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Il nuovo lungometraggio del regista portoghese João Nuno Pinto si impone come un’opera intensa e stratificata che, attraverso un raffinato dispositivo narrativo, intreccia dramma familiare, tensione sociale e riflessione ambientale, dando vita a un racconto corale di grande forza visiva ed emotiva.

Ambientato in una lussuosa tenuta portoghese nell’arida regione dell’Alentejo, il film si apre dopo la morte del patriarca e proprietario della tenuta, evento che fa esplodere tensioni a lungo represse all’interno di una ricca famiglia borghese. Tra rivalità, avidità e le insidiose promesse della speculazione edilizia, gli equilibri domestici si incrinano progressivamente. Sullo sfondo, la servitù discreta – ma tutt’altro che passiva – osserva e influenza silenziosamente il corso degli eventi.

La narrazione si costruisce attraverso i punti di vista di tre donne, i cui mondi non si sfiorano mai, offrendo prospettive divergenti degli stessi accadimenti e dando vita a un intricato mosaico narrativo. Con l’avanzare della minaccia degli incendi, alimentati dalla siccità, le certezze crollano e i rapporti di potere si ridisegnano.

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“Gli ultimi giorni del Paradiso” rappresenta al tempo stesso una satira feroce e un racconto profondamente contemporaneo: la cronaca di un incendio, tanto reale quanto metaforico, alimentato dall’egoismo umano e da una visione predatoria del mondo.

«Il film nasce dal profondo desiderio di riflettere sulla catastrofe ambientale a cui stiamo assistendo» – ha dichiarato il regista João Nuno Pinto – «e riguarda, nella sua essenza, il fuoco, sia letterale che metaforico, nato da un pensiero predatorio, una mentalità che continua a dominare e a guidarci verso un abisso. Si tratta di una riflessione sulla fragilità: della terra, della società e delle connessioni umane. È una storia nata in Portogallo, ma che parla in modo urgente della condizione globale che tutti condividiamo.»

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UFFICIALE

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