ESCLUSIVO! LEOPOTTER SFIDA IL VENTO E DIVENTA IL CANE PIÙ VELOCE AL MONDO CON TULLIO ABBATE

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Il Re della Nautica, campione di tanti successi, si racconta tra una virata e l’altra

Cari amici umani, la Mission Impossible che sto per raccontarvi, è stata veramente dura e stancante, ma ho avuto il supporto di tutti i miei fedelissimi a 4 zampe che tra un bau e l’altro mi hanno portato a sfidare una dell’Eccellenze più veloci della Terra. Vi presento il Re della Nautica, Tullio Abbate.

Quando è nata la tua passione per la Nautica?

Quando sono nato. Nel lontano 1944. Mio padre lavorava già nella Nautica, e praticamente mi è entrata nel sangue, grazie alla passione che mi hanno trasmesso mio papà Guido e mi mamma Paola.

Ma che differenze riscontri fra la Nautica di allora e quella di adesso?

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Diciamo che son cambiate molte cose, soprattutto riguardanti i motori, i materiali. Quando sono nato io le barche erano obbligatoriamente in legno, oggi le barche in legno purtroppo, sono solo un ricordo e si lavora tutto con la vetroresina. Anche i motori di oggi, sono motori da fantascienza e così come le carene. Oggi abbiamo delle barche che normalmente viaggiano a 100 km/h., vale a dire 60 miglia, 60 nodi, in perfetta sicurezza, cose che quando son nato io non erano nemmeno pensabili.

Invece, il Mondo della Nautica oggi come si è trasformato?

Agli inizi degli anni ‘50/’60, era riservata a pochi eletti. Sul lago di Como si potevano ammirare 10/12 imbarcazioni che appartenevano a Conte tale, del Marchese talaltro, del Cummenda, emergente industrialmente in quegli anni; oggi invece abbiamo migliaia di barche sul lago e naturalmente sono alla portata di tutti.Le barche sono cambiate anche a livello di concezioni, quindi anche di costi, oggi con 20 mila euro si può comprare una barca. Le barche negli anni 50/60, costavano milioni, che sono paragonabili ai milioni di adesso.

Tu hai avuto dei rapporti con personaggi Eccelsi del Mondo della nautica, ci vuoi raccontare qualcosa?

Stefano Casiraghi, è stato uno dei tanti, diciamo il più noto in quanto consorte di Carolina. Però io ne ho iniziati alla Nautica decine e decine, di campioni. Certo Stefano era un pò della famiglia, anche perché era di Como, un nostro compaesano. Un ragazzo molto giovane, molto sveglio, che ha imparato molto presto. Preciso che non è morto su una mia imbarcazione, ma ha appreso da me, ed in pochi anni è diventato bravissimo. Fin troppo bravo. Quando è morto era Campione del Mondo, e, secondo me non aveva ancora acquisito sufficientemente esperienza, per accorgersi dei problemi per i quali lui è morto.

Cioè? Cosa intendi dire?

Diciamo che è un argomento che non voglio e non posso toccare. Non essendo stata un’imbarcazione mia, non voglio assolutamente invadere un territorio non mio. Ci tengo a precisare, che quando succede una disgrazia nella competizione, non è che sia una colpa specifica di qualcuno, del costruttore della macchina o della moto o chi altri. Chiaramente, i motivi della morte di Stefano, che io conosco perfettamente, sono molteplici. Purtroppo, quando si corre in mare a certe velocità, non si deve lasciare nulla a l caso. Se sbagli qualcosa, lo puoi pagare anche con la vita come nel caso di Stefano, che è stato anche un caso molto sfortunato, perché se la barca si fosse rovesciata dal lato opposto, ora lui sarebbe ancora vivo. Diciamo che questo è il destino.

Oggi come vengono vissute le corse all’interno dei vari team?

