Il premio “DITUTTO AWARD” alla Prof.ssa ANNAMARIA COLAO

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E’ nella lista dei migliori cento scienziati al Mondo
ed è sul podio delle Top Italian Women Scientists

 

Per gli importanti traguardi scientifici internazionali raggiunti e il suo impegno nel sociale la redazione di Ditutto ha assegnato all’unanimità alla Prof.ssa Colao il premio “Ditutto Award”. L’abbiamo  intervistata in occasione della consegna del Premio nella sua bellissima Napoli.

Professoressa cosa significa per lei un premio nazionale alla carriera?

I premi sono importanti: rappresentano quanto altri ritengano di rilievo i risultati ottenuti e pertanto sono per me un dono meraviglioso. Ringrazio moltissimo “Ditutto” per questo riconoscimento, che condivido con la squadra dei miei ricercatori, uomini e donne straordinari.

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Da dove nasce il suo percorso professionale?

Sono stata formata dalla scuola di Medicina dell’università Federico II di Napoli, una scuola eccellente. Poi ho potuto continuare la mia formazione in Francia all’Università’ Aix Il-Marseille per il dottorato di ricerca e in giro per il Mondo, poiché ho visitato le università più prestigiose in Europa, America Asia ed Australia. Pur avendo ricevuto offerte di lavoro dai gruppi di ricerca più importanti al mondo, non ho mai considerato di allontanarmi da Napoli e dalla mia Università.

Ci racconti i suoi più importanti traguardi

Ho iniziato molto presto a pubblicare le mie ricerche sulle terapie innovative nei tumori ipotalamo-ipofisari. All’epoca dei miei inizi, le terapie mediche non esistevano e quindi i dati che provenivano dal nostro gruppo eravamo visti con grande scetticismo… oggi in tutto il mondo si usa il protocollo che avevamo proposto noi. Grazie a queste ricerche ho ricevuto molti premi internazionali, in particolare la società americana di Endocrinologia, la medaglia d’oro della ricerca della Società Britannica e la medaglia per la ricerca della società Europea di Neuroendocrinologia. Oggi il mio gruppo di lavoro sta portando avanti ricerche per i tumori neuroendocrini ed ipofisari, per l’obesità, per la fertilità maschile e femminile e le malattie rare endocrine.

Quanto di Napoli è nel suo DNA?

Sono molto fiera di essere napoletana e ho sempre cercato di portare i suoni, i colori e lo spirito del popolo partenopeo nel mondo.

I suoi miti?

Di miti ne ho così tanti! Mio padre, che mi ha insegnato una medicina antica, di contatto diretto ed empatico con il malato, il mio tutor Gaetano Lombardi, che mi ha insegnato la pazienza, la tolleranza e l’amore per la ricerca, Steven Lamberts il più grande ricercatore nell’ambito neuroendocrino, le cui ricerche ho studiato fino a consumarle…

Lei è considerata anche una delle donne più belle del mondo, cosa rappresenta la bellezza per lei?

La ringrazio di questo bel complimento che andrebbe indirizzato più a mia madre Nunzia Porzio e mio padre Giovanni Settimio Colao che a me, che non ne ho meriti. La bellezza è comunque un’arma a doppio taglio. In una professione come la mia è spesso un ostacolo più di un vantaggio.

Tornando alla medicina perché esiste il   “Cancro” e come mai non siamo ancora riusciti a debellarlo?

Il cancro non è una malattia ma sono tante malattie diverse. Dipende da così tanti fattori che è difficile dare una risposta sintetica. Oggi i passi in avanti nella terapia di diversi cancri sono stati straordinari. Va detto che esiste un ruolo importante dello stile di vita, che deve essere il più sano possibile a tutte le età, in particolare per i giovani e la genetica.

Il suo Campus è un ‘must’ ormai ce lo racconti!

Il Campus della Salute è una associazione Onlus che si dedica alla prevenzione delle malattie. Insieme ad alcuni amici, colleghi e giovani volontari decisi di organizzare un ospedale in piazza per regalare ai cittadini visite specialistiche per prevenire le malattie più comuni come l’infarto, l’ictus, il diabete, il cancro dell’utero e della mammella, l’osteoporosi, l’obesità e le malattie della tiroide. Il primo evento si svolse a Napoli in piazza del plebiscito… era il 10-10-2010 una data fatidica! Da allora siamo molto cresciuti e il campus oggi è svolto in molte regioni italiane oltre che in Campania e ci permette di regalare oltre 40000 prestazioni gratuite all’anno. Tanti cittadini hanno avuto salva la vita grazie a questa iniziativa, ed io sono orgogliosa e felice di averla pensata e grata a tutti gli amici che ci aiutano per averla potuta realizzare.

Quali sono oggi le sue priorità?

Questa è una bella domanda. La mia priorità è mia figlia, che ha completato il suo percorso di studi e si sta avviando al suo lavoro. Vuol fare l’avvocato e mi troverà sempre al suo fianco, naturalmente. Ho poi in mente di costituire una fondazione per la ricerca in medicina che intitolerò alla memoria di mio padre, che è stato il mio primo maestro e mi ha insegnato una professione di medico empatico, che oggi sta scomparendo. La fondazione ha lo scopo di aiutare i giovani meritevoli a Napoli e nel mezzogiorno a restare nei nostri laboratori e nelle nostre università a fare ricerca. Una fondazione in aiuto contro la fuga dei cervelli.

Progetti futuri

Ho sempre tantissimi progetti! A breve riceverò la direzione di una Cattedra Unesco su ambiente e salute per contribuire a chiarire i rapporti tra l’ambiente che ci circonda, non solo l’inquinamento ma anche le nostre case, le tecnologie che usiamo, il cibo, lo stile di vita, nei confronti delle patologie più comuni per contrastarne la diffusione e contribuire alla conoscenza. Ho poi in mente la creazione di nuovi modelli assistenziali per essere più efficace nei confronti dei tanti malati che si recano presso la nostra endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Federico II. La medicina oggi è molto diversa rispetto a 20 anni fa. Dobbiamo essere capaci di guardare ai prossimi 20 anni con occhi aperti e curiosi.

DT