ROMA. Intervista Esclusiva all’attore ROSARIO TERRANOVA

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di Patrizia Faiello

Presso l’Auditorium Parco della Musica, lo scorso giovedì 25 ottobre, in occasione della Festa del Cinema di Roma, DiTutto era presente alla proiezione ufficiale del film “Bene ma non Benissimo”.

Abbiamo intervistato il poliedrico attore siciliano  Rosario Terranova che nel film interpreta l’intenso ruolo di Salvo papà di Candida, interpretata da Francesca Giordano, una ragazzina della provincia di Palermo orfana di madre che, in seguito alla perdita di lavoro, parte insieme a lui verso Torino, dove sembra attenderli un destino migliore.

Il trasferimento per l’adolescente però non è facile, nonostante tenti in tutti i modi di reagire agli insulti e alle azioni poco piacevoli dei nuovi compagni di classe.

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Nel cast figurano il taciturno Jacopo, interpretato da YanSchevchenko un bambino benestante, che riesce a rallegrare le avventure torinesi di Candida.

Tutto sembra proseguire bene per la protagonista, fin quando il padre di Jacopo rappresentato da Gioele Dix decide di porre fine a questa amicizia.I due ragazzini sono molto legati e non si separeranno così tanto facilmente grazie alla complicità della moglie incarnata da Euridice Axen.

Nel cast figurano anche l’attrice Gisella Donadoni nel difficile ruolo della professoressa alle prese con le piccole ma grandi vicissitudini quotidiane, Giordano De Plano che veste i panni dello zio di Candida.

Il lungometraggio, che vede il debutto alla regia di Francesco Mandelli, affronta una tematica complessa e molto attuale: il bullismo. Il titolo ispirato alla canzone del rapper Shade, che nel film appare rappresentando se stesso è stato presentato nella sezione autonoma e parallela “Alice nella Città” della Festa del Cinema di Roma.

Il film è stato prodotto da Pier Paolo Piastra di Viva Productions, mentre la sceneggiatura è stata curata da Fabio Troiano, Vincenzo Terracciano e Laura Sabatino.

 

Cosa durante le riprese ti ha particolarmente colpito di Jacopo e Candida?
I loro sorrisi, la loro genuinità, ricordavo i tempi quando avevo quell’età e ho vissuto le loro stesse emozioni che hanno interpretato.

La collocazione a Terrasini  distante pochi chilometri da Capaci, Morvillo il cognome che inevitabilmente ricorda quello di Francesca, la moglie del giudice Falcone e poi ci sei anche tu, che porti un cognome importante, tuo zio Cesare infatti era un magistrato anch’esso vittima del male. Con quale stato d’animo ti sei avvicinato a questo progetto cinematografico?

Con tanta responsabilità per il tema riguardante il bullismo che il Film racconta, ma nello stesso tempo l’entusiasmo e la gioia di interpretare un ruolo in una Storia che non parla di una Sicilia mafiosa.

Quali conseguenze pensi avrebbe una dichiarazione di guerra alla mafia da parte dello Stato?

Lo Stato è in guerra con la mafia, il problema è che una parte malata dello Stato continua ad avere alleanze con la mafia.

Secondo te l’impegno costante fatto di piccoli gesti d’esempio per altri,  d’informazione, di cultura, il recarsi nelle scuole  parlando di bullismo e antimafia può essere un elemento per disturbare la mafia?

E’ ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE, è parlandone che bisogna non mettere a tacere, perché sul silenzio crescono i soprusi, tra i banchi di scuola nascono le prime manifestazioni mafiose come il bullismo, come la prepotenza.

Il 25 ottobre scorso sei stato anche ospite presso la libreria Notebook all’Auditorium di Roma durante la presentazione del libro “Ho sconfitto la mafia io sono vivo” scritto dalla giornalista  Marina Paterna. A distanza di 25 anni il ricordo del  piccolo Giuseppe di Matteo figlio di Santino Di Matteo (collaboratore di giustizia ed ex mafioso) sequestrato, per poi essere strangolato (dopo un lungo calvario durato 779 lunghissimi ed interminabili giorni) e sciolto ormai morto nell’acido è ancora vivo. Quanto è importante soprattutto per le nuove generazioni non dimenticare?

Le nuove generazioni sono la ricchezza più grande ed importante che noi abbiamo, vanno prese per mano ed accompagnate, non lasciate in compagnia di uno smartphone. I genitori, le famiglie, gli insegnanti devono essere presenti e devono tenere vivi nella mente questi ricordi, ecco perché sia con il nostro Film che con questo Libro che speriamo possa diventare presto anch’esso un Film, vogliamo entrare nelle Scuole e nelle case di Tutti.

 

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