DITUTTO. Intervista esclusiva. CLAUDIO ALBERTO FRANCESCONI: un istrione nel mondo dello spettacolo

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di Patrizia Faiello

Oggi il nostro spazio riservato alle interviste esclusive è riservato all’attore televisivo e teatrale Claudio Alberto Francesconi, che dopo un lungo  periodo di convalescenza, dovuto ad un infortunio in diretta, domenica scorsa, è rientrato nei suoi panni, durante la storica trasmissione di Rai 2, “Quelli che il calcio”.

Attore, opinionista musicale chitarrista ritmico Claudio Alberto è anche l’ideatore e conduttore di una trasmissione televisiva di successo “Istrione Tv”. Nel 2013 infatti ha battezzato così un format televisivo sul web dove ha potuto esprimere le sue varie anime artistiche. Claudio nasce con la musica nel sangue: e in questo caso non è il solito modo di dire.

Il nonno materno, Piero Pizzigoni (1905-1963), polistrumentista, compositore e direttore d’orchestra, tra i primi a suonare musica jazz in Italia è ricordato anche come autore di “Senti l’eco”, interpretata dal Trio Lescano. Ancora oggi il suo brano “Concerto jazz” viene eseguito da varie orchestre swing.

Lo zio, figlio di Piero, Alberto Pizzigoni (1928-2013), era jazzista, chitarrista, insegnante di musica e compositore. Presente fin dal 1951 nell’orchestra del Festival di Sanremo, è stato un membro del gruppo di Renato Carosone, partecipando anche al film “Maruzzella”, ha collaborato con tantissimi artisti, componendo inoltre colonne sonore e brani, tra cui “Piccola”, interpretata da Adriano Celentano e ha fatto parte dell’orchestra RAI di Milano. Con queste premesse, era difficile che la musica non lo affascinasse…

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Dopo l’infortunio in diretta durante la puntata dello scorso 23 settembre che ti ha costretto a ritirarti dalle scene, domenica scorsa finalmente sei ritornato a “Quelli che il calcio” su Rai 2. Cosa ti ha maggiormente colpito durante la trasmissione?

E’ stato bello tornare a recitare da attore e abbandonare attività rischiose. Magnifico rivedere tutta la produzione con stima reciproca.

Claudio Alberto, come hai iniziato il tuo percorso nel mondo dello spettacolo?

Nel 1980, a maggio, ho debuttato come d.j. a Radio Onda 1000, emittente di Milano. Da gennaio 1981 fino a giugno 1982 sono poi passato a Radio Free Music di Segrate (Mi). A maggio 1982 il mio debutto televisivo con una trasmissione di Telelombardia, “Speciale D.J.” che vedeva concorrere 64 d.j. di radio lombarde e io, con una seconda apparizione il mese successivo, mi ero classificato tra i primi 16. In seguito, per tanti anni, sono passato alla carta stampata, scrivendo articoli e realizzando interviste per varie riviste.

 E poi, cosa è accaduto?

Alla fine del 2003 ho preso una decisione “storica”: quella di dedicarmi esclusivamente al mondo dello spettacolo utilizzando la mia immagine. A gennaio 2004 ho iniziato a partecipare tra il pubblico a “l’Eredità”, condotta su RAI 1 da Amadeus, che subito mi ha notato, iniziando così a darmi spazio e visibilità. Ad aprile l’esordio come attore, in diretta, nella prima puntata di “Music farm”, su RAI 2, a fianco di Gene Gnocchi, con il quale ho poi continuato a recitare, dapprima a “Quelli che il calcio”, su RAI 2, poi a “Buono a sapersi”, “La grande notte”, “Artù” e “L’almanacco del Gene Gnocco”. In seguito, nel 2006, ho recitato nelle due fiction, “Il bivio”, su Italia 1 e “Piloti” nel 2007 e in “Scorie” nel 2009 entrambe su RAI 2,  poi nel 2012 ne “Volo in diretta” e in “Glob” nel 2014, entrambe su RAI 3. Nel frattempo, ho anche partecipato a vari spot e fiction.  Inoltre nel 2008 ho anche recitato nel videoclip di “Tutti fenomeni” di Piero Pelù mentre nel 2011 ho fatto una breve apparizione nel film “Che bella giornata”.

Tra le tue esperienze televisive, quale consideri più importante?

Senza dubbio le circa 70 puntate che, dal 2004 a oggi, mi hanno visto recitare a “Quelli che il calcio”, con le conduzioni di Simona Ventura, Nicola Savino e Luca e Paolo. Lavorare con grandi artisti come il già citato Gene Gnocchi, Max Giusti (quando imitava Milingo io impersonavo la sua consorte Maria Sung!), Francesca Macrì, Alessandro Cattelan e D.J. Angelo, alias attualmente Mimmo Magistroni mi ha arricchito tantissimo. Sono molto legato a questa trasmissione, ancora oggi, dopo 15 anni, mi inorgoglisce farne parte.

E sei anche un conduttore e intervistatore…

Sì, partendo dal mio passato di d.j. radiofonico, ho condotto molti eventi, in varie televisioni, in locali e nelle piazze. Ho intervistato tantissimi artisti, per emittenti radio ma soprattutto televisive.

 Recitare significa anche teatro?

Sì, un altro capitolo molto importante della mia vita. Dal 2006 al 2009 ho fatto parte del gruppo “Argento vivo”, diretto da Roberto Carusi, recitando in tanti teatri sia in italiano che in vernacolo milanese. Dal 2009 al 2013 sono stato un componente della Compagnia Filodrammatica alla Fontana, diretta da Silvia Cioffi, che si esibisce al Teatro Sala Fontana di Milano, portando in scena “Il povero Piero” e “La resa di Titì”. Il teatro trasmette sensazioni uniche, difficili da descrivere: il contatto con il pubblico è palpabile, non è consentito sbagliare e per questo le prove sono tante e molto impegnative. E’ stata un’esperienza fondamentale per apprendere le tecniche della recitazione.

 Abbiamo iniziato parlando del tuo amore per la musica…

Un amore che durerà in eterno! Nel 2011 ho pensato insieme al cantautore Luciano “Varnadi” Ceriello di partecipare al Festival di Sanremo, con il brano, “Passione senza fine”, in cui lui avrebbe cantato e io recitato, dedicato al calcio e con un chiaro messaggio contro la violenza e il razzismo negli stadi. Purtroppo la canzone non fu ammessa ma e stato accolto positivamente dal pubblico quando lo abbiamo presentato dal vivo nelle piazze e in tante radio. Come musicista sono ben lontano dalle capacità di due grandi professionisti come mio nonno e mio zio, però penso che la mia passione per la musica sia identica alla loro. Suono la chitarra ritmica, amo il blues e ho suonato con il Maestro Andrea Carotenuto, chitarra solista, nel duo “Nati in settembre”.

In conclusione, puoi descrivere “Istrione Tv”?

Ho sempre adorato un brano di Charles Aznavour, “L’istrione”. Nel 2013 avevo battezzato così un format, da me ideato, che da aprile a luglio avevo proposto in una emittente televisiva locale. Il 3 febbraio 2014 avevo fondato una televisione sul web, “Istrione Tv”. Da allora a oggi ha superato largamente i 400.000 contatti sul sito, testimoniati dal contavisite. Una televisione in cui ho potuto esprimere le mie varie anime artistiche, come attore, conduttore, intervistatore, opinionista e anche chitarrista. Invito a seguirla, anche perché per il futuro ho tante idee…