Qui, voglio citare ancora Stefano, Nei 6 anni di attività, ha lavorato molto per la sicurezza delle gare, purtroppo, sembra una beffa, che proprio lui, promotore della sicurezza, sia morto in un incidente. Un altro team che voglio citare è quello di Diego Capellini che per 30 anni ha lavorato per la sicurezza sulle barche, copiando, come ho fatto anche io, dall’automobilismo; dalle cellule di sicurezza, gli airbag, le cinture, quindi abbiamo trasportato la tecnologia della formula 1, sulle barche da corsa per la Nautica, rendendole, molto più sicure di quelle di una volta. Se Stefano avesse fatto l’incidente ad esempio, l’anno scorso, con le imbarcazioni di oggi, sarebbe ancora vivo.

Tu sei l’unico ad aver inserito i motori della Ferrari, nelle tue imbarcazioni, è corretto?

Si io ho avuto l’onore e l’esclusiva, di avere dal Commendatore Ferrari, dei motori, da installare nelle mie imbarcazioni. Ho costruito una barca, intorno ai motori Ferrari, si chiamava Boxer. La barca è stata un successo meraviglioso, quando è stata presentata al Salone di Genova nel 1985.

Ma dov’è ormeggiata ora la Boxer?

No, ora la barca si trova nel nostro museo.. Noi abbiamo 2 musei, il museo di famiglia, dove ci sono le barche di mio padre in legno, dal 1947, e poi io, sto facendo un museo, per conto mio, dove ci saranno ancora qualche barca del papà, per completare la gamma e circa 12 barche costruite da me esclusive, tra qui quella col motore Ferrari.

Veniamo ora ad una domanda scomoda, tu sei un pò birichino, il tuo rapporto con le Donne?

Hahahah, ho un rapporto meraviglioso dalla mia infanzia. Dicono che ne ho avute tante, ma non è vero, sono dicerie- La Donna è fondamentale per la vita.

Mi risulta però, che tu abbia: 1 moglie, 1 compagna e una fidanzata.

No, no, no, preciserei tutto. Io sono un ragazzo padre. Sono tutte le mie fidanzate. Ho due donne meravigliose che mi hanno dato i miei meravigliosi 5 figli.

E la francese?

C’è anche lei, che fa parte della famiglia.

Ma Tullio, ma vanno tutte d’accordo? Non c’è antagonismo fra di loro?

Ma no, di certo non è stato così nel passato, ma ora sono tutte splendide.

Tullio Junior, è il tuo erede nell’ambito delle corse?

Tullio junior ha ereditato il nome, la passione, nel 2010 è stato campione di Endurance, fino ad oggi è stato il più giovane vincitore della 100 miglia e aveva appena 18 anni, quindi mi ha battuto di 12 mesi, perché io l’ho vinta a 19 anni. E’ un affermato campione di un certo tipo di catamarano, anche se io non son d’accordo, perché , non ha nulla a che fare con la nostra azienda e preferirei corresse con le nostre imbarcazioni, ma è la sua passione e io non posso tappargli le ali.

Poi c’è Giacomo, tuo nipote, cosa ci dici su di lui?

Giacomino ha la stoffa del campione, è molto giovane, ma ha una grande passione anche lui, però come tutti i giovani che corrono, fremono, e con la distrazione, si corre il rischio di fare una Caseiragata, non vorrei mai trovarmi a ripercorrere il 3 ottobre 1990. Il ragazzo sta crescendo, ha una vita davanti, e la deve percorrere gradatamente, questo è il consiglio del nonno.

Ma Tullio, tu non corri più, ma io ti ho visto fare dei numeri con le tue imbarcazioni.

E’ solo una questione di anagrafica, l’età non me lo permette più, ma la passione rimane e cerco di mettere a disposizione dei giovani, la mia esperienza.

Ora ti chiedo, il tuo rapporto con i miei fratelli a 4 zampo e gli animali in generale.

Io adoro le bestie, e ho avuto parecchi cani, ne ho avuti alcuni famosissimi, uno è anche andato su una rivista dedicata ai  cani, l’avevano denominato il cane più veloce del Mondo, in quanto veniva in barca con me. Le bestie o si tengono bene o meglio non tenerle. Chi non ama le bestie, non ama i cristiani. Le bestie di casa Abbate, son tenute sicuramente come dei cristiani. 

 

 

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