Intervista Esclusiva al cantautore pugliese DONATELLO CIULLO: “Il palco è la mia vita, condividere le mie emozioni con la gente mi fa stare bene”.

Ph.: Emes Tazzari
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Di Patrizia Faiello

Oggi lo spazio che DiTutto riserva alle interviste esclusive è dedicato al musicista, attore, compositore e cantante pugliese Donatello Ciullo. Il poliedrico Donatello si trasferisce a Torino in giovane età dove ha la possibilità di studiare chitarra e recitazione e da subito si sente parte di questa città che nei profumi e nei meravigliosi “mercatini rionali” lo riporta alle sue radici del sud.

La sua carriera inizia da giovanissimo e ancora oggi si notano i continui cambiamenti nella scelta dei generi musicali.

Risale al 1998, il primo album inciso “the dog’s of blues”, con la band dove lui compone, canta e suona la chitarra e propone alcune cover di Pino Daniele, musicista che ancora oggi troviamo nelle sue composizioni.

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In seguito, dopo l’esperienza teatrale con la compagnia teatrale “La bizzarria” incide con la nuova formazione dei The Blues Cake, l’EP O’ blues, calcando palchi prestigiosi italiani (Hiroshima mon amour di Torino, Factory di Milano, audiodrome di Moncalieri).

Alla fine del tour però Donatello decide di uscire dal gruppo e di incidere un album da solista e fonda Dona e i Civico 14.

Nel 2017 esce una raccolta  “Il meglio di Donatello Ciullo” dove ci saranno tre inediti, “Anime” in collaborazione con Colla e Pedone, “Non importa” e “Io ci sarò” con i Civico14.

Nel 2018 esce “Gattoun brano dalle mille contaminazioni, per arrivare a marzo del 2019 con il nuovo album “La Strada. L’artista con questo nuovo progetto discografico si discosta un po’ da quello che è il suo filone musicale storico e propone brani completamente diversi in un mix di rock, elettronica e acid jazz. Buona videolettura!

 

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?
La passione per la musica credo di averla avuta da sempre, sono cresciuto tra le canzoni di Elvis a tutto volume perchè era l’idolo di mia madre, i classici napoletani per via dei nonni, insomma, posso dire che sono nato a suon di musica.

Cos’è la musica per te? 

Colori, profumi, ricordi, amore e passione, oltre ad essere il mio “lavoro”.

Quali sono stati i tuoi punti di riferimento musicali?

Sicuramente Pino Daniele, Matteo Salvatore, Eric Clapton, Bob Marley, Manu Chao, Jeff Beck, Hendrix, e potrei continuare………

Raggiungere una propria identità, quanto è importante per un artista?
Fondamentale direi, specialmente in questi tempi dove tutti sono l’imitazione di tutto.

Cosa provi quando canti? 

Il palco è la mia vita, condividere le mie emozioni con la gente mi fa stare bene.

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
 Il testo per quanto riguarda le mie canzoni deve arricchire la composizione musicale, la deve sposare e deve rendere il brano unico. I miei testi molto spesso sono ironici ma parlano di vita vissuta, di strada, dei problemi del mio Sud e molto spesso anche d’amore (vi confesso che in questo momento sto vivendo una situazione magica….)

Tu vivi da molti anni a Torino ma sei nato a Foggia. Che tipo di legame hai oggi con la tua terra d’origine?

Credo molto nel rapporto terra-uomo, vado spesso a Foggia perchè è la mia città, il mio amore, la mia infanzia ed è presente in molti dei miei brani.

Qual è stata la reazione dei tuoi amici e familiari quando hai detto loro di voler intraprendere questa strada? 

Sono stato definito da tutti un “pazzo”, lasciai anni fa il mio posto di lavoro, il classico “posto fisso” per dedicarmi solo alla mia passione andando contro tutto e tutti, erano veramente in pochi a crederci, ma almeno fino ad ora ho vinto io.

Parlaci del tuo ultimo progetto musicale che ti vede protagonista sulle scene in questo periodo.

“La strada” è un album molto autobiografico, racconto le mie paure in “Girotondo”, la vita ai margini con “Anime”, la mia positività in ” For your love”. In questo progetto mi avvalgo di grandi professionisti della musica italiana, ho unito anime musicali completamente diverse, Tony Scantamburlo alle chitarre, Leonelli al basso, Curreri alla batteria, Benvegnu al sax, Delmastro alle Tastiere e Mbaye, oltre alla collaborazione con Federico Sapia in ” Girotondo”

Nord e Sud è stato difficile per te integrarsi nella realtà torinese?

Assolutamente no, Torino è una città meravigliosa e viva alla quale devo molto. Spesso in questa magica città trovo nei mercatini rionali, i profumi e i colori del mio Sud. Ho dedicato anche nell’album del 2015 una canzone a questa città che non smette mai di affascinarmi.

Oltre ad essere un cantautore sei anche un manager. Sei alla Direzione della Desa-Comunicazioni, una società di servizi per artisti. Nello specifico cosa fai per loro? Si è così e mi occupo di promuovere gli artisti emergenti e non,  attraverso il servizio stampa, la divulgazione dei brani attraverso radio Fm nazionali. Inoltre gestisco anche vari Live in Italia di artisti affermati e spesso creo delle opportunità di aperture concerti per gli emergenti più talentuosi.

Quali sono secondo te le difficoltà che un giovane emergente oggi incontra?

Oggi le difficoltà sono molte, ma c’è anche da dire che la rete offre maggiori possibilità. Registrare oggi per esempio è decisamente meno oneroso ed è pur vero che gira anche  meno qualità. Sinceramente sono molto preoccupato per il futuro della musica.

E dei talent cosa pensi?

Non mi hanno mai convinto più di tanto, sono convinto che prima o poi si ritornerà alla musica suonata.

Cosa consigli quindi ai giovani? Di Studiare, perché la musica ha un codice che va rispettato, la musica è quella cosa che ti fa venire le farfalle allo stomaco, come quando sei innamorato, in poche parole come me in questo momento.

Il link del videoclip “Girotondo” tratto dall’Album “La Strada”: https://youtu.be/zrIfWuV68z0