. Senza questa consapevolezza, si rischia di scambiare per scelta autonoma ciò che, in realtà, è il risultato di un processo di pressione e condizionamento psicologico.

Questo manuale nasce dal lavoro a sei mani con Lorita Tinelli e Sharon Angelucci. In che modo le vostre diverse specializzazioni e sensibilità si sono fuse per affrontare temi così eterogenei come la manipolazione settaria, gli omicidi rituali e la tutela del patrimonio?

Il manuale è strutturato in modo chiaramente interdisciplinare: evoluzione delle scienze criminologiche, definizione di setta e scena del crimine, crimini contro il patrimonio culturale. Le diverse competenze si integrano in un percorso unitario che affronta manipolazione, violenza rituale e tutela dei beni culturali come aspetti interconnessi di un unico fenomeno complesso. Ci auguriamo che questo testo possa essere d’aiuto ai più sensibilizzando le masse su un problema delicato che merita di essere compreso. Infatti, questo è solo il primo di una serie di volumi editi dal Centro per gli Studi Criminologici Editore a cui ne seguiranno molti altri.

Patrizia Faiello

 

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