DITUTTO. Intervista Esclusiva al cantautore genovese FABRIZIO NITTI in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “Un grido nel vento”

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Fabrizio Nitti, cantautore da sempre attento al sociale (ricordiamo per esempio due sue canzoni: “Una ragione per vivere”, invito alla vita e alla lotta contro ogni ingiustizia, ed “Emanuela” in memoria di Emanuela Loi e di tutte le vittime delle stragi di mafia) con la sua nuova canzone “Un grido nel vento”, usicto circa un mese prima della Giornata internazionale dell‘infanzia e dell’adolescenza – che sarà il prossimo 20 Novembre – richiama l’attenzione sui diritti dei minori di tutto il mondo. Questa una sua intervista realizzata per i nostri lettori.

Cosa rappresenta per te la musica?

Una delle forme artistiche più straordinarie di comunicazione. Un’ amica che mi accompagna da sempre, talvolta un rifugio come una preziosa casa, una vera “arma intelligente”, una goccia che si infila nelle emozioni di molte persone.

Come è nata la canzone “Un grido nel vento”?

E’ nata per la voglia di ricordare e di denunciare un tema come le violenze e i soprusi che purtroppo subiscono i minori, i bambini e i ragazzi, in tutto il mondo, un richiamo alla difesa e alla tutela dei loro diritti.

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Nel 1997 hai partecipato a Sanremo Giovani con il brano “Genova”. Perchè hai deciso di presentare questa canzone?

E’ la canzone con la quale, cantavo in duo con Paolo Agnello, abbiamo vinto l’Accademia di Sanremo e di diritto ci ha portato a Sanremo Giovani. Una sintesi a nostro avviso di bel canto e bel testo con armonizzazioni a due voci interessanti

L’anno dopo, nel 1998, hai partecipato alla 48esima edizione del Festival di Sanremo. Raccontaci questa esperienza?

Una esperienza che si ricorda per sempre. Dopo anni di battaglie, la soddisfazione di cantare su un palcoscenico così prestigioso una propria canzone. Un buon consenso di pubblico che ti riempie di soddisfazione. Vorrei ritornarci, anche perché mio figlio che ha 12 anni vorrebbe vedermi anche lui su quel palco…

Parliamo di “Una ragione per vivere, Emanuela”, canzone dedicata ad Emanuela Loi, la poliziotta uccisa a Palermo insieme a Paolo Borsellino. Qual è stata la tua reazione dopo aver appreso la notizia della strage di via D’Amelio?

Sgomento, rabbia, commozione, voglia di scrivere. Una canzone che parla del fatto di cronaca partendo da una storia di un protagonista più silenzioso come l’agente di una scorta, che però ha contribuito, con la sua determinazione e il suo coraggio in maniera importante alla lotta contro la mafia. Una canzone che vuole essere un omaggio alla memoria di tutte le vittime delle stragi di mafia.

Prossimi progetti?

Forse un nuovo singolo più avanti…ma soprattutto mi piacerebbe raccogliere un po’ di tracce che ho iniziato a lasciare per strada e realizzare un nuovo album con una grande ma attenta produzione.

Nicola Mauro Marino