LEONARDO DA VINCI

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Ritratto Leonardo

Mi permetta una domanda giovane collega: non posso esimermi dal comprendere il perché di quanto udito tra lei e il Conte, allorché  devo verificare delle mie supposizioni sulla sua persona e sul suo tempo.

Maestro! Lei è qui!

Ma certo. Me ne han dette e fatte fante, ma son qui grazie ai servizi dati all’umanità, anche se questa ha ostacolato spesso il mio lavoro, lo ha dimenticato e reinventato più volte e s’è divertita a mitizzarmi con false credenze. Scorgo però del buono ogni tanto.

Ovvero Maestro?

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Si ostina a riverirmi col vocabolo “maestro” e poi lei si definisce “professore”, quasi a voler marcare il distacco tra i nostri stati biologici, dimenticandosi che a parità di condizioni, la mia etichetta esalta una vita di produzione artistica, mentre la sua, uno status temporale asettico e privo di vera identità.

Ma non volevo dire questo, sono solo alla ricerca di risposte utili, offese e permalosità a parte.

Lo so, e per questo le parlo. Faccio parte della storia del passato e non ne posso essere culturalmente estratto, le mie opere però, sono la proiezione fisica e temporale delle mie idee universali, divenute poi, il mio lascito concettuale e tecnico. La natura è fatta di sottili equilibri che vanno compresi e integrati con noi, e in breve, perché anche lei non fa questo?

Come?!?

«Non insegnare o sarai solo eccellente», l’ho scritto cinque secoli fa e credo che lei debba capire e seguire questo consiglio. Deve proporre un prodotto “vivo”, frutto dello studio simbiotico tra mondo esteriore e interiore; ne critichi poi i risultati ottenuti e rimodelli i suoi limiti in proporzione all’ambizione e la conoscenza acquisita.

Richiesta complessa ma possibile. Perché mi dice questo?

Lei è qui adesso, prenda nota e muova l’ingegno. Se ha scelto di utilizzare il suo talento nell’arte, nell’insegnamento e quant’altro, non ritiene opportuno produrre, per dovere morale ed esistenziale, qualcosa di valido e nuovo? Per lei son “maestro” perché mi ha visto in un libro da morto? Per me l’arte è il presente di un sorriso accennato, dimostrazione della serena tranquillità di chi domina con la ragione. L’ho pensato e l’ho fatto. Siate meno lenti lì da voi, e fate capire ai ragazzi che la vera forza sta nelle idee e nella capacità di proporle e difenderle nella e per la collettività.

È facile parlare così, lei è Leonardo da Vinci!

Lo sono sempre stato, sopratutto quando arrancavo per un lavoro imperfetto o per la mancanza dello stesso.

Christian Imbriani

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