DITUTTO. Intervista Esclusiva alla band genovese LIGHT IN THE SKY

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I Light in The Sky sono una band che si è formata a Genova quasi 10 anni fa, da un’idea di Lorenzo Vassallo, chitarra solista e voce della band, insieme a Teodoro Chighine, batterista e Tony Randello bassista.Recentemente si è unito alla band il chitarrista ritmico Massimo Cartagenova.

I LiTS, hanno iniziato un percorso che li ha portati a mescolare le diverse influenze musicali dei singoli membri, che spaziano dai Pink Floyd ai Joy Division, dall’hard rock al punk, passando per il pop-rock e l’alternative rock anni ’90, in un processo di continua sperimentazione e ricerca del suono. “Revolution” è il loro nuovo album.

Ci raccontate la storia dei Light in the Sky?

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Il progetto LiTS è una storia che ha visto nel corso di circa di 10 anni di percorso alternarsi momenti di gioia e difficoltà che hanno contribuito in maniera importante alla crescita personale e musicale di ciascun elemento della band.Il nostro nome Light In The Sky rappresenta l’obbiettivo che ogni persona ricerca costantemente durante il proprio viaggio interiore: nonostante i momenti di buio che spesso attraversiamo nella vita, dobbiamo comunque seguire quella luce che ci guida nel processo di crescita e riscoperta di noi stessi.

La vostra band nasce dieci anni fa ma arrivate all’esordio su Lp ora: ci raccontate com’è andata?

La Storia dei LiTS nasce appunto 10 anni fa, e sebbene si sia sempre posta l’obiettivo di proporre pezzi propri, all’inizio il progetto era orientato verso una dimensione più live nel cui repertorio i primi brani originali erano inseriti in un contesto costituito principalmente da cover. Grazie all’esperienza acquisita nel corso degli anni si sono raggiunte l’amalgama e la consapevolezza necessaria per affrontare la produzione di album. Circa 3 anni abbiamo così deciso di concretizzare questo percorso dando vita a Revolution, il nostro primo LP.

Cosa ci potete raccontare del vostro esordio su lp, “Revolution”?

La realizzazione di Revolution è stato un percorso che ha alternato momenti di grande soddisfazione a momenti di difficoltà poiché abbiamo avuto modo di confrontarci con l’immenso lavoro che si nasconde dietro la lavorazione di un LP, soprattutto la ricerca del giusto equilibrio per ottenere ciò che volevamo effettivamente esprimere. Nel complesso, siamo molto soddisfatti di questa esperienza sia a livello musicale, in quanto ci ha permesso di collaborare con professionisti quali il maestro Gianni Serino e Il Drum Code Studio, che a livello di crescita personale.

“Revolution” è un titolo impegnativo. A che cosa fa riferimento?

La Rivoluzione è a cui facciamo riferimento è una rivoluzione di carattere interiore. Un processo di cambiamento che si attua affrontando tutte quelle paure, preconcetti e schemi che spesso si frappongono tra noi e la nostra essenza. Solo ribellandoci ai nostri demoni ed affrontando di fatto quei limiti che ci impediscono di vedere oltre, possiamo acquisire sempre più consapevolezza di noi stessi e compiere il nostro naturale processo di evoluzione personale.

Come sono andate le lavorazioni del disco?

Le lavorazioni del disco hanno alternato fasi positive a situazioni altrettanto impegnative, dovute alla grande mole di lavoro che si nasconde dietro la produzione di un LP. Per ottenere ciò che volevamo di fatto esprimere, abbiamo cercato di evolverci giorno dopo giorno cercando di colmare sempre più il “gap” iniziale d’esperienza rispetto a chi ha già diversi lavori alle spalle. Tuttavia, questo percorso ci ha dato la possibilità di collaborare con professionisti dell’ambiente quali il maestro Gianni Serino, e il Drum Code Studio, che hanno contribuito ad una importante crescita musicale oltre che dal punto di visto personale.

La vostra band ha due chitarre e un suono molto rock. SI direbbe che preferiate la “vecchia scuola” alle tendenze del momento

Tendenzialmente ciascun componente dei LiTS ha radici provenienti dal rock “vecchia scuola” anche se col passare del tempo ognuno di noi ha poi avuto modo di approfondire le diverse sfumature. Tuttavia, la nostra visione del rock si basa sul concetto dell’energia e del sound tagliente in cui tutti gli strumenti si miscelano nella loro essenza in atmosfere “moderne”. Un occhio al passato guardando al futuro con la speranza che quel rock che ancora oggi muove migliaia di persone (delle quali facciamo parte) a macinare km per i concerti possa tornare a risplendere nella sua gloriosa magia.

Come nasce la canzone “Taxi Driver”? Siete fan dell’omonimo film?

“Taxi Driver” è un brano d’impatto e molto rock. Sin dal principio della sua creazione ha evocato atmosfere molto “urban”. La figura del tassista, nel suo essere criptica, è molto iconica. Ci è sembrata la più adatta a rappresentare il ruolo di “Caronte”, colui che di fatto traghetta le anime, ma che in un certo senso ne è anche a sua volta guidato, in una sorta di reciprocità dei ruoli. Proprio come nel film di De Niro di cui abbiamo sicuramente imparato a cogliere aspetti più misteriosi quanto curiosamente affascinanti, ci accompagna nel “viaggio” metaforico raccontato in Revolution.

Di che cosa parlano i vostri testi?

I nostri testi sono piccole storie raccontante in chiave metaforica che prendono spunto da momenti o situazioni reali che hanno segnato profondamente il percorso di crescita degli elementi della band, ma che vanno a toccare tematiche ed emozioni in cui tutti si possono a tratti identificare. Sostanzialmente ciascun testo è un gradino verso la conquista di sé stessi attraverso la lotta quotidiana con le nostre paure, schemi e precetti. Solo affrontando i nostri limiti e aprendoci alle situazioni che la vita ci offre possiamo operare la nostra rivoluzione interiore e trovare la nostra vera essenza.

Ci fate il nome di una band o di un artista che vi piace particolarmente?

I nostri ascolti sono molto diversificati ed eterogenei, anche se sono accumunati da una matrice profondamente rock, nelle sue diverse sfumature. Per citarne alcuni. Pink Floyd, ACDC, Foo Fighters, Joy Division.

Come sono i LiTS dal vivo?

I LiTS cercano di portare nei loro concerti una grande energia. L’intento è far sì che ogni live diventi sempre più occasione di aggregazione e condivisione, dove il muro invisibile tra chi sta sul palco e lo spettatore sia sempre meno presente.

DT

 

 

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