“CANTASTORIE” è il disco d’esordio della cantautrice milanese FURIA

Illustrazione di copertina di Paolo Barbieri
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La musicista che veste alla Corto Maltese pubblica un album che vede la partecipazione artistica e manageriale del Maestro Luigi Albertelli.

 

“Cantastorie” è l’opera prima di Furia, composta da tredici brani. Il viaggio dell’artista è un contenitore di storie vere narrate come cronache poetiche, alcune di un passato glorioso, altre di ferite antiche che ancora si aprono nel presente: di bambini e donne di ogni strato sociale, traditi nella loro essenza e negli affetti da chi si fidavano.

Ma sono anche riflessioni sulla frattura necessaria e naturale che si è formata nei rapporti tra uomo e donna, e di come il ribaltamento dei ruoli e del potere nella coppia porti a conseguenze non sempre prevedibili. E la mutevole posizione della donna di oggi, tra ironia, sogni e speranze.

Furia è una moderna cantastorie che supporta le sue parole e la sua musica con narrazioni visive che sono spaccati di realtà in cui lei è la voce narrante, un Io che osserva da vicino l’accaduto, restituendoci una cronaca poetica dei fatti, delle gesta e dei sentimenti della generazione di oggi e del passato.

La possibilità di creare un messaggio di speranza è rappresentata dalla presenza a fianco di Furia, del Maestro Luigi Albertelli in veste di produttore e manager, che vuole gettare un seme di speranza nella produzione musicale italiana ed internazionale. Una condivisione e un incontro tra la giovane cantautrice e il paroliere di lungo corso, con storie nuove, per raccontare che sull’autostrada dell’omologazione c’è sempre un’uscita in direzione della libertàà.

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La cantastorie ha scelto di presentarsi vestita alla Corto Maltese perché, oltre ad amare il famoso personaggio di Hugo Pratt, si identifica nelle sue storie avventurose, come avventurosa è la vita di tutte le donne, che come il marinaio ribelle diventano antieroine per eccellenza. Il viaggio di Furia è un contenitore di storie vere narrate come cronache poetiche, alcune di un passato glorioso, altre di ferite antiche che ancora si aprono nel presente: di bambini e donne di ogni strato sociale, traditi nella loro essenza e negli affetti da chi si fidavano. Ma sono anche riflessioni sulla frattura necessaria e naturale che si è formata nei rapporti tra uomo e donna, e di come il ribaltamento dei ruoli e del potere nella coppia porti a conseguenze non sempre prevedibili. E la mutevole posizione della donna di oggi, tra ironia, sogni e speranze.

TRACK BY TRACK

FREELANCE

“In “Freelance” parlo di amore. Amore libero. Libero da tabù, convenzioni e di quelle regole che ti opprimono e ti bloccano la vita. E’ un incontro tra due persone libere. Freelance ha come autore del testo Luigi Albertelli, sul quale io ho scritto la musica ispirandomi alla situazione che mi veniva raccontata dalle parole stesse. La musica che ho scelto è elettronica e ritmata. Il filmato racconta un attesa. Con finale a sorpresa ma attualissimo. Furia è per la parità e per diritti civili di tutti”.

CAMPIONISSIMO

“Campionissimo è una mia dedica ad un grande mito italiano, Fausto Coppi. Importante è la memoria. E nel mio essere una cantastorie voglio raccontare la sua importante storia di sportivo e campione ma soprattutto la sua storia umana. In balia della guerra, degli amori, delle leggi che mancavano negli anni 50 e della sua tragica fine. Il brano è una ballata. Per comporlo mi sono documentata prima leggendo della sua storia e poi facendomi portare nel suo paese natale, Castellania in provincia di Alessandria”.

ADDIO BARBIE

“Addio Barbie è la canzone dedicata agli ormoni. Quelli femminili. E’ il passaggio dall’essere bambina all’essere donna, con tutto ciò che ne consegue. Bene e male, amori e dolori. Il sound è una ripresa del calipso proprio per sottolineare le trasformazioni del corpo femminile. Barbie è solo un pretesto che da l’attacco al pezzo. E’ in fondo la bambola più famosa”.

MANCHI

“Manchi fa parte dei brani che raccontano fatti reali di cronaca. Dopo aver letto la tragica fine di Sara Dipietrantonio per mano del suo ex fidanzato, bruciata viva ho immaginato Sara il giorno del suo funerale. E sono io che mi immedesimo in lei. E descrivo quello che vede. Un’immensa folla di amici e parenti e la mancanza di uno solo. Lui. Il suo carnefice. La musica di Gianfranco Fasano è riuscita a creare le atmosfere di reale e surreale presenti nel testo”.

CE LA INVIDIANO TUTTI

“Ce la invidiano tutti scritta a otto mani (Furia-Albertelli-Fasano-Guranerio) è un Inno alla vita. Gli uomini maschi ci vedono e non sanno proprio resistere al fascino di noi donne. A qualsiasi età. Tanto è vero che il video che racconta la storia vede la partecipazione di un unico uomo. Bruno 90 anni. Musica allegra ballabile che ricorda la musica italiana degli anni 80”.

GIULIETTA

“Giulietta, altra storia drammatica. La storia di Giulia, un mistero. Ritrovata morta dopo un volo giù da un cavalcavia. Suicidio o omicidio? Ancora non si sa. Ho immaginato una versione dell’accaduto. Un amore impossibile, come la Giulietta di Shakespeare. Una ballata di cui sono onorata di aver come ospite la voce della famosa attrice Lella Costa”.

ROBOT

“Robot La parte ironica e amara delle frasi di Robot rappresentano da una parte l’ incomprensione del maschio Alfa, dall’altra la ribellione della donna. Il sound elettronico in stile rap americano aiuta a ricalcare lo spessore delle parole”.

CANZONE AD UN BIMBO MAI NATO

“Canzone ad un bimbo mai nato è il pezzo più intimo e per me più condivisibile,da donna, dell’album. Dopo aver letto il libro di Oriana Fallaci “Lettera ad un bambino mai nato”, ed essendomi commossa, è stato facile e di getto, prendere la chitarra e piangere. Ogni accordo calzava con la frase che andavo a creare. Una ballata lenta. Ringrazio il Maestro Luigi Albertelli per avermi fatto entrare in quella libreria milanese e avermi regalato una copia originale della prima stampa del libro della Fallaci”.

PA PAYA YA-YA (Ciao Marco)

“Pa Paya Ya-ya (Ciao Marco) è un mio ringraziamento da donna ad un grande uomo. Marco Pannella. Anche qui la memoria dei grandi da trasmettere alle nuove generazioni. Che non sanno come si è arrivati ad avere qui in Italia i diritti fondamentali. Il sound è un reggae, il video è ricco di immagini originali di archivio, gentilmente concesse dal Partito Radicale Italiano”.

PRENDI TUTTO

“Prendi tutto è il brano che conclude l’album. E dalle note del pianoforte del Maestro Gianfranco Fasano nasce una grande ballata. Per me un brano monumentale. L’esplosione di una donna che è finalmente pronta a darsi ad un uomo che la meriti. Prendi tutto di me”.

TROPPO FACILE

“Una storia vera. Un’esperienza in età adolescenziale e le riflessioni postume di una donna. Che non rinnega quello che ha provato, ma capisce e condanna la facilità del maschio nel cogliere un fiore”.

NON ARROSSIRE

“Remake del pezzo che ha portato al successo un giovane Giorgio Gaber. Rivisitato in chiave moderna. Una rilettura al femminile”.

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