DITUTTO. Intervista Esclusiva al cantautore siciliano SERGIO ZAFARANA

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Balordo è il titolo dell’album d’esordio di Sergio Zafarana, in arte Zafarà. Questo nuovo album del cantautore siciliano rappresenta il primo passo verso una carriera da solista.

Nelle undici canzoni racchiuse in “Balordo” ci sono storie raccontate dall’artista impegnato in molti appuntamenti live che lo vedranno calcare i palchi di molte città italiane.

Il suo stile è fortemente influenzato voci come quella di Tom Waits e Vinicio Capossela, da poeti estinti come Fabrizio De André, Giorgio Gaber, da milanesi capelloni come Afterhours, Paolo Benvegnù, da puri sperimentatori come i Radiohead.

Lo abbiamo intervistato.

 

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Nel tuo primo album da solista c’è una spiccata voglia di raccontare storie. Chi sono i protagonisti delle canzoni contenute in “Balordo”?

I protagonisti delle canzoni sono storie di persone che hanno fatto parte della mia vita o che comunque si sono palesate in maniera accidentale. Ogni traccia racconta di qualcuno che mi è passato vicino e mi ha lasciato un ricordo o un’emozione forte che si è nascosta dentro la mia memoria e poi all’improvviso è saltato fuori.

Prima di intraprendere la tua carriera da solista sei stato membro di alcune band indipendenti. Chi sono state e come ti ha arricchito far parte di progetti condivisi con altri musicisti?

Ci sono state tante Band lungo la mia strada, le più significative (per durata ed esperienza condivise) sono i Trifase, ancora in attività e Storie all’ombra dei grattacieli. Con i Trifase suoniamo insieme da più di dodici anni, abbiamo condiviso tantissimo e abbiamo sempre trovato la giusta misura nel dosare entusiasmo e produzioni, oltre alla realizzazione di un EP abbiamo partecipato anche a dei festival con riconoscimenti , tipo il “Premio città di Milano” per Rock Targato Italia e il premio della critica “G. Melli” nel festival “Risonando “De Andrè” nel 2014. La seconda Band è stata una rivoluzione in termini di composizione ed esperienze vissute, un insieme di idee e follie varie che hanno dato alla luce un EP attraverso la produzione artistica del mio attuale arrangiatore Aldo Giordano e di altre interessantissime persone che hanno contribuito alla mia crescita e maturazione artistica.

Come musicista hai intrapreso un percorso anche sociale. Non solo teatri e locali ma hai anche suonato nelle carceri. Che esperienza è stata?

C’è da premettere che attraverso dei progetti lavorativi ho avuto la fortuna di lavorare all’interno dell’istituto penitenziario per minori di Caltanissetta per tanti anni di fila come responsabile dei laboratori di musica. Attraverso questo canale sono riuscito a vivere questa esperienza meravigliosa di riuscire ad esibirmi con le mie canzoni all’interno dell’istituto. Nel 2014 attraverso la Associazione “Le scale” abbiamo realizzato il progetto dal nome IPMUSICA che ha permesso a tre band (Zafarà, Marilù e Carnaby) di potersi esibire nel Minorile di Caltanissetta e al “Cesare Beccaria” di Milano, un concentrato di emozioni e di formazione per la vita.

Quanto può essere importante la musica nel sociale?

Penso che la musica sia importante in generale, riesce ad avere un effetto positivo su ogni persona. Attraverso la musica, si impara ad ascoltare, si possono comunicare o recepire tantissimi messaggi e tantissime emozioni, in molti casi risulta un elemento necessario nella vita di moltissima gente, quindi anche nel sociale riesce ad avere un ruolo fondamentale attraverso le sue svariate manifestazioni.

Parlando della scena musicale italiana, cosa pensi della musica italiana di questo periodo?

La scena musicale italiana non è semplicissima da catalogare, si divide in filoni differenti, per quanto riguarda la scena legata alle grandi produzioni tende a produrre (nella maggior parte dei casi) “prodotti” che tendono ad apparire in periodi limitati con un pesantissimo riciclo di materiale umano. La scena underground è sempre molto interessante, ci sono tanti ragazzi che fanno dei lavori (spesso autoproduzioni) notevoli ma non trovano lo spazio per potersi esibire e quindi sostenersi. C’è anche una scena “Indie Pop” che viene foraggiata da etichette che promuovono e producono numerosi progetti anche questi molto interessanti (gusti permettendo).

Pensi siano ancora valorizzate canzoni che parlano di storie di comuni mortali come avveniva qualche anno fa?

Dipende dall’utenza che ascolta, oggi l’ascolto è cambiato tanto rispetto ai miei 20 anni, prima si ascoltavano i dischi per intero, di conseguenza ci si faceva un’idea molto chiara del cantautore o della band, oggi la musica viene ascoltata negli store digitali che “impongono” l’ascolto del singolo o della hit del momento. In ogni caso credo che le storie contenute all’interno di qualsiasi forma di creatività stimoli all’utente una sorta di aumento dell’empatia e del senso critico, nell’ottica delle grandi produzioni è diventato sempre più raro, mentre negli ambiti più indipendenti è sempre presente la voglia di raccontare, per quanto mi riguarda se non dovessi più avere storie sincere da narrare probabilmente smetterei di produrre dischi.

In “Balordo” cosa c’è di mondo reale e cosa c’è delle idee di come dovrebbe andare il mondo secondo Zafarà?

In “Balordo” è tutto reale, ci sono tante storie e situazioni vissute, possiamo dire che il tentativo inconscio è stato quello di cercare di descrivere uno spaccato della realtà che ho percepito in quel periodo. La direzione del mondo attuale mi sembra un attimo in confusione, legata molto alle notizie virtuali e alla totale (e spesso poco ragionata) opportunità di poter dire tutto quello che ci passa per la testa per poter raggiungere il tanto ricercato “orgasmo” da like.

Progetti per il futuro? Dove ti vedremo quest’estate?

Il futuro, ovviamente, è ricco di “piacevolissime” incognite; fortunatamente dopo l’inizio dell’estate in cui ho avuto il piacere di fare un piccolo tour in Lombardia a fine giugno, supportato da una Band brianzola (I Moriaformaspire) che suoneranno insieme per i club, ci saranno diverse date sparse in giro per la Sicilia e probabilmente a Settembre si riparte per un altro tour molto interessante.

DT

 

Sul canale youtube dell’artista si possono ascoltare e guardare i videoclip di ben quattro canzoni estratte dall’album.

Balordo su Spotify: https://open.spotify.com/artist/7pMIwlUcmsXuxKq4SeKkM6