SunrisePop, intervista a VICKY IANNACONE

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Per un’artista è importante
essere se stessi sempre,
per fare la differenza.

 

La cantautrice molisana Vicky Iannacone, nonostante la sua giovane età è già una professionista ultradecennale.

Inevitabile, quindi, pensare al suo talento come ad una rarità. Durante il lookdownl Vicky ha scritto un brano dal titolo “Cosa non ti torna (fai la differenza)” con l’obiettivo di portare un sostegno concreto ai medici in prima linea della regione Molise attraverso una raccolta fondi.

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Lo scorso Maggio Vicky è stata ospite di “SunrisePop Live” dove ha presentato alcuni suoi lavori. DiTutto l’ha intervistata.

 

Sei anche già un’apprezzatissima artista internazionale, con tournée estere all’attivo e un nuovo progetto musicale che ti porterà, entro pochi mesi, di nuovo, a nuove esperienza d’oltreoceano. Cosa cambia in te, quando cambi pubblico, città, nazione e continente? Cosa lasci al tuo pubblico e cosa ti porti via da lui?

La tournee all’estero mi ha lasciato un grande bagaglio di emozioni, che conservo sempre nel mio cuore e nella mia cultura musicale. Cantare fuori dalla tua nazione è qualcosa di unico perchè ti fa sentire più italiano che mai, e sopratutto in quel momento ti senti di avere una grande responsabilità, quella di rappresentare la tua terra, di far conoscere la tua musica e quella della cultura italiana. L’amore per gli artisti italiani all’estero è davvero più grande di quello che si può provare in Italia, c’è grande rispetto, e tanta attenzione nel voler conoscere, vivere e ascoltare, e io credo che per un’artista la cosa più bella è questo vivere le proprie emozioni e trasmetterle anche ad altri, salire sul palco e sentire il calore di un pubblico che ti acclama cantando in italiano con la pronuncia sbagliata perché non è la sua lingua, ma apprezzando quello che tu stai facendo… non ha prezzo per me.

Sei sia interprete che cantautrice. Senti delle responsabilità diverse tra il cantare quello che pensi e cantare quello che pensano gli altri? Se sì, ci parli di questi due mondi con i quali di volta in volta ti misuri?

Cantare i miei brani non è più semplice solo perché sono dettati dalle mie emozioni, però sicuramente mi rispecchiano di più, perché sono le mie sensazioni, emozioni, che attraverso la musica posso comunicare… quindi diciamo che si ci sente più a casa perché sei te stessa. Cantare i brani degli altri ha una responsabilità diversa per il semplice fatto che, devi interpretare quello che un’altra persona ha scritto, quindi di conseguenza devi cercare di immedesimarti nella sua storia, nelle sue esperienze raccontate attraverso quel brano, e cercare di renderle un emozione.

Nel tuo singolo “L’eccezione” parli di cambiamenti, libertà, ipocrisie. Ti va di dirci come affronti tu i cambiamenti, cos’è per te la libertà e come combatti le ipocrisie?

Nel mio singolo “L’eccezione” affronto un argomento molto importante, i cambiamenti, le ipocrisie, l’amore, la vita in generale… ognuno di noi vive come crede e come può, ma a volte i cambiamenti nella vita ci fanno paura, il cambiamento in generale è sintomo di paura, perchè  nella nostra società ci troviamo sicuri quando siamo comodi, con uno stile di vita che non cambia perchè è abituale e molte persone però soffrono comunque l’abitudine, perchè non sono felici, e a volte purtroppo si tende a giudicare le scelte e la vita degli altri, per sentirsi migliori, ma l’eccezione la fa chi in qualche modo vive la sua vita cercando di affrontare le paure senza la comodità delle proprie abitudini, e senza il giudizio della vita degli altri, perchè la vita è una, e nessuno può giudicare la vita degli altri… solo noi noi siamo i giudici che possono dare la sentenza alle nostre vite.

È concetto risaputo che le carriere, quelle più interessanti, si costruiscano sui “no”. Quanti no hai detto? A cosa hai rinunciato per mantenere in vita te stessa e non diventare quello che avevano inappropriatamente pensato per te?

Ho avuto tanti no, e ho detto anche diversi no.  I no ricevuti sono stati sinonimo di crescita e sono stati una conseguenza dei no detti, che mi sono serviti per crescere e capire che amo la musica, amo la libertà musicale, e sopratutto amo essere me stessa… essere se stessi attraverso la propria musica è molto importante perchè è quello il momento per un artista di poter dar voce alle proprie espressioni, emozioni, sentimenti, sensazioni. Molte volte si fa l’errore di accettare di essere quello che vorrebbero gli altri attraverso la musica costruendo un personaggio che non ti appartiene, in questo io tante volte ho detto no, perchè sono convinta che la musica ha bisogno di stimoli, di personalità, e di persone che fanno musica con amore, per cui è giusto dire no anche quando a volte pensi sia l’unica occasione della tua vita, perchè quel no detto oggi, domani ti renderà migliore, ti renderà diverso, ti renderà sicuro di quello che sei e che fai, che non vuol dire presunzione, ma semplicemente professionalità e rispetto per la tua arte e per la tua etica.

Dove raccogli gli stimoli intellettuali quando scrivi?

Gli raccolgo attraverso le altre persone, ascoltando, viaggiando… attraverso la mia vita vissuta fino ad oggi, con i vari insegnamenti ricevuti, e attraverso me stessa, le mie riflessioni, che molto spesso si trasformano in musica.

Sei spesso associata a questo o quel cantante. Oggi imporre la propria personalità è affare molto complicato. Ma tu sei riuscita comunque a mantenere un livello di unicità invidiabile. Quali fatiche affronti per non uniformati, per non conformarti e non diventare come tutti gli altri? Come fai a smarcarti dall’approssimazione delle persone (addetti ai lavori) superficiali?

Si spesso mi è capitato di essere associata ad altri cantanti, per via della mia vocalità, o per il mio aspetto estetico. Proprio per questo ho lavorato su un progetto artistico ben preciso, che non assomigliasse a nessuno, se non al mio modo di essere nella vita… ho cercato di rappresentarmi sia nella scrittura che nella musica affinchè io possa avere la mia carta d’identità ovvero il riconoscermi come artista dal genere, dai suoni, e anche dal mio linguaggio, che vuole essere molto spesso comune e diretto… per un’artista è importante essere se stessi sempre, per fare la differenza. Non è facile a volte far capire questo concetto perchè si è abituati ad ascoltare quello che più funziona in radio, e non si ci sofferma sull’anima dell’artista, per cui mi batto su questa cosa, perchè può piacere o non piacere un genere, una scelta musicale, ma è importante avere la propria personalità… anche perchè altrimenti ognuno di noi sarebbe un clone di qualcuno.

DT

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