DiSTORY. Intervista Esclusiva al cantautore Matteo Fracasso

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Con il suo inedito intitolato “19 Settembre”
è uno degli artisti di DiSTORY
il disco che celebra il XX° Anniversario di DiTutto

 

Di Patrizia Faiello

Matteo Fracasso ha 20 anni e viene da Parabita (Le), anche se attualmente vive e studia a Roma.

Frequenta il secondo anno di Medicina presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha cominciato a suonare all’età di 11 anni e da lì non ha più smesso.

La musica ora è parte integrante della sua vita, e scrivere canzoni è una necessità di cui non sa fare a meno.

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Quando ti sei avvicinato alla musica?

Ho scoperto la musica intorno all’età di 11 anni, quando mi è stata regalata la mia prima tastiera. Ho cominciato a suonare un po’ per gioco e dopo poco tempo ho capito che non avrei più potuto farne a meno.

Come nasce l’idea di voler partecipare con un tuo brano alla compilation “Distory tutti i colori della musica”?

Nasce dalla consapevolezza della grande opportunità che il disco rappresenta per me, ma soprattutto mi rende molto orgoglioso poterne fare parte.

Di cosa parla il tuo brano?

Di una storia d’amore finita forse troppo presto, di un uomo che non si rassegna a questa fine perché sa di non potersi lasciare sfuggire la donna della propria vita.

Sei reduce dall’esperienza dell’esclusiva serata musicale per la presentazione di  “Distory” dove ti sei esibita dal vivo davanti ad una importante platea, accompagnata dall’orchestra dell’Arca del Blues diretta dalM° Francesco Mancarella. Esperienze di questo tipo cosa lasciano ad un giovane emergente?

Sicuramente resta tanta emozione per l’esperienza fatta, un’esperienza che non tutti hanno la fortuna di vivere, soprattutto se si è ai primi passi nel mondo della musica. Per me è stato un sogno potermi esibire in una serata del genere e poter far ascoltare il mio brano a una platea così calorosa.

Qual è stata l’esperienza musicale più significativa che finora hai vissuto?

Da romantico quale sono Patrizia ti dico la mia prima esibizione dal vivo, quella in cui ho rotto il ghiaccio per la prima volta con un pubblico rappresentato da persone sconosciute. Credo sia stato un momento che non dimenticherò mai, nella vita di un artista segna un po’ una linea di separazione tra ciò che è avvenuto prima e dopo.

Cosa fai nella vita?

Studio, sono al secondo anno di medicina presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Chi è il tuo idolo (musicale)?

È veramente difficile scegliere, ma tra tutti direi Freddie Mercury: non solo per le incredibili capacità tecniche e per le doti di frontman, ma soprattutto per come si è costruito il proprio successo planetario, partendo dal basso, suonando per il piacere di farlo e scrivendo per il bisogno di scrivere.

Progetti futuri?

Per ora sono concentrato sull’università, con il sogno di far arrivare la mia musica il più lontano possibile.

 

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