Musica. Intervista Esclusiva alla band milanese MOTELNOIRE

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I milanesi MotelNoire hanno esordito con il loro primo disco “On TV”, una miscela di puro rock italiano distribuito su 13 tracce, pubblicato per Sony Music Entertainment.

L’album d’inediti è frutto di un’intensa attività divisa tra produzione artistica e concerti, dividendo il palco con artisti di fama internazionale quali Lacuna Coil, Rezophonic, Modena City Ramblers…

  

Partiamo subito con una domanda scontata: come mai Motelnoire? Da cosa nasce il vostro nome?

Il nostro nome nasce dall’unione di due mondi diversi: Motel e Noire, che rappresentano la vita di chi fa il nostro mestiere, cioè chi fa il nostro musicista vive di notte viaggiando, fermandosi continuamente in hotel e motel, vivendo per lo più di notte, nel buio, nell’ignoto. È così che abbiamo voluto rappresentare la nostra essenza.

La vostra band è nata nel 1999.  Quanto siete cambiati negli anni?

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In realtà siamo cambiati pochissimo negli anni, da un punto di vista umano siamo rimasti le stesse persone che sanno emozionarsi come 20 anni fa, abbiamo comunque maturato molte esperienze di vita personale lavorando comunque moltissimo sul lato musicale, perché la musica va sperimentata, va studiata e soprattutto suonata.

Quali sono i temi principali che attraversano i brani di On Tv, il vostro disco uscito per Sony?

Il 30 settembre è uscito OnTv distribuito da Sony, ma ci teniamo a dire che in realtà è un’autoproduzione. In questo disco abbiamo voluto fare una fotografia ai temi scottanti della società contemporanea, sicuramente non parliamo di sentimenti come l’amore perché ci sono moltissimi altri autori molto bravi a farlo… noi abbiamo voluto parlare di tutto ciò che riguarda l’aspetto sociale dell’oggi: dal disagio in cui siamo spesso immersi, ai temi più diffusi… potremmo quasi definirlo un disco di protesta.

Il disco è impreziosito da collaborazioni internazionali come Gary Wallis e Alex Meadows, Nathan East ma anche nazionali come Federico Zampaglione. Come sono nate?

Come dicevo prima la Musica è uno scambio di opinioni e il bello di questo scambio sta ovviamente nella collaborazione, nel fare arte insieme. Ho avuto (Nik) la fortuna tempo fa di lavorare insieme a Matteo Cifelli, un amico fraterno, con cui tra l’altro ho registrato la metà di questo album a Londra, per un disco statunitense e in quest’esperienza ho avuto la fortuna di conoscere e suonare con Gary Wallis. È nata una bella simpatia e ci siamo salutati promettendoci che alla prima occasione utile avremmo lavorato insieme. E così è successo. Con OnTv è nata l’occasione, ne ha registrato le batterie, insieme a Nathan East ai bassi, altro grandissimo musicista. Per quanto riguarda le collaborazioni italiane, posso dire con molta felicità che sono nate tutte con molta spontaneità. Hanno ascoltato il nostro pezzo, Federico Zampaglione l’ha apprezzato molto, come Mario Riso, Gabriella Vainiglia, Clara Moroni e Jake la Furia e così abbiamo voluto ricordare insieme tutte le vittime della strada.

Nella vostra biografia si dice “I MotelNoire oggi hanno un solo obiettivo. Vivere un sogno”. Quanto è difficile oggi portare avanti un obiettivo?

È molto difficile portare avanti un obiettivo se non si è concreti e se si vivono i sogni degli altri. Noi cerchiamo di vivere il nostro, quindi mettiamo tutte le nostre energie e le nostre realtà all’interno del nostro album. Questo sogno vogliamo viverlo, ci vuole coerenza, passione e la voglia di fare Musica.

Voi che siete una band nata dalla gavetta, cosa pensate dei talent e di chi raggiunge la notorietà con tanta facilità?

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Di facile a questo mondo non c’è nulla, anche partecipare ad un talent è diventata una cosa quasi impossibile. L’unica cosa che ci sentiamo di dire ai ragazzi giovani che vogliono intraprendere questa strada è quella di non avere fretta, di non cercare di bruciare le tappe, di studiare e soprattutto di non farsi “spennare” da vecchie volpi che sono lì apposta per spolparli.

Lavorate molto sulla preparazione dei live? Che rapporto avete con il vostro pubblico?

Il live è l’unica cosa che ci spinge a fare dei dischi, nel senso che il contatto con il palco è da sempre, per noi Motelnoire, una cosa molto importante, non perché è una dimostrazione di quello che facciamo ma perché è uno scambio energetico ed è linfa vitale per chi fa questo mestiere.

Domanda di rito: quali saranno i vostri prossimi impegni?

Beh, sicuramente scrivere nuova musica, creare nuovo materiale come già stiamo facendo e preparare nuovi concerti, soprattutto cercare di visitare il mondo, di portare un po’ di italianità nel mondo. Questa è la nostra grande sfida.

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