Il “Fico” (Ficus carica), detto anche: fico, fiorone, fico fiore, fior di fico.

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di Anna Pagliarone

Il “fico” fa parte della famiglia delle Moracee, albero contente lattice in tutte le sue parti munito di un fusto corto e tortuoso con numerose ramificazioni aperte e corteccia grigia e liscia. Presenta foglie palmato-lobate, con fiori molto piccoli. I frutti (siconi) sono ricettacoli carnosi ricchi di zucchero e contenenti i veri frutti (acheni) immersi nella polpa.

Si ritiene originario dell’Asia Minore ed è largamente diffuso in tutta la zona del bacino del Mediterraneo, sia allo stato spontaneo che coltivato. Pianta molto rustica che però teme il gelo, cresce ovunque e si riproduce in tarda estate per talea dei germogli basali. Le parti che si utilizzano sono il lattice ed i frutti. La raccolta del lattice viene effettuata quando ci sono le foglie, mentre i frutti a maturazione, cioè quando la buccia comincia ad appassire e a screpolarsi.

I frutti si consumano freschi o si fanno essiccare al sole,interi o spaccati a metà, poi si conservano inscatole o in barattoli. Si possono, altresì, ottenere ottime marmellate o preparare fichi caramellati e sotto spirito.

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Proprietà e benefici delle gemme di Fico

Le gemme di Fico contengono: biostimoline, sostanze meristematiche, composti fenolici, polisaccaridi, magnesio, bario, zinco e manganese.

I giovani tessuti del Ficus carica mostrano interessanti proprietà terapeutiche, in particolare sono indicati in caso di stati ansiosi e forti stati emotivi con somatizzazione a livello gastro-intestinale. Migliorano, infatti, la comunicazione neurovegetativa, favorendo la regolarizzazione della motilità gastrica e l’equilibrata secrezione dei succhi gastrici nello stomaco.

Dalle gemme del Fico si ottiene un preparato molto utilizzato in Erboristeria, ovvero il gemmoderivato, un macerato glicerico che si ottiene dalla macerazione delle parti più giovani della pianta (come gemme e giovani radici) in soluzione idro-glicero-alcolica.

A cosa serve in particolare il gemmoderivato? e come si utilizza?

Il Gemmoderivato di Fico trova indicazione come coadiuvante in tutti quei disturbi dell’apparato gastro-intestinale provocato da nervosismo e stress:

  • cattiva digestione
  • costipazione intestinale
  • gastrite
  • meteorismo
  • gonfiore addominale
  • sindrome del colon irritabile
  • reflusso gastrico
  • fame nervosa e obesità

Il Gemmoderivato di Fico si utilizza in gocce.

Indicazioni e posologia: 60 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, prima di pranzo e prima di cena. Si consiglia di assumere l’estratto per almeno 1 mese di trattamento.

Il fico è ricchissimo di zucchero (fino al 60% del peso totale), e per questo motivo è molto nutriente e tuttavia facilmente digeribile. Già nell’antichità ne erano riconosciute le straordinarie proprietà medicamentose: si usava infatti come lassativo, e per curare la raucedine e i catarri. Anche il lattice secreto dal tronco veniva impiegato per scopi medicinali: lo si usava per guarire porri, verruche, lentiggini e macchie della pelle, ma visto il potere urticante e ustionante ad oggi se ne sconsiglia vivamente l’uso.

Curiosità

Un albero sacro per i Greci.

E’ una pianta antichissima,quella del fico, conosciuta dall’uomo fin da tempi remoti e,  grazie alle sue salde radici, assai resistente e longeva. Per i Greci in particolare costituiva un albero sacro. La leggenda vuole infatti che la pianta in origine crescesse solo sull’Olimpo, e che gli dei avessero il privilegio esclusivo di cibarsi dei suoi dolcissimi frutti. Poi un giorno Demetra, che stava vagando sulla Terra alla ricerca della figlia Persefone, rapita da Ade, dono’ il prezioso frutto a un agricoltore dell’Attica che era stato con lei ospitale. Dai semini del fico l’uomo riusci’ a far nascere un albero e, a poco a poco, la specie si diffuse in tutta la Grecia. Data la sua origine sacra, nei pressi dei templi e vicino agli edifici pubblici non mancava mai una pianta di fico.

Il fico era prezioso per i Greci non soltanto perché buono e nutriente, ma anche perché la sua vendita costituiva una delle principali voci nella bilancia delle esportazioni. Per salvaguardare le preziose piante erano state persino istrituite delle speciali autorità pubbliche, i cosiddetti “sicofanti” (letteralmente “sicofante” significa “colui che denuncia chi contravviene alle leggi della vendita dei fichi”) la cui funzione era in origine quella di segnalare le persone che coglievano i fichi all’interno dei recinti dei templi. Siccome avevano ance il compito di denunciare chi infrangeva le leggi, finirono per acquistarsi quella fama di calunniatori e delatori che il termine ancora oggi suggerisce.

 

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